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L’omicidio Cianfrone:
dopo moto e caschi sequestrati
vicino al luogo dell’agguato,
anche la casa perquisita
Nel mirino una famiglia di San Pio X

SPINETOLI - I Carabinieri hanno controllato la Bmw di un ragazzo di 20 anni del luogo davanti al bar di Piazza Kennedy. Poi hanno portato via (con un carro attrezzi) moto e caschi che si trovavano nel garage della sua casa, a poche centinaia di metri dal luogo dove è stato ucciso l'ex carabiniere. Ci sarebbero immagini di una videocamera dove la moto è ben visibile. Probabilmente non era solo una questione di mancata copertura assicurativa. Tutto da accertare il nesso tra questo episodio e il delitto

E’ a Spinetoli che si stanno concentrando le indagini sulla morte del maresciallo dei Carabinieri Antonio Cianfrone? Qual è il nesso tra il brutale assassinio, avvenuto la mattina di mercoledì 3 giugno sulla pista ciclabile, ed una famiglia che abita in via Molino, contrada San Pio X, a 300 metri dal luogo del delitto?

I Carabinieri vicino al luogo del delitto

Mentre i Carabinieri stanno passando al setaccio le videocamere di sorveglianza dell’A14 e delle aree di servizio (in particolare quelle posizionate in direzione sud), luogo ideale – si pensa – per la fuga dei killer che hanno freddato l’ex vice comandante della Stazione dell’Arma di Monsampolo, è stata la videocamera di un’abitazione privata di Pagliare, limitrofa alla pista ciclabile, a restituire le immagini e il rombo della moto utilizzata per la fuga?

Una moto ieri è stata sequestrata dai Carabinieri a Pagliare. E’ stata caricata su un carro attrezzi, gesto che non è passato inosservato, come tutti quelli che si sono susseguiti nell’arco della serata, anche perchè sono stati diversi i militari ad entrare in azione.

La spiegazione dei Carabinieri, sentiti al riguardo, è stata: era solo una moto priva di assicurazione che abbiamo sequestrato.

Sarà vero? Oppure è solo un modo per tenere a bada la curiosità popolare, inevitabile in un caso così clamoroso, in un clima teso e nello stesso tempo “affamato” di notizie che vengono inevitabilmente e generosamente diffuse in un misto poco rassicurante di “voci di popolo” e dichiarazioni ufficiali.

Ma andiamo con ordine.

Antonio Cianfrone

Davanti agli occhi dei cittadini, in piazza Kennedy, a Pagliare, i Carabinieri hanno prima perquisito una Bmw, appartenente ad un 20enne del posto, il quale era seduto al bar con la sua ragazza.

Da lì i Carabinieri si sono spostati nella sua abitazione, dove il ragazzo vive con i genitori, persone molto conosciute. Nel garage c’era una moto di grossa cilindrata e almeno due caschi. Simili a quelli ripresi dalla telecamera di una casa, lì nei pressi, completa di audio, che ha “immortalato” anche il rombo del motore.

Ci sarà una comparazione audiovisiva? Oltre che, naturalmente, il rilievo di terriccio sulle ruote riconducibile allo sterrato dove si è consumato l’omicidio.

Poi ancora. Il padre del ragazzo è stato ascoltato e, dopo di lui, i Carabinieri hanno convocata anche sua moglie.

Questa mattina, sabato 6 giugno, è in corso una perquisizione anche nell’abitazione di San Pio X.

Cosa si sta cercando? Qual è la pista che gli investigatori stanno seguendo per risalire ad un eventuale movente del delitto?

Stando alle “voci di paese”, che non mancano mai e che possono essere ignorate in un puzzle ancora da montare e dove il segreto investigativo mal si concilia con azioni eclatanti messe in atto in luoghi pubblici e in un contesto dove “tutti sanno tutto”, Cianfrone negli ultimi tempi aveva dato di che parlare in zona? Ha dato forse fastidio a qualcuno?

E non solo relativamente alla vicenda giudiziaria che lo ha travolto tra il 2014 e il 2015?

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