Foto d’archivio

Nel primo semestre del 2026 le Marche registrano una ripresa generale delle denunce di infortunio e un forte incremento delle malattie professionali, delineando un quadro regionale in cui il rischio lavorativo cambia forma e si concentra su specifici settori e fasce demografiche.

 

È quanto dicono i dati provvisori di Banca Dati Inail e Open Data. Dal punto di vista territoriale, peraltro, l’aumento degli infortuni sul lavoro è guidato da Ascoli Piceno, che registra un 4,50% in più. Seguono Fermo (+3,41%) e Ancona (+1,95%). In lieve contrazione Macerata (-0,61%) e Pesaro e Urbino (-0,97%).

 

Più nel dettaglio, nel periodo gennaio-giugno 2026, le denunce totali segnano un lieve aumento (+1,13% da 8.472 a 8.569).

 

Modalità

Gli infortuni in occasione di lavoro crescono del +1,04% (7.287 casi totali), con un forte balzo per gli eventi legati all’uso di mezzi di trasporto (+16,37%). Gli infortuni in itinere salgono del +1,67% (1.282 casi), trainati in particolare dagli eventi pedonali/senza mezzo (+24,05%).

 

Settori ed Economia

La Gestione Industria e Servizi cresce del +2,33%, mentre cala l’Agricoltura (-8,93%). Tra i settori più critici spiccano la Sanità e assistenza sociale (+78,45%), la Riparazione e manutenzione macchine (+52,78%), le Attività professionali e tecniche (+28%), i Prodotti in metallo (+13,10%) e i Trasporti (+8,87%).

 

Profilo dell’infortunato

Incremento maggiore tra gli uomini (+1,28%) e tra i lavoratori Ue non italiani (+15,93%). Le fasce d’età più colpite sono quelle centrali: 35–39 anni (+9,57%), 30–34 anni (+9,35%) e 50–54 anni (+8,69%). In calo gli over 75 (-23,53%).

 

Per quanto riguarda gli infortuni mortali, le denunce di infortunio mortale salgono a 11 (una in più rispetto allo stesso periodo del 2025).

 

Dettagli

Aumentano i decessi in occasione di lavoro (da 8 a 9 casi, +12,5%), in particolare per eventi senza mezzo (da 5 a 7, +40%). Stabili a 2 casi gli infortuni mortali in itinere.

 

Territori e Demografia

Tutte le vittime sono uomini. Pesaro e Urbino registra il rialzo più significativo (da 1 a 4 casi). Quadruplicano le vittime tra i lavoratori Extra UE (da 1 a 4) e nella fascia d’età 60–64 anni (da 0 a 4 casi).

 

La vera impennata però riguarda le malattie professionali, in cui si rileva un incremento del 20,75%. Un forte balzo per le malattie professionali denunciate, che raggiungono quota 4.970 casi (+854 rispetto al 2025).

 

Gestione e Genere

La crescita interessa prevalentemente gli uomini (+24,61%) e coinvolge sia l’Agricoltura (+24,05%) che l’Industria e Servizi (+20,70%).

 

Provenienza e Territori

L’aumento riguarda i lavoratori nati in Italia (+18,90%), ma vede un picco tra gli originari UE (+75,27%) ed Extra UE (+25,20%). La provincia di Fermo guida i rialzi (+33,91%), seguita da Pesaro e Urbino (+26,16%), Ancona (+18,82%), Macerata (+18,38%) e Ascoli Piceno (+7,63%).

 

Patologie prevalenti (ICD-10)

Prevalgono i disturbi al sistema osteomuscolare (3.471 casi, +28,41%), seguiti da quelli al sistema nervoso (847 casi, +26,99%) e all’orecchio (+29,67%).

 

«L’andamento del semestre – commenta Guido Bianchini, past president Cocopro Inail Ascoli Piceno – conferma una ripresa dell’esposizione al rischio nei settori più dinamici, con criticità evidenti nella sanità, nella manutenzione e nella mobilità. L’aumento degli infortuni pedonali e il forte balzo delle malattie professionali impongono di rafforzare subito prevenzione, formazione e vigilanza. Preoccupano i dati relativi ai lavoratori stranieri e alle fasce d’età centrali e mature, che richiedono protocolli mirati e una gestione più attenta dell’organizzazione del lavoro. Nelle Marche la sicurezza deve evolvere con rapidità: il rischio non arretra, ma cambia forma».

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