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Ecomondo, Sabatini: «Per lo sviluppo sostenibile occorre uno sforzo specie da un terra che vanta tradizione e ingegno»

PRESENTI a Rimini 27 imprese marchigiane grazie a contributo erogato dall'Ente camerale e dalla Regione attraverso il bando fiere. Nella provincia di Ascoli sono 2.124 le aziende che hanno investito o investiranno in tecnologie green. E 5.586 i contratti green jobs stipulati 
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Pichetto Fratin e Gino Sabatini alla 26esima edizione di Ecomondo

 

Il mondo della Green Economy è riunito a Rimini per la 26esima edizione di Ecomondo, il salone di Italian Exhibition Group di Rimini dedicato all’economia circolare. Oltre 1.500 brand espositori, circa 280 rappresentanti di associazioni industriali, enti governativi, cluster, Camere di commercio, rappresentanti istituzionali provenienti anche da Nord Africa, Africa Subsahariana, America Latina, Europa ed Est Europa, e 27 imprese marchigiane che sono a Rimini anche grazie a contributo erogato da Camera di Commercio delle Marche e Regione Marche attraverso il bando fiere.

 

«In questi giorniosserva il presidente di Camera Marche Gino Sabatiniil tema, ormai imprescindibile, della green economy è particolarmente attuale alla luce della concomitanza della presentazione del rapporto Green Italy, che Fondazione Symbola realizza anche col supporto del sistema camerale, dell’avvio dell’appuntamento di Rimini oggi aperto dal Ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin, dell’iniziativa del gruppo Qn che domani a Civitanova Marche declinerà il tema dello sviluppo sostenibile nel comparto moda Marche.

 

Anche la presenza a ottobre delle imprese marchigiane a Smau Milano, fiera dove la transizione digitale è affrontata di pari passo con quella tecnologica, è stata importante in questo senso. Come pure la partecipazione massiccia di imprenditori ed operatori economici ai nostri webinar dedicati al tema dell’energia seguiti al nostro incontro sulle Comunità Energetiche»

 

Anche a Ecomondo si parlerà molto di eco fashion, tema cruciale considerando che l’industria della moda, oltre a essere uno dei pilastri dell’economia Ue, con 400.000 imprese e il 31% del giro d’affari europeo (55 miliardi di euro), è tra le filiere che producono più inquinamento. Secondo i dati diffusi dalla Comunità Europea, il fashion genera, nel vecchio continente, 12,6 milioni di tonnellate di rifiuti tessili.

 

Nelle Marche la produzione di rifiuti in generale ammonta a circa 4,5 milioni di tonnellate t e gli EoW (end of waste, cioè i rifiuti che si possono re immettere in cicli di produzione senza trattamenti) circa 950.000 tonnellate. Nello specifico rispetto al settore moda, un’indagine di Ecocerved evidenzia, in riferimento all’annualità 2021, come i rifiuti di confezionamento e finitura da lavorazione di pelli e pellicce ammontino a 8.294 tonnellate, mentre vi siano scarti di fibre tessili per 1.937 tonnellate.

 

Il presidente Gino Sabatini: «Si tratta di materiali che potrebbero essere immessi in un mercato secondario, diventare materie prime per altri settori produttivi. Come Camera Marche abbiano affrontato la questione con l’Università di Camerino, nella consapevolezza che la circolarità nel settore moda, al centro anche della nuova edizione di Ecomondo, non solo è un processo che porta a evitare di mettere in circolo nuovi rifiuti, ma è anche la via che consente al le imprese di risultare tracciabili dentro una filiera sicura. Circolarità vuol dire anche sicurezza sulla provenienza e la qualità di un capo di abbigliamento. Se non ci si qualifica tracciando i propri comportamenti è difficile oggi riuscire a restare solidamente dentro una filiera, un fatto che per le imprese marchigiane della moda è di vitale importanza».

 

Gli esempi virtuosi sul fronte certificazione non mancano, da Dienpi di San Benedetto a Conceria Nuvolari di Monte Urano. E se le 27 realtà presenti a Ecomondo appartengono prevalentemente a settore della filiera dei rifiuti, nel rapporto Green Italy c’è spazio anche per realtà marchigiane che innovano anche nel fronte della ricerca di materiali, persino quelli sostitutivi della pelle animale: nelle Marche un esempio interessante è offerto dalla Tecnofilm (Sant’Elpidio a Mare ) che ha realizzato Ecopower, una classe di composti elastomerici termoplastici, brevettati e realizzati con oli vegetali in sostituzione dei plastificanti di origine petrolifera e anch’essi pensati per la produzione di calzature. Per quanto la produzione di biomateriali destinati ad abbigliamento e calzatura sia ancora una realtà di nicchia può certamente rappresentare un interessante sviluppo nella produzione di materiali a basso impatto ambientale. Napee (di Pesaro) ha invece messo a punto un tessuto per l’abbigliamento e l’automotive unendo gli scarti di lavorazione della canapa e polioli di matrice organica.

 

«Certo – sottolinea il presidente Sabatini – a fronte di sperimentazioni all’avanguardia c’è molta strada da fare ancora e diverse questioni aperte, ma occorre uno sforzo, specie da un terra che vanta tradizione e ingegno. Cercare soluzioni nuove non risolverà tutti i problemi ma ne sostanzia l’ammissione e rappresenta il primo passo per un cambiamento non più rimandabile».

 

Green jobs: rispetto a un anno fa, la crescita dei contratti green jobs per le Marche è del +19,1 contro una media italiana del 13,5% . Gli occupati green marchigiani (circa 77.000) sono il 2,4% del totale dei lavoratori italiani nella filiera della sostenibilità e rappresentano il 12,1% degli occupati marchigiani in generale.

 

Nelle Marche sono stati stipulati 48.133 contratti green jobs: Ancona 16.783 contratti; Pesaro Urbino 12.269; Macerata con 10.143; Ascoli con 5.586; Fermo con 3.352.

 

Eco investimenti:  la percentuale di imprese eco investitrici nelle Marche nel periodo 2018-2022 è 34,5%.
Sono 13.933 le imprese che hanno effettuato e effettueranno eco-investimenti nelle Marche.

 

A livello provinciale è Macerata con 3.557 imprese è la provincia più virtuosa. Segue Ancona con le sue 3.626 imprese green, Pesaro Urbino con 3.090 aziende green, Ascoli a quota 2.124, Fermo con 1.536 imprese che hanno investito o investiranno in tecnologie green.


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