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Svolta nell’omicidio Cianfrone,
i dettagli delle indagini
che hanno portato al fermo
dei coniugi Spagnulo

SPINETOLI - A carico dei coniugi di 54 e 50 anni, ora in carcere in attesa della convalida da parte del Gip, i presunti reati di "omicidio premeditato" e "detenzione e porto d'armi abusivo". Fin da subito l'attenzione dei militari si è concentrata sulla famiglia originaria di Taranto ma da anni residente nel Comune piceno

di Andrea Ferretti

Immagini delle videosorveglianze di autostrada A14 e relative aree di servizio, superstrada Ascoli-mare, vallata del Tronto, Statale Salaria, Provinciale Bonifica.

Tutto passato al setaccio. O almeno queste erano le intenzioni. Niente di tutto questo è servito.

Depistaggi costruiti ad arte dai Carabinieri?

E’ possibile. E anche comprensibile.

Sta di fatto che il “provvedimento di fermo” emesso nei confronti della coppia residente a San Pio X, oltre a chiudere il cerchio dopo sei giorniCianfrone è stato ucciso la mattina di martedì 3 giugno tra le ore 8 e le 9,30 – ridimensiona in maniera decisa spazi e tempi, non certo l’efferratezza dell’omicidio.

Non c’è stato infatti bisogno di andare molto lontano per dare una svolta alle indagini.

E non è per nulla escluso che il fiuto dei Carabinieri abbia subito indirizzato le indagini proprio verso quell’abitazione, cerchiata in rosso fin da qualche ora dopo l’agguato, distante appena qualche centinaia di metri dal punto in cui l’ex carabinere ha conosciuto la morte.

In carcere – l’uomo in quello ascolano del Marino, la donna in quello femminile di Teramo – sono finiti marito e moglie fino a pochi giorni fa insospettabili.

Lui è Giuseppe Spagnulo, 54 anni, lei Francesca Angiulli che di anni ne ha 50. Originari di Taranto, vivono a Pagliare del Tronto da tanti anni. Lui è un operaio del Comune di Spinetoli, lei casalinga.

Hanno un figlio di 20 anni. E’ il giovane controllato nei giorni scorsi da Carabinieri che lo hanno avvicinato davanti al bar di Piazza Kennedy a Pagliare per poi spostare l’attenzione sulla sua moto che teneva in garage e che è stata sequestrata – a detta dei Carabinieri – poichè sprovvista di assicurazione.

Ma è anche vero che per una moto sequestrata perchè senza certificato assicurativo, appare esagerato l’intervento di diversi carabinieri e anche di un carro attrezzi.

Perchè poi sequestrare anche i caschi e altro materiale?

Ora tutto torna.

E inoltre non si può per nulla escludere che in quell’occasione gli investigatori abbiano anche provveduto a piazzare delle “cimici” nell’abitazione degli Spagnulo.

Nel primo pomeriggio di oggi, infatti, il nuovo e decisivo blitz con moglie e marito prelevati da carabinieri in abiti borghesi e condotti nella caserma del Comando provinciale di Ascoli, dove gli è stato notificato il doppio provvedimento di fermo per due presunti reati: “omicidio premeditato” e “detenzione e porto d’armi abusivo”. Evidente quindi che è stata anche rinvenuta l’arma con cui potrebbe essere stato ucciso l’ex vice comandante (fino al 2015) della Stazione dei Carabinieri di Monsampolo del Tronto.

L’ingresso del carcere di Marino del Tronto

Decisive, ai fini del “fermo”, decine di ore di immagini di videosorveglianze della zona, l’analisi del traffico dei telefoni cellulari, la loro presenza sulla scena del crimine in un orario compatibile con l’omicidio, diverse testimonianze di persone che quella mattina si trovavano nella zona dove è morto Cianfrone.

La coppia aveva anche un altro figlio, Antonio, che morì in un incidente stradale avvenuto nel 2009 nei pressi della grande rotonda di Pagliare sulla Statale Salaria. Con la sua Kawasaki 600 Ninja si schiantò contro una Fiat Panda condotta da un portalettere.

Giuseppe Spagnulo e Francesca Angiulli dovranno ora comparire davanti al Gip del Tribunale di Ascoli per la convalida del fermo e della verifica sulla solidità del quadro indiziario e sulla sussistenza di esigenze cautelari.




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