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L’Ascoli che non muore mai segna tre gol a Bari, uno annullato e 0-2 finale: la vittoria del rilancio

CALCIO - Le reti di Dionisi (una annullata dal var e una spettacolare) e Simic regalano al Picchio un meritato successo. Il periodo negativo è alle spalle dopo una prestazione del genere: accorta ma mai rinunciataria, come dimostrano i tre palloni finiti nella porta avversaria. I difensori hanno annullato Antenucci e Cheddira, tutti hanno dato il massimo. Serviti tutti coloro che nelle ultime settimane hanno sparso zizzania su Bucchi e la squadra. E anche chi ha rinunciato alla trasferta per non assistere ad un'altra sconfitta 
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Tifosi dell’Ascoli a Bari

 

di Andrea Ferretti

 

Visto che nelle ultime settimane si è parlato di distanza in classifica dell’Ascoli dai playout, avvisiamo tutti coloro che ci leggono che dopo l’impresa di Bari sono solo due le lunghezze di ritardo sulla griglia playoff. Serviti dunque tutti coloro che negli ultimi tempi hanno seminato zizzania contro mister Bucchi e la squadra e anche quei tifosi – non certo i 204 presenti al “San Nicola” – che hanno preferito starsene a casa perchè “tanto a Bari si perde e forse anche pesantemente”. Il piatto è servito. Lo ha servito Bucchi con una tattica accorta ma mai rinunciataria. Lo hanno servito i giocatori che hanno fatto rivedere l’Ascoli di inizio stagione e quello dello scorso anno. A Bari l’Ascoli ha segnato tre gol. Il primo con Dionisi, annullato dal Var che si è dunque ripreso dal capitano quello che gli aveva dato sette giorni prima col Modena. Il secondo con Simic che si è scoperto goleador dopo aver cancellato dal campo, insieme a Botteghin e Quaranta, il capocannoniere e il vice capocannoniere della B, alias Cheddira e Antenucci. Il terzo con Dionisi che ha realizzato una delle reti più belle della sua carriera dimostrando, adesso anche ai più scettici, che l’Ascoli non può prescindere dal suo capitano. E non solo per i gol.

 

LE PREMESSE – L’Ascoli si presenta al “San Nicola”, seguito da 204 tifosi, con il confermato 3-5-2 che Bucchi stavolta è però costretto a proporre con numerose novità a causa della squalifica di Bellusci e con l’infermeria piena: Buchel, Ciciretti, Falzerano, Gnahoré, Leali, Salvi. Le novità sono Simic dal primo minuto sulla linea difensiva con Botteghin e Quaranta, Giovane con le chiavi del centrocampo affiancato da Eramo, Collocolo e Donati che torna titolare. Confermato Falasco sulla corsia di sinistra così come Dionisi-Gondo davanti. Il Bari si affida ai bomber Cheddira e l’ex Antenucci (13 reti in due delle 18 segnate dai pugliesi, contro i 9 totali realizzati dall’Ascoli) sostenuti da Bellomo, ex Ascoli e pure ex Samb.

 

IL PRIMO TEMPO – Pronti e via e subito un occasione e un… ferito. La prima è di Antenucci che al 6′, dal limite, fa partire un velenoso sinistro che non esce di molto lontano dal palo. Il secondo è Eramo (altro ex) che all’11, in uno scontro fortuito, si male alla testa ma continua a giocare con una fasciatura. Si va avanti a ritmi abbastanza sonnacchiosi, ma al 25′, in pochi secondi, la gara la sveglia il Bari con un potente destro di Bellomo da venti metri e poi, sul seguente angolo, con la deviazione da brividi di Vicari di testa. Il Bari attacca ma l’Ascoli non sta certo a guardare e riparte sempre con ordine. Anzi, al 39′, il brivido è per il Bari che si salva in angolo col portiere Caprile quado Gondo si avventa sul primo palo sulla sfera centrata da Donati. A pochi secondi dal 45′ la migliore occasione per il Bari con Antenucci che, fortunato nel rimpallo, si ritrova la palla da mettere nel sacco: ci pensa un pò troppo e calcia fuori. Dopo due minuti di recupero, il giovane Rutella dice che si può andare negli spogliatoi. Lo fa con le dita incrociate sperando che il Bari, che sta stazionando pericolosamente dalle parti di Guarna oltre il 47′, non segni. Un arbitro esperto, un internazionale insomma, quest’ultimo calcio d’angolo non lo avrebbe fatto calciare, non certo un giovane direttore di gara, apparso molto timoroso in un catino con 32.000 tifosi sugli spalti. Il direttore di gara, alla fine, ha scontentato un pò tutti.

