
L’assessore Piersandra Dragoni, Gilberto Santini dell’Amat e Alessandro Marinelli della Compagnia Cast
di Franco De Marco
App, ovvero Ascoli Piceno Present, ovvero il Festival delle arti sceniche contemporanee, ovvero teatro, musica, danza & circo dal pomeriggio a notte fonda, cresce e aumenta il numero dei suoi eventi. La manifestazione, giunta alla quarta edizione, è stata presentata questa mattina all’Arengo dal direttore dell’Amat Gilberto Santini e dall’assessore comunale alla cultura Piersandra Dragoni. Si comincia alle ore 21 di mercoledì 22 maggio, nel Teatro dei Filarmonici, per finire alle 23,30 del 25 sempre nel Teatro dei Filarmonici. Una maratona teatrale di 13 appuntamenti per una lettura molto interessante e anche innovativa della società odierna attraverso spettacoli di prosa, musica e anche di acrobazia (ce n’è molto bisogno di questi tempi) della società. Ascoli, anche con questo Festival, che ha già trovato significativi consensi tra pubblico e critica anche nazionale, si sta ritagliando sempre più un ruolo attivo nel campo dell’arte contemporanea. Ascoli notoriamente città antica, in senso buono, si modernizza sul palcoscenico.
Dice bene Santini: «Definisco il progetto esemplare. E’ uno sguardo sui nuovi linguaggi della scena. Una occasione privilegiata per quanti amano confrontarsi con le espressioni più significative del presente. Quest’anno c’è la novità del circo contemporaneo per allargare l’orizzonte degli spettacoli. Aumentiamo il numero degli eventi e le location, cinque, tra i quali il ritorno all’Eremo di San Marco. Ascoli ha i luoghi ideali per fare teatro. E’ una città a forma di teatro. Con questo Festival volevamo sviluppare le cose che non c’erano. Quattro anni sembrava impossibile. Invece ci siamo riusciti». Santini lancia anche un messaggio che il futuro sindaco farà bene a far subito suo. «L’auspicio – dice – è che non si torni indietro dopo che in questi 4 anni si è creato l’humus per un’operazione culturale che ritengo significativa, dopo che il Festival ha dialogato con il pubblico e con le associazioni culturali locali, dopo che sono maturate esperienze e sensibilità».
Gino Troli, presidente dell’Amat, che non è potuto essere presente alla conferenza stampa, fa pervenire un messaggio che spiega bene che cos’è App. Il suo è un “manifesto” per il futuro. «App – afferma – è un’occasione magnifica di dialogo tra ciò che nel corpo della città si è sedimentato attraverso la storia (la suggestione degli spazi) e le nuove dimensioni dello spettacolo contemporaneo che restituiscono ai luoghi il loro senso e la dimensione eterna per cui sono stati costruiti. Far parlare il presente nella assoluta bellezza che non ha tempo è l’operazione che l’Amat ha inteso introdurre nella città attraverso la lungimiranza e la capacità di sfida di una città che ha conquistato oggi un ruolo centrale, quasi trainante, nel sistema culturale delle Marche. Un obiettivo che il sindaco Guido Castelli si è dato fin dal suo primo insediamento e che ha perseguito costantemente nel corso del suo mandato permettendo all’Amat di realizzare una delle sue esperienze più avanzate non solo delle Marche ma dell’intero panorama della cultura nazionale».
Ad anticipare il festival due “Prime apparizioni” al Teatro dei Filarmonici il 22 maggio con Cantiere aperto per “Saul”, un’occasione unica per il pubblico più curioso e attento di scoprire in forma di prova aperta lo spettacolo Saul del giovane regista Giovanni Ortoleva – menzione speciale alla Biennale di Venezia 2018, concorso Registi Under 30 – che debutterà ufficialmente il 27 luglio a Venezia nell’ambito del 47° Festival Internazionale del Teatro, e il 23 maggio con Una storia comune – studio su “Platonov” da Anton Čechov, elaborazione drammaturgica e regia di Alessandro Marinelli, una produzione Teatro Cast di Ascoli nell’ambito del Progetto Garden con Oriana Ortenzi, Maurizio Emidi, Chiara Giorgi, Matteo Petrucci, Eloisa Pierantozzi, Andrea Scipi, Fabrizio Di Luigi, Roberta Procaccini e Valter Finocchi.
