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Vaccinati 550 operatori
della Sanità privata,
Angelini: «Ecco perché gli 80enni
e i fragili sono in coda alla fase 1»

EMERGENZA CORONAVIRUS - Sono poco meno della metà di coloro che si sono prenotati. Martedì sono attesi flaconi di Pfizer, Moderna e AstraZeneca. Dalla prossima settimana dovrebbe partire il sistema di prenotazione sulla piattaforma di Poste Italiane. Il direttore del Sisp: «Servirà per stilare gli elenchi sulla cui base tarare la macchina organizzativa»
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I dottori Giancarlo Viviani (direttore degli ospedali del Piceno) Claudio Angelini (direttore del Sisp) e Vittorio D’Emilio (primario di Pneumologia e del reparto Pneumo Covid del “Mazzoni”) mentre si sottopongono al vaccino

di Maria Nerina Galiè

Sta per concludersi nell’Area Vasta 5 la fase 1 della vaccinazione. Tra venerdì 5 febbraio e oggi, domenica 7, è stata somministrata la prima dose del farmaco a 550 operatori della Sanità privata.

«Poco meno della metà di quanti se ne sono prenotati», ha detto il dottor Claudio Angelini direttore del Sisp (Servizio Igiene e Sanità pubblica) dell’Area Vasta 5.

I numeri, il direttore lo aveva già spiegato, sono dettati dalla disponibilità del farmaco: «Se ho mille dosi certe, dobbiamo vaccinare 500 persone e tenere altrettante dosi da parte per il richiamo».

Quindi, l’incognita dell’approvvigionamento è ancora lì, inesorabile ago della bilancia. E’ prevista però un’accelerata. Lo ha detto anche l’assessore regionale alla Sanità delle Marche Filippo Saltamartini.

Ma martedì 9 febbraio (il martedì di solito è il giorno del rifornimento) dovrebbero arrivare flaconi di Pfizer, Moderna e, per la prima volta, anche di Astra Zeneca.

«A quel punto saremo in grado – è sempre il dottor Angelini che parla – di riprogrammare altre sedute vaccinali, sempre secondo gli indirizzi di Asur e Regione Marche».

Cresce l’attesa nel frattempo per il vaccino tra gli over 80 e cittadini cosiddetti fragili, ed i loro familiari che in questo modo potranno ricominciare a vivere con una parvenza di normalità senza la giusta apprensione di metterli in pericolo in caso di contagio da Covid.

Già dalla prossima settimana dovrebbe essere operativa la piattaforma di Poste Italiane, per le prenotazioni, sistema adottato da quattro Regioni italiane tra cui le Marche. Il programma è già pronto, ma non è ancora fruibile per la popolazione. 

«Prenotarsi sulla piattaforma, che noi già utilizziamo, servirà per stilare gli elenchi – ha precisato il direttore del Sisp – e mettere in moto la macchina organizzativa che vedrà coinvolti medici di medicina generale, Distretti Sanitari e diverse strutture territoriali.

Il sistema di prenotazione è semplice. E’ molto simile a quello utilizzato per lo screening diffuso. Ma ripeto. Ci vorranno poi due, tre settimane per partire effettivamente con le somministrazioni».

Contrarre la malattia per un ultraottantenne e per le persone con co morbilità fa crescere l’indice di letalità. Questo però non li ha fatti scattare in testa alla lista delle priorità della fase 1. Sono invece gli ultimi.

Dottor Angelini, pensa davvero che sia giusto così? Non era forse meglio intervenire sui fattori letalità e ospedalizzazione, vaccinando proprio le persone più a rischio di complicanze o morte? Questo anche in funzione di un più veloce ritorno alla normalità.

«Sulle priorità, è stata adottata la regola generale della gestione di tutte le pandemie. In cima alla liste delle persone da proteggere dall’infezione ci sono gli operatori sanitari o che lavora nel campo della Sanità.

Il principio di base è: se medici, infermieri o autisti di ambulanze si ammalano o muoiono, chi soccorre la popolazione? Paradossalmente, sempre in ragione della stessa regola, tra i primi da difendere dal virus potevano esseri anche i lavoratori delle imprese funebri.

Nel secondo step si deve intervenite per frenare la letalità, proteggendo appunto le persone più a rischio».

Principio valido che però non consola chi ha perso un nonno, un genitore, un familiare fragile.

«Come igienista la vedo diversamente. L’obiettivo è arrivare all’immunità di gregge vaccinando quante più persone possibile affinché il virus si diffonda il meno possibile». 

Chi è vaccinato è difeso. E’ vero. Ma non si ha la certezza che non diffonda il virus.

«Se si conoscesse l’effetto del vaccino sulla capacità o meno di infettare, forse le liste di priorità sarebbero state fatte diversamente. Ma al momento non lo possiamo sapere. E’ tutto nuovo. Come lo è il Coronavirus e le strategie per difenderci. Le scelte devono essere fatte sulla base delle certezze che abbiamo al momento e che possono variare giorno dopo giorno».

Subito dopo la fase 1, sarà la volta della fase 2. Seguirà la stessa procedura attivata per ultra ottantenni e fragili, quindi per un numero di utenti ben superiore a quello che ha caratterizzato, fino ad ora, la vaccinazione degli operatori sanitari, definibile di “nicchia” o “per gli addetto ai lavori”. Sarà la volta infatti dei cittadini tra i 60 e i 79 anni e appartenenti a categorie come insegnanti e forze dell’ordine.



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