Clima, i dati degli esperti confermano la “fiammata” di maggio

REPORT - Dopo un aprile insolitamente fresco, l’ultima analisi dell’Amap certifica un deciso rialzo delle temperature nel Sud delle Marche. Maggio chiude con valori superiori alla media storica, mentre le piogge restano sotto i livelli attesi. Il 2026 si conferma tra gli anni più caldi dell’ultimo mezzo secolo
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Dopo un aprile caratterizzato da temperature inferiori alle attese, maggio ha riportato il clima marchigiano su valori decisamente più elevati, confermando quella sorta di “fiammata” che molti di noi avevano percepito anche nella quotidianità. A certificare il fenomeno è l’ultima analisi climatica elaborata dal Servizio Agrometeo dell’Amap – Regione Marche, che fotografa un mese più caldo della norma e con precipitazioni inferiori alla media storica.

 

Secondo il rapporto curato da Danilo Tognetti (clicca qui per la sua versione integrale) la temperatura media regionale di maggio si è attestata a 17,5 gradi centigradi, facendo registrare un’anomalia positiva di 0,8 gradi rispetto al periodo climatico di riferimento 1991-2020. Un dato che conferma il ritorno del caldo dopo la parentesi più fresca di aprile e che riporta il 2026 sui livelli dei recenti anni più caldi. L’andamento dei primi cinque mesi dell’anno evidenzia inoltre come il 2026 stia mantenendo un profilo termico particolarmente elevato. Da gennaio a maggio la temperatura media regionale è stata di 11,1 gradi, con un’anomalia di +1,3 gradi rispetto alla media storica. Un valore che colloca l’anno in corso al quarto posto tra i più caldi dal 1961 per quanto riguarda i primi cinque mesi dell’anno.

 

Anche osservando l’ultimo anno climatico, cioè il periodo compreso tra giugno 2025 e maggio 2026, emerge una situazione di persistente anomalia termica. La temperatura media resta infatti superiore di un grado rispetto alla norma e il periodo si colloca al quinto posto tra i più caldi della serie storica. Un dato ancora più significativo se si considera che, come evidenzia il report, da dicembre 2013 le medie termiche calcolate sugli ultimi dodici mesi non sono mai scese sotto i valori climatici di riferimento. L’anomalia di +1 grado registrata a maggio non si osservava dal settembre 2025.

 


La spiaggia di San Benedetto, il 23 maggio scorso: già tempo di prime tintarelle complice il caldo precoce

 

Sul fronte delle precipitazioni, il quadro è più articolato. Le piogge non sono mancate, ma si sono distribuite in maniera irregolare sul territorio regionale. Il risultato è che maggio si è chiuso con una media di appena 39 millimetri di pioggia contro i 72 millimetri normalmente attesi nel trentennio di riferimento. Secondo gli esperti, a incidere è stato soprattutto il carattere sparso e discontinuo degli eventi precipitativi.

 

Nonostante ciò, il bilancio da inizio anno rimane leggermente positivo: tra gennaio e maggio sono caduti complessivamente 364 millimetri di pioggia, circa l’8% in più rispetto alla media climatica. Diverso invece il discorso se si allarga lo sguardo agli ultimi dodici mesi. In questo caso la cumulata scende a 755 millimetri, valore inferiore del 10% rispetto alla norma, confermando una fase relativamente più secca che perdura dall’autunno scorso.

 

In sintesi, il report restituisce l’immagine di una regione che continua a fare i conti con temperature mediamente elevate e sempre più spesso superiori ai valori storici. Maggio ha segnato una netta accelerazione rispetto ad aprile, mentre sul fronte delle piogge il deficit mensile è stato solo in parte compensato dagli accumuli registrati nei mesi precedenti. Un quadro che conferma la tendenza degli ultimi anni e che sarà da monitorare attentamente con l’avvicinarsi dell’estate.

 

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