App entra nel vivo venerdì 24 maggio alle ore 17 alla chiesa di San Pietro in Castello con la Form che rende omaggio al genio del compositore ungherese György Ligeti, uno dei massimi rappresentanti della musica contemporanea occidentale, con un affascinante concerto in cui vengono proposti tre brani fra i più originali e accattivanti della sua produzione. Alle ore 18,30 il Teatro dei Filarmonici accoglie il gruppo romano mk guidato da Michele Di Stefano – Leone d’Argento per l’innovazione nella danza alla Biennale di Venezia (2014), Premio Nico Garrone (2018) e Premio Danza&Danza (2000) – con Bermudas, lavoro performativo sul moto perpetuo e sul movimento puro. Un contemporaneo Giardino dei ciliegi – Il giardino dei ciliegi. Trent’anni di felicità in comodato d’uso – che nasce dall’incontro tra i componenti di Kepler-452 (Nicola Borghesi, Paola Aiello ed Enrico Baraldi) con due personaggi “immaginari” realmente esistenti, Giuliano e Annalisa Bianchi, ossia Ljuba e Gaev, con il contributo fondamentale in scena di Lodo Guenzi, cantante degli Stato Sociale è alle ore 20.30 al Teatro Ventidio Basso. La danza di Salvo Lombardo, assieme al suo gruppo Chiasma, in Present continuous giunge alla chiesa di Sant’Andrea alle ore 22.30 come indagine sulla relazione tra quotidiano, memoria, percezione, movimento osservando il presente attraverso il fattore che ne determina l’essenza, il tempo. La prima giornata di App s avvia alla conclusione alle 23,30 al Teatro del Filarmonici con Canarie in concerto, nuova band creata da Paola Mirabella e Andrea Pulcini (Persian Pelican), dove convivono vocazione alla melodia, ritmi vibranti e un confronto genuino con la canzone italiana contemporanea.
La seconda giornata del festival, sabato 25 maggio, si apre alle ore 11,30 con uno squisito appuntamento all’Eremo di San Marco dove, al termine di una passeggiata di circa quindici minuti, Mariangela Gualtieri – anima del Teatro Valdoca insieme a Cesare Ronconi – in Bello Mondo cuce versi tratti soprattutto da Le giovani parole (Einaudi, 2015), con poesie da raccolte precedenti, al fine di comporre una partitura ritmica che passa dall’allegretto al grave, dall’adagio fino al grande largo finale, col suo lungo e accorato ringraziamento al bello mondo, appunto. Doppio appuntamento – ore 15 e ore 19 – al ridotto del Teatro Ventidio Basso con Chiara Bersani che in Seeking unicorns crea un assolo inedito e commovente, portando negli spazi del teatro una meravigliosa creatura, maga e visionaria attraversata da domande universali e umanissime. Mule di Collectif à Sense Unique – gruppo dall’incontro di alcuni studenti alla scuola circense del Québec -alle ore 16 alla chiesa di San Pietro in Castello è una favola gioiosa e crudele messa in scena da due acrobati tra acrobazie e virtuosismi, tra complicità e sfide continue. App prosegue al Teatro dei Filarmonici (ore 17) con Io non sono un Gabbiano di Òyes, rilettura dell’opera di Čechov che ne mostra attualità, forza e capacità di scuotere le coscienze attraverso un’innovativa messa in scena affidata alla forza creativa di giovani protagonisti. Babilonia Teatri è tra le compagnie più innovative del panorama teatrale contemporaneo, distinguendosi per un linguaggio che a più voci viene definito pop, rock, punk. Ad App mostra Calcinculo – Teatro Ventidio Basso ore 20.30 – candidato ai premi Ubu come miglior novità italiana/ricerca drammaturgica e come miglior progetto sonoro/musiche originali, un ciclone di musica e di canzoni nato dall’incontro con la musica di Lorenzo Scuda, musicista e interprete degli Oblivion, dove le parole prendono la forma della musica nell’intento di fotografare il nostro oggi. Il pluripremiato It’s app to you, vincitore di InBox 2018 alla chiesa di Sant’Andrea alle ore 22, è il primo videogioco a teatro, una realtà virtuale immersiva, una applicazione da scaricare sul cellulare per muovere e governare un personaggio virtuale, nato da un’idea di Leonardo Manzan di Bahamut. Per la conclusione di App alle ore 23.30 al Teatro dei Filarmonici un omaggio in musica, parole e immagini al fragile quanto straordinario talento di Nick Drake con Way to Blue, uno spettacolo emozionante in cui immortali capolavori rivivono sul palco per mano di due protagonisti della musica Italiana: Rodrigo D’Erasmo, polistrumentista, produttore, arrangiatore e membro degli Afterhours e Roberto Angelini, cantautore e musicista (tra gli altri) di Niccolò Fabi e della resident band di Propaganda live.
Abbonamenti: prima giornata 20 euro, seconda giornata 25 euro, due giornate 40 euro. Info biglietteria 0736 298770.
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