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Ascoli al lavoro verso il Cittadella, la carica di Saric: «La spinta dei tifosi fa la differenza»

SERIE B - Ripresa la preparazione al "Picchio Village" con la visita alla squadra del patron Pulcinelli e con il rientro in gruppo dopo oltre tre mesi di Felicioli. Il centrocampista ex Carpi: «Si respira un clima positivo. Sono cresciuto, ma vorrei fare qualche gol o assist in più»
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di Salvatore Mastropietro

 

L’euforia post Parma è ancora presente in casa Ascoli, ma una parte di essa si è ormai da tempo trasformata in consapevolezza. Se ne è avuta la chiara dimostrazione nella trasferta del “Tardini”, dove i bianconeri hanno sfoderato una delle migliori prestazioni dal punto di vista della maturità e della chiarezza con la quale sono stati svolti i compiti assegnati da mister Andrea Sottil e dal suo staff. Ora manca solo l’ultimo step, vale a dire la matematica certezza della qualificazione ai playoff, e la prossima partita – lunedì 25 aprile alle 12,30 contro il Cittadella – rappresenta in questo senso uno snodo cruciale.

La squadra sotto il settore ospiti al “Tardini” di Parma

La preparazione in casa bianconera è ripresa oggi, mercoledì, al “Picchio Village” con un lavoro che ha previsto riscaldamento tecnico, possesso palla e partita a campo ridotto. Si è rivisto con il gruppo anche Gian Filippo Felicioli, tornato a disposizione a tre mesi dall’intervento chirurgico per la risoluzione di complicanze dovute a pregressa frattura della caviglia destra. Ha fatto visita alla squadra anche patron Massimo Pulcinelli, che ne ha approfittato per fare gli auguri di buon compleanno a Soufiane Bidaoui, che oggi compie 32 anni.

Pulcinelli, Bidaoui e il ds Valentini

La ripresa odierna degli allenamenti è stata caratterizzata da un’atmosfera di grande soddisfazione, unita alla grande voglia di continuare il grande percorso portato avanti fin qui. Di questo ed altro ha parlato ai microfoni della società il centrocampista bianconero Dario Saric, tornato ormai ai suoi standard di prestazioni dopo alcuni alti e bassi vissuti nella prima parte di campionato: «Si respira un clima positivo. Vincere aiuta a stare bene, a stare più sereni e a lavorare meglio. I tifosi? Personalmente sono arrivato qui ad Ascoli in tempo di Covid, ma la tifoseria ascolana avevo potuto ammirarla già da quando giocavo a Carpi. Averlo vissuto dal vivo al “Tardini” è stato incredibile, avevamo un blocco dietro di noi che spingeva. Lunedì aspettiamo il nostro popolo a braccia aperte, è un fattore che fa la differenza».

Sul rendimento personale e sui prossimi obiettivi: «Aver fatto due anni in Serie B con tante partite è stato importante, poi mister e società mi hanno aiutato sicuramente tanto a crescere. Vorrei migliorare il bottino dei gol o degli assist, spero in un po’ di fortuna, magari anche ai playoff se verranno raggiunti… Ora affronteremo il Cittadella, che può ancora raggiungere i playoff e di certo non verrà qui a regalarci nulla. Possiamo arrivare alla matematica qualificazione ai playoff, ma noi dobbiamo solo pensare a fare più punti possibile e poi si vedrà anche per il piazzamento playoff».

In questo campionato è stato possibile ammirare la grande duttilità di Saric, che nell’ultima sfida ha ricoperto il ruolo di trequartista (come già avvenuto nella trasferta di Cosenza dello scorso gennaio): «Ogni ruolo ha bisogno di un’interpretazione specifica con le proprie caratteristiche. Se io gioco da trequartista è chiaramente diverso rispetto al ruolo interpretato da qualcun’altro, stesso discorso per il ruolo di mezz’ala».

 




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