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Ascoli a cinque punti dall’ultimo posto, Cittadella ultima spiaggia per Bucchi (Le foto della partita)

SERIE B - La sconfitta con il Palermo ha messo squadra, società e tifosi davanti a una situazione impensabile ad inizio stagione. Numeri impietosi che sono figli di problemi tecnici e confusioni tattiche, ma anche di troppi "casi" che nel giro di pochi mesi hanno minato lo spogliatoio. Pulcinelli e il vertice societario si sono riuniti per fare il punto e non si può escludere che sia stato contattato qualche altro allenatore. Media da retrocessione nelle ultime undici partite: una sola vittoria, cinque pareggi e cinque sconfitte. Sabato in veneto è scontro salvezza
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Cristian Bucchi e gli ultimi undici risultati, a destra Massimo De Santis e Massimo Pulcinelli

 

di Andrea Ferretti

 

(foto Ascoli Calcio)

 

Nel calcio contano i numeri, cioè i risultati. Tutto il resto è noia, come diceva Franco Califano. E i numeri dell’Ascoli sono impietosi con la squadra che prima è scivolata prima dai playoff vivacchiando per diverse settimane ai margini della griglia che conta, poi a ridosso delle sabbie mobili fino a ritrovarsi, dopo la sconfitta al “Del Duca” col Palermo, a cinque lunghezze dall’ultimo posto. Incredibile ma vero.

 

Con le dovute proporzioni, Ascoli come il Milan, i cui risultati stanno trascinando i rossoneri fuori dalla zona Champions mettendo in seria discussione la panchina di Pioli. Il Milan ci penserà due volte prima di esonerare il tecnico, ma qui entrano in ballo cifre da capogiro. Bucchi non è certo l’allenatore più pagato della B, e potrebbe essere questo uno dei motivi per cui licenziarlo è meno sanguinoso che allontanare un Pioli o un Allegri.

 

La tifoseria è in subbuglio e non è la prima volta che la squadra esce dal “Del Duca” tra i fischi. Sugli spalti oltre 6.000 spettatori, delusi e arrabbiati. In campo una squadra che ad onor del vero non ha giocato la sua peggior partita, ma ha comunque commesso due errori che hanno regalato su un piatto d’argento i gol che valgono tre punti al bomber Brunori e alla squadra di Corini tre punti al gusto di playoff.

 

Inutile scendere nei dettagli degli errori commessi dai singoli o delle occasioni non sfruttate. Alla fine conta solo l’1-2. Resta il rammarico del rigore assegnato e poi negato. Restano le due reti di Brunori che ha bucato Leali prima con un pallone colpito male ma in maniera letale e poi con un tiro sporcato da una deviazione. Migliore dell’Ascoli proprio Leali, non solo per il rigore parato: detto tutto.

 

I problemi dell’Ascoli stanno a monte e sono davvero tanti. Problemi da cui sono nati “casi”, alcuni non ancora risolti, che hanno minato spogliatoio e risultati al di là delle dichiarazioni di facciata, anzi le frasi da copione, che nel calcio non mancano mai. Innanzi tutto la campagna acquisti estiva in previsione di un 4-3-3 poi naufragato per buttarsi sul 3-5-2. Il modulo iniziale fece nascere il caso Dionisi, il capitano quasi sempre decisivo da quando indossa la maglia bianconera, accantonato in panchina. Poi la bocciatura degli esterni d’attacco (Bidaoui e i nuovi Ciciretti, Lungoyi e Falzerano). Bidaoui non è quello dello scorso anno? Forse sì, ma contro il Palermo molti lo hanno rimpianto, avesse anche giocato con una gamba sola.

 

Il caso Buchel, che ha vissuto molte settimane quasi da separato in casa, non ha certo giovato alla causa. Poi c’è stato il dietrofront, un molto tardivo colloquio chiarificatore con conseguente ritorno del figliol prodigo il quale con il Palermo ha disputato una delle sue migliori partite. Bidaoui è out e nelle prossime ore, a meno di ripensamenti (tanti tifosi lo sperano), si accaserà in un’altra squadra di B. Sembra che a lui siano interessate anche Frosinone e Reggina, cioè due delle migliori formazioni della cadetteria. Qualche domanda allora uno se la fa.

 

Al di là delle solite dichiarazioni di facciata, il problema dell’Ascoli non sono solo i risultati, ma sembra essere anche la gestione dello spogliatoio. Altri due “casi”: il portiere Baumann ingaggiato e gettato in campo dopo quarantott’ore in seguito all’infortunio di Leali: e Guarna dov’era? Baumann si infortunò subito pure lui e poi è stato accantonato, ma il clima dello spogliatoio ne risentì visto anche che Guarna non è l’ultimo arrivato. Poi Bellusci che perse il posto da titolare per squalifica e non l’ha più ritrovato. Per carità, nella difesa a tre Simic, Boitteghin e Quaranta hanno dato grande affidabilità, almeno prima di Ascoli-Palermo, ma Bellusci (che insieme a Guarna nell’Ascoli è stato compagno di squadra di  Bucchi centaravnti) è out. Non parla e non parlerà nessuno, manco sotto tortura. Ma anche questo è un “caso”.

 

I “casi” di solito si smontano con in risultati, ma se pensiamo a quello che ha combinato l’Ascoli nelle ultime undici gare, ecco che invece rischiano solo di allungare la lista nera. La media punti del Picchio nelle ultime undici uscite è da retrocessione. Lo score dice una sola vittoria (a Cosenza che era ultimo ma ora si è rinforzato e sta risalendo), cinque pareggi (in trasferta con Brescia, Sudtirol, Spal e in casa con Como e Genoa) e ben cinque sconfitte (in casa con Frosinone, Reggina, Palermo e in trasferta con Pisa e Ternana). Totale 8 punti. Peggio ha atto solo il Cosenza con 7 punti.

 

A fine partita c’è stata la contestazione. Molti tifosi sono tornati subito a casa imprecando, molti altri sono rimasti davanti alla tribuna gridandone di tutti i colori a Bucchi e anche a Massimo De Santis, l’ex arbitro presentato ad inizio stagione come responsabile dei rapporti esterni e istituzionali. A De Santis va dato merito di aver affrontato i tifosi parlando con alcuni di loro. Emblematica la frase che gli ha gridato un ultras quando gli ha ricordato che più della metà delle venti squadre di B hanno già cambiato guida tecnica per molto meno.

 

Bucchi e De Santis durante la partita sono stati oggetto dei cori che si sono levati dalla Curva Nord, la stessa da cui sono partiti insulti alla Lega durante il minuto di raccoglimento osservato per la morte di Carlo Tavecchio ex presidente della Figc. Gli ultras hanno un cuore grande così, spesso dicono cose giuste, a volte sbagliano. In questo caso hanno sbagliato, e anche parecchio, a non rispettare il silenzio.

 

Dopo la partita non poteva non esserci un ristretto summit, con a capo Massimo Pulcinelli vero il quale è stato rivolto il coro “Pulcinelli, guarda che rovina”. Non si può affatto escludere, quindi, che sia sentito e/o allertato qualche allenatore. Tutto può accadere in queste ore, ma è assai probabile che una decisione sul futuro di Bucchi venga presa in base al risultato di sabato prossimo.

 

Cittadella-Ascoli è uno scontro salvezza. Lo dicono i numeri e l’ha detto anche l’allenatore della squadra veneta. Insomma, una partita crocevia per l’Ascoli e ultima spiaggia per Bucchi.

 

LA FOTOGALLERY DI ASCOLI-PALERMO

 

 


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