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Pneumo Covid, riapre il 27 dicembre
Milani: «Ricoveri in aumento, scelta necessaria»

ASCOLI - Il direttore di Area Vasta 5 commenta anche le nomine, del suo successore Massimo Esposito e di Giancarlo Viviani a capo degli ospedali piceni. Nel frattempo ha dato il via alla gara per reperire medici per il Pronto Soccorso del "Madonna del Soccorso". Marinucci, nella cabina di regia per fronteggiare l'emergenza, spiega come cambierà la gestione di pazienti e personale
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Cesare Milani con Carlo Marinucci, primario di Radiologia dell’Area Vasta 5

 

di Maria Nerina Galiè

Su Massimo Esposito, nominato ieri direttore di Area Vasta 5: «Siamo “cresciuti” insieme, professionalmente parlando. Non posso che augurargli buon lavoro». 

Per Giancarlo Viviani, oggi la firma della nomina per l’incarico di direttore del Presidio Unico ospedaliero: «Si è fatto le “ossa” con la pandemia. Saprà continuare a gestire l’emergenza con la giusta competenza dimostrata».

Massimo Esposito

Le parole sono di Cesare Milani, fino al primo gennaio a capo della Sanità picena, dove sono state sciolte le riserve: il 27 dicembre riapre la Pneumo Covid al “Mazzoni” di Ascoli.

Nel frattempo, è sempre di Milani la firma che autorizza “l’espletamento di una gara per l’affidamento
del servizio di assistenza medica interna presso il Pronto Soccorso del Madonna del Soccorso di
San Benedetto”. Anche questo problema, che ha messo in fibrillazione operatori e cittadini, con un turno di notte eliminato dalla Murg dell’ospedale rivierasco per mancanza di pesonale, sembra vicino alla soluzione. I medici, reperiti attraverso la cooperativa privata che si aggiudicherà la gara, avranno un contratto di 5 mesi. 

«Mi dispiace lasciare in questo momento in cui il virus non vuole allentare la presa», aveva detto Milani a pochi giorni dalla decisione.

Infatti non si ferma  il “circo” dell’emergenza sanitaria. I contagi sono in costante aumento – oggi 23 dicembre sono 88 in provincia – e con essi il numero delle persone che fanno richiesta di cure ospedaliere.

Giancarlo Viviani

Oltre ai 3 pazienti in Rianimazione Covid al “Madonna del Soccorso”, a San Benedetto ce ne sono 7 in regime di semi intensiva, nell’apposita area della Murg, e 5 al Pronto Soccorso del “Mazzoni” di Ascoli, come segnalato dal Servizio Sanità regionale. Ma la situazione cambia da un momento all’altro e l’Area Vasta 5 non può più aspettare.

«I pazienti ricoverati sono in aumento – sono ancora le parole di Milani – e c’è bisogno di ripristinare il reparto come da piano pandemico regionale, recepito dal direttore Viviani e dalla cabina di regia (di cui fa parte anche il dottor Carlo Marinucci, primario di Radiologia dell’Area Vasta 5, voluto al suo fianco da Milani, nella gestione dell’emergenza, ndr). Pneumologia chiude e l’equipe, guidata dal dottor Vittorio D’Emilio, gestirà la Pneumo Covid. Allo stesso tempo farà consulenze specialistiche ai pazienti della Pneumologia, gli attuali, spostati in altri reparti, ed i nuovi che eventualmente avranno bisogno di quel tipo di assistenza».

Il retro della palazzina del centro Trasfusionale, che ospiterà la Pneumo Covid

«I reparti che prenderanno in carico i pazienti di Pneumologia non dimissibiliinterviene il dottor Marinuccisono Medicina, Cardiologia e Geriatria di San Benedetto».

La Pneumologia, però, da sola non ha abbastanza personale per coprire anche i turni di notte alla Pneumo Covid.

«Viviani ha fatto un ordine di servizio – spiega Marinucci – in ragione del quale saranno medici e infermieri di altri reparti a coprire le ore mancanti. Se ci saranno pazienti Covid da intubare, come è stato fino ad ora, scenderanno in campo gli anestesisti della Rianimazione del “Mazzoni” (direttore del reparto è la dottoressa Ida Di Giacinto, ndr)». 

I pazienti ora in semi intensiva alla Murg di San Benedetto, saranno trasferiti ad Ascoli?

«Non subito – risponde Marinucci – o non tutti subito, dipenderà da diversi fattori. Al “Madonna del Soccorso” ci sono anche 6 infermieri in più, per fare da supporto sia alla Rianimazione Covid che ai contagiati in Murg. Ma si potrebbe decidere di trasferire ad Ascoli sia i pazienti in Murg che il personale ad essi preposto».



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