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Ascoli, la vittoria più bella nella partita più complicata

SERIE B - Lo 0-2 di Bari non fa una grinza. L’ex capolista è stata punita da una squadra che si è presentata con molte assenze e dimostrando quanto sia determinante la forza del gruppo. Al “San Nicola” battuti anche il lamentoso atteggiamento degli avversari, un arbitro acerbo e 32.000 tifosi sugli spalti. Bucchi da brocco a fenomeno? Non scherziamo
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di Andrea Ferretti

 

Svolta? Ripartenza? Crocevia? Cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Così come non cambia lo 0-2 con cui l’Ascoli è tornato a casa da Bari al termine di quasi cento minuti di gioco in cui è maturato un risultato inaspettato alla vigilia, frutto di una sfida presa forse un po’ sottogamba dalla squadra di Mignani che continua a non volere sentir parlare del Bari come una delle favorite. Ma il recordman di presenze nel Siena (da giocatore) sa bene che la forza economica del club pugliese e trentamila tifosi sugli spalti sono fattori assolutamente determinanti per essere etichettati tali.

 

Il rientro negli spogliatoi di due protagonisti della vittoria: la gioia gridata da Dionisi…..

L’Ascoli ha disputato la miglior partita nel giorno più complicato. Davide (il Bari) le ha prese da Golia (l’Ascoli) che si è ricordato di quello che ha combinato la scorsa stagione e di come aveva iniziato quella attuale prima dell’appannamento che, per una squadra tutto sommato nuova che applicava uno schema nuovo con un allenatore nuovo, ci sta.

 

La forza di Bucchi è stata quella di cambiare modulo, decisione sicuramente presa dopo essersi confrontato con il diesse Valentini con il quale ad inizio stagione aveva pianificato il mercato in base al 4-3-3. Poi è successo che la batteria di esterni alti (Bidaoui, Ciciretti, Lungoyi, Falzerano) non ha funzionato, che gli avversari hanno cominciato a braccare a uomo Buchel ispiratore del gioco e a raddoppiare, a volte anche triplicare, la marcatura su Bidaoui.

 

La conseguenza più evidente è Dionisi, tornato a essere capitano giocatore, a trascinare la squadra, a segnare, a rincorrere gli avversari fin dentro la sua area, a bisticciare con i difensori dell’altra squadra, a far valere tutto il suo peso e il suo carisma con gli arbitri. Se i due gol segnati al Modena e al Bari regalano a Dionisi (con 114 gol è il bomber più prolifico della B in attività) l’ingresso nella top ten all time della cadetteria non è un caso. Senza di lui chi fa sentire la voce bianconera all’arbitro, chi fa valere le proprie ragioni nei confronti degli avversari, chi infiamma i tifosi del Picchio, chi riesce a farsi fischiare da trentaduemila spettatori che fanno così perché lo temono ricordando anche i diversi gol segnati in carriera dall’attaccante al Bari.

 

….. e da Simic

Al “San Nicola” aveva sbloccato il risultato, poi il gol è stato annullato dal Var. Più tardi, con quello regolare, ha chiuso il conto dando saggio (qualora ce ne fosse bisogno) delle sue capacità. Non solo tecniche: lasciare sul posto gli avversari lanciandosi da solo verso la porta avversaria (Cacia, non un attaccante qualsiasi, ne segnò uno smile al “Del Duca” contro la Salernitana) con un allungo bruciante dopo 91 minuti (89+2 del recupero del primo tempo) di grosso dispendio di energie.

 

Bucchi da brocco a fenomeno in men che non si dica. Non scherziamo. Anzi, si cosparga abbondantemente il capo di cenere chi l’ha contestato e a che chi negli ultimi tempi ha seminato zizzania mettendo nel calderone società, staff tecnico e giocatori. Gran parte degli ultras questo l’aveva capito prima di Bari. Molti tifosi da tribuna e da tv un po’ meno.

 

L’Ascoli a Bari ha battuto una squadra forte (ma non esageriamo più di tanto), ma soprattutto ha avuto ragione del comportamento degli avversari che ha lasciato come minimo perplessi. Complice un arbitro inesperto che alla fine ha scontentato tutti, i giocatori di casa fin dalla prima azione hanno avuto da ridire ogni volta che il direttore di gara siciliano portava il fischietto alla bocca. Con le parole e con gesti plateali che, ricordiamolo, possono essere passibili di ammonizione. L’hanno fatto forti di un ambiente dove 32.000 tifosi sugli spalti non sono poca cosa. Non lo sarebbe nemmeno in serie A. Vengono allora alla mente le partite giocate a porte chiuse durante l’emergenza covid, quando queste scenette non potevano accadere.

 

Giovedì c’è la gara di Coppa Italia contro la Sampdoria che l’Ascoli potrà affrontare con la mente sgombra. Poi nel posticipo del “Del Duca” lunedì 24 arriverà il Cagliari e l’Ascoli avrà il vantaggio di conoscere tutti gli altri risultati. Intanto, come serie B storicamente insegna, dai confini della zona playout il Picchio si ritrova ai confini di quelli playoff.

 

Il periodo no è alle spalle. Avanti così. Avanti tutta.




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