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Vaccini, pronti 250 operatori
della Sanità privata
Angelini: «La fase 2 è più vicina»

EMERGENZA CORONAVIRUS - E' confermata la seduta del 5 febbraio negli ospedali di Ascoli e San Benedetto. Con gli ultra ottantenni, fase 1, si roderà il sistema per la successiva. Individuate le sedi nel Piceno. Il direttore del Sisp: «Dobbiamo già attivarci per reperire personale. Ne occorrerà tanto»
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La Casa della Gioventù di Ascoli, una delle due sedi nel Piceno, dove saranno somministrati i vaccini

 

di Maria Nerina Galiè

Al via la campagna vaccinale per gli operatori nel campo della sanità liberi professionisti. Si parte domattina, venerdì 5 febbraio, con 250 professionisti nei punti vaccino degli ospedali “Mazzoni” di Ascoli e “Madonna del Soccorso” di San Benedetto.

Si continuerà sabato 6 e domenica 7 febbraio. La conferma arriva dal dottor Claudio Angelini, direttore del Servizio Igiene e Sanità pubblica dell’Area Vasta 5 che lo aveva annunciato martedì scorso (leggi qui).

«Siamo ancora nella fase 1 – precisa il direttore, recitando la delibera della giunta regionale del 25 gennaio che detta gli indirizzi per le Marche – nella quale sono compresi anche gli ultraottantenni e le persone con co-morbilità gravi. Per costoro, contrarre il virus a prescindere dall’età che hanno, sarebbe davvero pericoloso».

Vaccinare le persone più a rischio, anziani e cittadini con patologie, rappresenterebbe davvero la svolta per un veloce ritorno alla normalità.

Se sono necessarie tante restrizioni che coinvolgono la parte più attiva della popolazione è proprio per proteggere, ed è una ragione più che valida per rispettare le regole, nonni, genitori e familiari compromessi da altri problemi. Ma le limitazioni ed il senso della responsabilità vogliono anche dire famiglie smembrate, nipoti tenuti a distanza dai nonni, rapporti sociali e di lavoro ridotti ad un arido scambio di chat.

Nella sola provincia di Ascoli sono state spazzate via 159 persone ad oggi, 4 febbraio.

Quasi tutte anziane, non sempre sopra 80 anni, e quasi tutte con le cosiddette “patologie pregresse” che il Servizio Sanità regionale non dimentica di ribadire, per lenire la gravità della situazione. Ma si tratta pur sempre di persone che, se non avessero contratto il virus, probabilmente avrebbero avuto una maggiore aspettativa di vita. Con tanto di rimorso di chi involontariamente li ha contagiati.

Uno spiraglio, nei vaccini, o forse nella possibilità di utilizzo degli anticorpi monoclonali (leggi qui), si deve vedere.

Nell’organizzare la campagna vaccinale degli over 80, la macchina si sta già mettendo in moto (leggi qui), si gettano anche le basi della fase 2, che quindi sembra più vicina.

«Abbiamo già individuato – afferma il dottor Angelini – le sedi per la vaccinazione alla popolazione, partendo proprio dagli ultra ottantenni. Saranno le stesse coinvolte nello screening di massa. Ad Ascoli si faranno nella Casa della Gioventù e a San Benedetto al palazzetto dello sport “Bernardo Speca”. La fase 2, che riguarderà insegnati e personale scolastico, forze dell’ordine e cittadini tra 60 e 79 anni, si può dire più vicina perchè, se abbiamo a disposizione risorse umane e soprattutto dosi sufficienti di farmaco, può essere iniziata mentre si termina la fase 1».

Quali sono le previsioni, i tempi.

«Per l’approvvigionamento dei vaccini ancora non si sa bene. Ed è un dato fondamentale per fare programmi.

E’ certo però che dobbiamo muoverci già sul fronte delle risorse umane. Parlo di professionisti che dovranno somministrare le dosi alla popolazione. Ho messo tutto il personale del Sisp a disposizione prima del contact tracing, ora delle vaccinazioni. La stanchezza di sente.

Ma a parte questo, occorrono i numeri. Ogni postazione di somministrazione ha bisogno di 4, 6 persone, tra medici, infermieri, oss e amministrativi. Per vaccinare un utente occorrono circa 4 minuti tra accettazione, esecuzione e registrazione (la burocrazia pure non scherza, ndr). In un’ora, in una sede con 6 postazioni si possono quindi vaccinare sulle 90, 100 persone razionalizzando i tempi. In 12 ore si arriva a 1.200 utenti. Ma per gli operatori, che siano 24 o 36 a sede, di  ci vuole un ricambio, non possono stare lì 12 ore di fila senza sosta».

 

 

 



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