 

IL SECONDO TEMPO – Bucchi riparte con Caligara per Giovane. Dopo un quarto d’ora è il  momento di Adjapong al posto di Donati. Più tardi Lungoyi prenderà il posto di Gondo. Anche Mignani ne cambia due e richiama in panchina i veterani Antenucci e Di Cesare. Più tardi fuori anche Cheddira, mossa che ha dato forza all’Ascoli. Nei primi dieci minuti se ne giocano effettivamente due. L’arbitro contribuisce a spezzettare il gioco, i giocatori non lo aiutano, ad ogni fischio si apre un dibattito. I vertici dell’Aia è probabile che al fischietto siciliano ricorderanno che così non è proprio possibile. Al 20′ Ascoli in gol. Calcio piazzato di Falasco, la palla sembra spegnersi sul fondo dalla parte opposta, ma Simic quasi dalla linea di fondo rimette in mezzo, Dionisi è il più lesto e di testa infila la sfera alle spalle di Caprile. Palla al centro, ma… ecco che il Var chiama l’arbitro a rivedere l’azione: rete annullata. Al 30′ Bari vicino al vantaggio con il colpo di testa di Folorunsho su azione d’angolo. Al 33′ Ascoli avanti, stavolta davvero. Centro del solito Falasco dalla bandierina, Collocolo salta più in alto di tutti e schiaccia la sfera a terra. La palla resta lì, il più lesto è Simic che la scaraventa con forza e rabbia alle spalle di Caprile. Var o non va stavolta è tutto ok, 0-1 e palla al centro veramente. Il Bari, senza più le bocche di fuoco Antenucci e Cheddira, si getta all’assalto e la gara finisce con un inevitabile forcing biancorosso. Poi la classica ripartenza, dell’Ascoli ovviamente, che chiude il conto. Collocolo ruba palla a centrocampo e serve Dionisi che dopo ottantanove minuti di gioco più due di recupero del primo tempo, lascia gli avversari sul posto e, con un allungo da ventenne, si presenta in area segnando uno dei gol più belli della sua carriera. Il finale è burrascoso. Ovvio. Il caos lo crea l’ex Pucino che, preso dalla foga, va riprendersi un pallone finito nella panchina bianconera, che non gli viene però riconsegnato su un piatto d’argento. Alla fine c’è il secondo giallo e quindi il rosso per Gondo che era stato sostituito. Amen. I minuti di recupero sono sei, poi diventano sette, ma arriva l’agognato fischio finale: Bari 0 Ascoli 2 e tutti a casa. Giovedì 20 ottobre (ore 18) Picchio di nuovo in campo a Genova con la Sampdoria in Coppa Italia, poi lunedì 24 (ore 20,30) Ascoli al “Del Duca” con il Cagliari nel posticipo della decima giornata. Con uno stato d’animo decisamente diverso.

 

BARI (4-3-1-2): Caprile; Pucino, Di Cesare (15’st Terranova), Vicari, Ricci: Maita, Benedetti (31’st D’Errico), Folorunsho; Bellomo (1’st Salcedo); Cheddira (24’st Ceter), Antenucci (14’st Botta). A disposizione: Frattali, Mazzotta, Dorval, Zuzek, Mallamo, Scheidler, Cangiano. Allenatore: Mignani

 

ASCOLI (3-5-2): Guarna; Simic, Botteghin, Quaranta; Donati (15’st Adjpaong), Collocolo, Giovane (1’st Caligara), Eramo (44’st Fontana), Falasco; Gondo (24’st Lungoyi), Dionisi. A disposizione: Baumann, Bolletta, Tavcar, Giordano, Franzolini, Palazzino, Bidaoui, Mendes. Allenatore: Bucchi

 

Arbitro: Rutella di Enna (assistenti Marchi di Bologna e Saccenti di Modena, quarto ufficiale Baratta di Rossano, Var Maresca di Napoli, Avar Miele di Nola)

 

Reti: 33’st Simic, 44’st Dionisi

 

Note: spettatori 31.582 (7.651 abbonati, 204 tifosi ospiti). Espulso 47’st Gondo (A) per doppia ammonizione (la seconda dalla panchina). Ammoniti: Di Cesare (B), Giovane (A), Folorunsho (B), Benedetti (B), D’Errico (B) per gioco falloso, Quaranta (A) per proteste, Dionisi (A) per comportamento non regolamentare. Angoli 8-3 Recupero 2’+7′




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