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Il Teatro Ventidio Basso si veste di rosso
Festa per i 25 anni dalla riapertura (Tutte le foto)

ASCOLI - Inaugurate questa sera le istallazioni esterne, sulle colonne centrali e sulle nicchie, con la programmazione della stagione lirica e di prosa. Ora altrettanta operazione per il Teatro dei Filarmonici, oggi assolutamente fantasma
sabato 5 Ottobre 2019 - Ore 22:30
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di Franco De Marco

(fotoservizio di Andrea Vagnoni)

L’impatto rosso fuoco, difronte alla facciata in travertino, è forte, anzi shock. Questione di abitudine però. Da questa sera, nel corso di una cerimonia con brindisi per festeggiare i 25 anni dalla riapertura (era il 15 ottobre 1994), lo storico e bellissimo teatro Ventidio Basso ha un “vestito” nuovo. Un “vestito” nuovo e moderno che copre finalmente la intollerabile “nudità” precedente per quanto riguarda la comunicazione degli spettacoli che si svolgono all’interno e la stessa identità dell’edificio.

Il Massimo ha ora una più marcata immagine e visibilità esterna. Anche un logo con “V” stilizzata richiamando le colonne. Non si può più non notare. Il sindaco Marco Fioravanti, l’assessore comunale alla cultura Donatella Ferretti, ed altre autorità, hanno inaugurato le istallazioni-pannelli, completamente amovibili naturalmente, all’interno delle due nicchie e sulle due colonne centrali,  poste sulla facciata con all’interno il cartellone della stagione lirica e della stagione di prosa. Istallazioni rosso acceso, a mò di guida verso l’ingresso del Massimo, con gioco sulla scalinata come per accompagnare lo spettatore all’interno tra le poltrone. Idea di sicuro apprezzabile.

Il progetto è stato realizzato dallo Studio di design e comunicazione “Chendù” di Ernesto Cesario e Elisabetta Mariani. L’Amministrazione comunale, finalmente, colma una lacuna che era davvero inaccettabile e denunciata tante volte. Cioè la mancanza, all’esterno del teatro, come in tutti i teatri del mondo, di una bacheca, di un pannello, di un tabellone o altro, in grado di informare il pubblico sugli spettacoli in programma. Il Ventidio Basso era una sorta di “fantasma”. E si cercava di rimediare, peggiorando la situazione esteticamente, con brutti cavalletti sui quali appendere i manifesti degli spettacoli spesso strappati, superati o abbandonati. Felicissima l’assessore Donatella Ferretti: «Guardiamo avanti. Voliamo alto».

Se fino a ieri è stato sempre detto che era la Soprintendenza a vietare l’applicazione di una bacheca artistica in ferro battuto sulla facciata, come invece autorizzato in altri teatri marchigiani, la stessa Soprintendenza ha ora approvato la soluzione dei pannelli. Forse un po’ troppo invasivi però finalmente si capisce che lì c’è un teatro e qual è la programmazione in corso. Sarebbe stata più in sintonia con l’edificio monumentale una “normale” bacheca artistica in ferro battuto? Chissà. Comunque il risultato è stato ottenuto. Adesso c’è da augurarsi, però, che la stessa attenzione, sul medesimo problema, venga posta anche al teatro dei Filarmonici, oggi totalmente “fantasma”, senza alcuna indicazione sia per turisti e sia per frequentatori di spettacoli. «Ci stiamo già pensando» dice Donatella Ferretti.

Alla cerimonia di questa sera ha partecipato anche il notaio Nazzareno Cappelli il quale ha avuto il merito, nel 1994, da sindaco, di riaprire, anche forzando la mano, il teatro Ventidio Basso, inaugurato nel 1846, poi chiuso per oltre 20 anni.

LA FOTOGALLERY DI ANDREA VAGNONI


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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