L’ex Fusco: «Ascoli, l’impresa è possibile
Questo gruppo ha qualità»

SERIE B - «Peccato per i punti persi nei minuti finali, altrimenti sarebbe già nella zona playoff. L'organico è valido e non va smantellato, Vivarini sta lavorando bene e merita fiducia» dice Salvatore che festeggia il compleanno e il trentennale dell'esordio in Serie A con Bersellini a 18 anni
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di Bruno Ferretti

Festeggia insieme il compleanno (48 anni oggi) e il trentennale dell’esordio in Serie A in Ascoli-Como (16 aprile 1989). Aveva 18 anni e l’allenatore bianconero Bersellini nel finale mandò in campo il giovanissimo difensore Fusco al posto dell’attaccante Vincenzi per difendere la vittoria (2-0). Nato a Pratola Serra, in Campania, Salvatore Fusco é però ascolano a tutti gli effetti. Cresciuto nel settore giovanile bianconero, ha disputato 9 partite in serie A e 43 in B. Era un difensore centrale fisicamente strutturato, forte sui palloni alti ma sapeva giocare anche con palla a terra.

Salvatore Fusco

Successivamente Fusco ha proseguito la carriera giocando con Nereto, L’Aquila, Trapani, Maceratese, Gualdo, Grottammare e ancora Maceratese dove ha chiuso da calciatore cominciando a fare l’allenatore. É stato vice di Giovanni Pagliari a Perugia e poi di Gaetano Fontana nella Nocerina, poi é tornato fra i dilettanti. Nella passata stagione Fusco ha guidato l’Azzurra Colli fino ai playoff (traguardo mai raggiunto dalla squadra di Colli del Tronto) sfiorando la promozione. Poi è rimasto fermo un anno e adesso spera di tornare in panchina per ricominciare: Salvatore non riesce a stare lontano da un campo di calcio e aspetta un’opportunità per ripartire. Da Centobuchi, dove abita, continua a seguire l’Ascoli con particolare simpatia.

«Secondo me è un’ottima squadra che però ha perso alcuni punti negli ultimi minuti con i quali oggi sarebbe in zona playoff. Dopo Lecce – dice – ha mostrato carattere reagendo subito e se riesce a vincere queste ultime partite può ancora compiere l’impresa. Non è facile ma si può sperare. L’Ascoli può giocarsi la partita contro ogni avversario. La salvezza, secondo me, ormai é acquisita e quindi può esprimersi senza timori particolari. Inoltre ci sono giocatori di valore tecnico come Ciciretti e Ardemagni che davanti può fare reparto da solo. E un buon allenatore. Lo Spezia – prosegue Fusco – è forte ma l’Ascoli potrà affrontarlo a viso aperto. Rispetto a quasi tutte le altre squadre ha un’arma in più : la spinta dei tifosi, spesso decisiva. Posso dirlo con certezza perché era così anche ai miei tempi – testimonia Salvatore – il pubblico di Ascoli è davvero unico. Comunque andrà a finire il campionato, per il prossimo consiglio di non fare un’altra rivoluzione bensì confermare, per quanto possibile, questo gruppo che ha dimostrato di avere buone basi e ha avuto il merito di riportare entusiasmo dopo qualche stagione sofferta fino alla fine. Naturalmente con qualche rinforzo. Vivarini? Sta lavorando bene e merita fiducia».


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