
Il rendering del nuovo Ponte sull’Ancaranese
Nuovo e definitivo capitolo per il Ponte Ancaranese, infrastruttura che collega Ascoli Piceno e Ancarano, tra Marche e Abruzzo, da tempo al centro di lavori e difficoltà viarie.

L’incontro in Provincia
Presso la sala giunta della Provincia di Ascoli Piceno si è tenuto oggi, sabato 18 luglio, un incontro durante il quale è stato annunciato ufficialmente che entro la fine del mese il ponte storico tornerà ad essere percorribile a doppio senso di marcia, restituendo un collegamento fondamentale per cittadini, pendolari, lavoratori e imprese della Vallata del Tronto.
L’incontro, presieduto dal commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli e dal presidente della Provincia Fabio Salvi, alla presenza delle autorità e del pool di ingegneri e architetti incaricati del progetto, ha evidenziato che a breve verrà rimosso il semaforo attualmente in funzione sul ponte. È stato inoltre illustrato l’intervento complessivo, la cui conclusione è prevista entro circa due anni e che punta a consolidare le sponde del Tronto e a migliorare la viabilità dell’intera area.

La presentazione del progetto
L’opera avrà un costo complessivo di 15,7 milioni di euro, finanziati attraverso diverse fonti: 3 milioni di euro da Anas, 3,2 milioni dai fondi per la manutenzione delle Province e circa 7 milioni dai fondi destinati alla ricostruzione post-sisma.
L’intervento, che rientra nella ricostruzione pubblica dopo il terremoto del 2016 e che sarà realizzato grazie alla collaborazione tra struttura commissariale, Regioni, Province, Comuni e altri enti coinvolti, si svilupperà su un doppio binario. In una prima fase verrà riaperto il ponte storico in muratura, mentre successivamente si procederà alla demolizione dell’attuale ponte in cemento armato e alla realizzazione di una nuova infrastruttura antisismica, articolata in due lotti funzionali.
«L’obiettivo è superare definitivamente le criticità dei due attraversamenti sul fiume Tronto, aggravate dagli eventi sismici del 2016 e dai fenomeni di erosione delle fondazioni», è stato sottolineato nel corso dell’incontro, durante il quale è stata ripercorsa la lunga vicenda che ha interessato il collegamento. Il finanziamento ottenuto consentirà infatti di realizzare il nuovo attraversamento, superando anche i recenti rallentamenti dovuti al ritrovamento di un ordigno bellico nel letto del Tronto.
Il nuovo Ponte Ancaranese, che seguirà gli interventi di messa in sicurezza del ponte storico in muratura, sarà realizzato con una struttura ad arco in acciaio su tre campate, carreggiata a doppio senso di marcia e soluzioni progettuali in grado di garantire elevati standard di sicurezza, una maggiore resistenza alle piene del fiume e una migliore integrazione paesaggistica. L’infrastruttura sarà inoltre traslata di circa nove metri rispetto alla posizione attuale per ottimizzare le fondazioni.

Fabio Salvi e Guido Castelli
Per il commissario Guido Castelli l’opera rappresenta molto più di un semplice collegamento viario: «Si tratta di un’infrastruttura strategica destinata a rafforzare la mobilità tra Marche e Abruzzo e a sostenere la ripresa economica e sociale dei territori colpiti dal sisma. Con il completamento dei lavori, il territorio potrà contare sia sul recupero del ponte storico sia su un nuovo attraversamento moderno, sicuro e resiliente».
Nel corso dell’incontro sono stati inoltre mostrati i rendering del futuro ponte, che verrà realizzato dopo il completamento delle opere strutturali e di consolidamento del ponte esistente. Dal punto di vista tecnico, la nuova struttura rappresenterà un’opera di elevata qualità ingegneristica e architettonica, con un impalcato misto acciaio-calcestruzzo capace di assicurare elevate prestazioni strutturali, durabilità nel tempo e un significativo impatto estetico.
«Questo progetto è particolarmente importante perché cerca di risolvere un problema che ha interessato le due province e l’intera Vallata», ha ricordato il presidente della Provincia di Ascoli Piceno Fabio Salvi, sottolineando il lavoro svolto per ridurre i disagi e l’impegno profuso dall’Ufficio speciale per la ricostruzione.

Lucia Albano e Francesca Pantaloni
«Siamo felici di vedere concretizzarsi questo progetto di rinascita e di constatare come la presenza delle istituzioni nei territori colpiti dal sisma sia concreta e tangibile», ha aggiunto l’onorevole Lucia Albano, ricordando come tra pochi giorni ricorrerà il decimo anniversario del terremoto.
«È una soluzione che arriva in tempi rapidi e che dimostra come, quando c’è unità d’intenti, i risultati arrivano», ha dichiarato l’assessore regionale al Bilancio Francesca Pantaloni, evidenziando come il risultato raggiunto debba rappresentare uno stimolo per tutte le istituzioni.

Guido Castelli e Camillo D’Angelo
Sulla stessa linea il presidente della Provincia di Teramo Camillo D’Angelo: «Dobbiamo essere sempre più uniti. L’obiettivo è collegare due territori che possono costruire nel Centro Italia una vera eccellenza».
Infine, il dirigente dell’Ufficio speciale ricostruzione Giuseppe Laureti ha evidenziato il lavoro di squadra che ha reso possibile il progetto: «Tutto questo è stato possibile grazie a un gruppo coeso che ha coinvolto l’architetto Cardinale e il professor Siviero come consulente architettonico». Quest’ultimo, tra i maggiori esperti internazionali nella progettazione di ponti, ha affiancato il Responsabile unico del procedimento nello sviluppo della soluzione architettonica e strutturale dell’opera.



















