Nuovi cassonetti “smart”, Dominici: «Posizionati senza criterio sugli stalli di sosta»

ASCOLI - Il consigliere di "Ascolto & Partecipazione" critico con la scelta del Comune: «Una misura così rilevante va preparata con serietà e pianificazione chiara e soprattutto una vera sensibilizzazione dei cittadini. Invece si è scelta la solita modalità: calare dall’alto una decisione, senza spiegare nulla. Una misura che potrebbe essere apprezzata, finisce per essere percepita come un’imposizione»
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I nuovi cassonetti per la raccolta differenziata (leggi qui) fanno discutere, non tanto per lo scopo quando per il posizionamento. Ad intervenire nel dibattito è il capogruppo di “Ascolto & Partecipazione”, il consigliere d’opposizione Andrea Dominici.

Andrea Dominici

 

«L’amministrazione comunale li ha presentati come un passo verso la tariffazione puntuale, un sistema che in molte città viene considerato più equo e più moderno. Un obiettivo condivisibile, che potrebbe davvero migliorare la gestione dei rifiuti, se accompagnato da scelte coerenti e da una visione complessiva», spiega.

 

«Il problema è che, come troppo spesso accade, la parte difficile – quella che richiede organizzazione, ascolto e pianificazione – è stata completamente ignorata. I cassonetti sono stati posizionati senza alcun criterio e senza pianificazione, togliendo parcheggi in quartieri già soffocati dai cantieri e dalla scarsità cronica di posti auto – continua Dominici -. Una gestione che trasforma un’innovazione potenzialmente utile in un ulteriore disagio per chi vive e lavora in città».

 

«Una misura così rilevante va preparata con serietà, pianificazione chiara dei punti di installazione, valutazione dell’impatto sulla viabilità e, soprattutto, una vera sensibilizzazione dei cittadini – va avanti -. Invece si è scelta la solita modalità: calare dall’alto una decisione, senza spiegare nulla, senza coinvolgere nessuno, e sperando che la cittadinanza si adegui. Così, anche una misura che potrebbe essere apprezzata, finisce per essere percepita come un’imposizione».

 

«Da troppo tempo manca comunicazione reale – conclude Dominici -. I cittadini non hanno bisogno di essere trattati come destinatari passivi di annunci e tagli di nastro. Hanno bisogno di partecipazione reale. Capiscono perfettamente le scelte – anche quelle complesse – quando qualcuno si prende la responsabilità di spiegarle, di motivarle, di accompagnarle. Quello che non accettano più è l’ennesima decisione fatta senza ascolto e senza rispetto».

 

 

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