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Vaccini, Postacchini:
«Subito a dipendenti e volontari
delle associazioni
che operano nel soccorso»

EMERGENZA CORONAVIRUS - Secondo il direttore della Centrale Operativa del 118 devono essere una priorità, come il personale in forza ad Area Vasta 5. «I soccorritori, nell'emergenza e nell'ordinario, hanno a che fare anche con pazienti Covid. Sono i più esposti». Ecco i gruppi che coprono il Piceno

 

di Maria Nerina Galiè

« La vaccinazione va assolutamente completata il prima possibile con le pubbliche assistenze: mettiamo in sicurezza chi è in prima linea, in trincea. I vaccini non bastano? Beh allora si razionalizzino tra tutte le pubbliche assistenze».

Queste le parole di Flavio Paride Postacchini che confida nel vaccino per porre fine all’emergenza Coronavirus (leggi qui).

«Il vaccino è la via», ha affermato con veemenza. La stessa con cui ritiene doveroso per il sistema sanitario locale proteggere con il farmaco dipendenti e volontari delle associazioni convenzionate che operano sul territorio.

«Parliamo di coloro che sono i primi ad intervenire sul luogo di un incidente. Non sanno chi si troveranno di fronte. Nè se lo chiedono. Ma si tratta anche di operatori che fanno trasporti programmati. E lo fanno anche con non Covid e Covid. Vanno a casa di pazienti Covid se necessario. Non è possibile escluderli dalla fase 1».

Nella fase 1, tra i primi ad essere vaccinati, ci sono stati i sanitari più a rischio tra cui quelli del 118 e del Pronto Soccorso. Ma si è trattato di dipendenti di Area Vasta 5 e non quelli delle associazioni come Croce Rossa, Croce Verde, Croce Azzurra e Misericordia.

Flavio Paride Postacchini, direttore della Centrale operativa del 118

«Qualcuno alla fine – ha detto ancora il dottor Postacchini – ha avuto il vaccino, approfittando di “avanzi” da sedute organizzate. E’ capitato che sono avanzate dosi e, avendo queste vita molto breve se non utilizzate, sono stati chiamati i soccorritori. Ma parliamo di una ventina di persone, su circa 500.

Non chiedo una vaccinazione a pioggia per tutti e 500. Anche alla luce della razionalizzazione delle forniture a livello nazionale. Ma almeno secondo una scala di priorità ed in base al servizio svolto».

Nel Piceno sono diverse le associazioni convenzionate con l’Area Vasta 5 per la pubblica assistenza. Si dividono il territorio in maniera capillare, rispondendo alla chiamata del 118. Tra i soccorritori ci sono dipendenti ma anche molti volontari.

Ad Ascoli le postazione sono coperte da Croce Rossa e Croce Verde.  A San Benedetto interviene la Croce Verde, con il comitato locale che opera anche ad Offida. Il comitato di Cri dei Sibillini di Comunanza è attivo per la zona montana. La Croce Verde ha sede anche ad Arquata, Acquasanta e Venarotta.

Nella postazione di Centobuchi di Monteprandone, attiva 24 h, al turno si alternano la Croce Rossa di San Benedetto, Centosoccorso e la Misericordia di Grottammare.

Poi ci sono la Croce Verde di Montefiore, la Croce Azzurra di Ripatransone e la Croce Azzurra di Montalto Marche.

 

Cristiana Biancucci, presidente della Croce Rossa di Ascoli

La presidente della Croce Rossa dei Sibillini, Valeria Corbelli, con Luciano Fiacconi, uno dei veterani del gruppo

I volontari della Misericordia di Grottammare, presieduta da Alessandro Speca



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