C’è un dato che racconta una differenza significativa tra l’Ascoli della scorsa stagione e quello che sta affrontando il campionato di Serie B. Dopo le prime sei giornate, la squadra di Francesco Tomei non ha ancora segnato un gol nel primo tempo. Un digiuno che condivide con Arezzo e Juve Stabia e che assume un significato particolare se confrontato con quanto fatto nel 2025/26.

(foto Andrea Vagnoni)
Il dato assume un significato ancora più interessante se si guarda alle prime sei giornate del campionato scorso, nelle quali i bianconeri avevano segnato 6 reti: a Terni D’Uffizi all’8’ e Del Sole al 45’; a Livorno Curado al 5’, Gori all’8’ e D’Uffizi al 39’. Infine quello di Milanese al 33’ in casa contro il Pineto.
Nella passata stagione, si può dire quindi di aver costruito una parte importante della propria forza nella prima frazione di gioco. Considerando anche i playoff, l’Ascoli aveva chiuso in testa alla classifica per numero di reti segnate (29) prima dell’intervallo.
Oggi, invece, il copione è cambiato. Il Picchio ha segnato 7 gol, ma non ancora nella prima frazione. Non è necessariamente il segnale di un problema strutturale, ma è una tendenza che merita attenzione, soprattutto alla luce del rendimento offensivo mostrato soltanto pochi mesi fa.
Il salto di categoria può contribuire a spiegare una parte della differenza. In Serie B gli spazi possono essere più difficili da trovare, gli avversari sono in grado di gestire meglio le fasi iniziali e ogni errore nella costruzione può avere conseguenze. Ma il dato da solo non dice se la squadra produca poco, se arrivi con minore frequenza alla conclusione o se le occasioni non vengano sfruttate.

(foto Andrea Vagnoni)
Certo che la prestazione contro il Sudtirol non aiuta. A Bolzano solo 2 tiri in porta, 1 grande occasione creata per un totale di Xg pari a 0,58. La peggiore sotto questo punto di vista, ma sempre contro la miglior difesa del campionato.
La domanda, quindi, non è semplicemente quando arriverà il primo gol prima dell’intervallo ma capire se l’Ascoli stia riuscendo a riproporre in Serie B la stessa capacità di aggredire le partite che aveva mostrato in Serie C, oppure se il nuovo contesto stia richiedendo un diverso approccio alle fasi iniziali.




























































