Cassini riempie il Ventidio
e lo Iom ringrazia

ASCOLI - Lo spettacolo benefico dell'artista romano sbanca il botteghino e fa il pieno di consensi bipartisan. "Ventidio Basso" sold out in ogni ordine di posti con pubblico di ogni età, sesso ed estrazione sociale. Perchè il quotidiano, universale, tragicomico psico-dramma della vita di coppia riguarda proprio tutti, e le donne, da sempre vittime immancabili e irrinunciabili della corrosiva satira di Cassini, sono le spettatrici più numerose e divertite
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Dario Cassini sul palco del Ventidio

di Walter Luzi

Dario Cassini sei tutti noi. Lo spettacolo benefico pro IOM Ascoli Onlus dell’artista romano sbanca il botteghino e fa il pieno di consensi bipartisan. “Ventidio Basso” sold out in ogni ordine di posti con pubblico di ogni età, sesso ed estrazione sociale. Perchè il quotidiano, universale, tragicomico psico-dramma della vita di coppia riguarda proprio tutti, e le donne, da sempre vittime immancabili e irrinunciabili della corrosiva satira di Cassini, sono le spettatrici più numerose e divertite. Nonostante l’attesa pioggia di invettive e sfottò a ciclo continuo piovute puntualmente dal palco per una ora e mezza. Sipario aperto con mezzora di ritardo vista la massiccia affluenza, forse insperata anche per gli stessi organizzatori di Solidea. Silvia Remoli chiama subito in palcoscenico la presidentessa storica della benemerita associazione Ludovica Teodori. Emozionata come ogni volta. Una autentica istituzione che aumenta il suo fascino, e continua ad infondere passione civile ed entusiasmo a tutto il suo staff di volontari, insensibile all’inesorabile scorrere delle primavere. Lei, che prova ad annunciare ancora il suo ritiro, ad auspicare il ricambio al vertice dello IOM ascolano. Chissà se ce la farà stavolta, lei, l’anima dell’associazione, a mettersi a riposo. Tutti ne dubitano, e neanche lo auspicano, a cominciare dal vice sindaco Donatella Ferretti, che porge il saluto a nome dell’amministrazione comunale patrocinante l’iniziativa benefica.

LO IOM – Lo IOM ascolano è attivo dal 1996, conta nell’ultimo anno, oltre 2.000 ore di assistenza domiciliare ai malati oncologici, 317 volontari, 190 gli assistiti ambulatorialmente. Per cercare di vincere, insieme, paure, pregiudizi e fragilità provocate dal cancro. Una assistenza materiale, ma, soprattutto, psicologica. Per i malati e per i loro familiari. Come testimonia Paolo De Santis, un giovane volontario che è entrato nell’associazione dopo averne apprezzati l’opera e lo spirito al capezzale della madre.
Ma Cassini irrompe a vincere ogni malinconia. Come tanti altri artisti trasfigura nelle proprie opere il suo personale quotidiano. Oltrepassata la cinquantina arricchisce il suo repertorio con il proprio vissuto di quasi coniugato e padre. Bello e intrigante come da giovane, gilet sulla camicia bianca, jeans e scarpe da jogging, Cassini non delude le sue fans. I chili in più non offuscano quegli occhi azzurri e quella dialettica ammiccante e spietata da gran paraculo. Quella che piace alle donne, lo confessino o no. E’ sulla cresta dell’onda da un quarto di secolo diviso fra cabaret, teatro televisione e cinema.

LO SHOW – Parte con una carrellata delle fobie più assurde del nostro tempo, le pippe mentali che alimentiamo ogni giorno. Ma le donne finiscono sempre nel mirino. Cattive. Le donne sono cattive dentro. I primi tempi le vedi tutte radiose, entusiaste, dolci e sessualmente insaziabili. Perché sono in campagna elettorale. Poi, una volta acquisito il seggio, mutano. Per loro litigare è necessario come l’aria: sono incazzatissime con noi uomini anche quando non ci siamo. Cattivissime. Anche gli sposati di lungo corso non vengono risparmiati: cinquant’anni di matrimonio? Lo sa che se all’epoca fosse stato condannato per omicidio a quest’ora sarebbe già fuori?… Ma anche lui, dopo 46 anni di libertà…è finito sotto padrone. E poi le tante psicopatologie femminili. I loro yogurt al niente per mantenere la linea, il ciclo mensile che le rende ancora più intrattabili, la difficile convivenza nel letto comune, alle prese con piedi freddi, anzi, clinicamente morti, le manie con le serrature di casa, le voglie in gravidanza. L’arrivo del figlio che complica ancora più le cose. E non solo sessualmente. Dopo te chiami Almeno: almeno fai la spesa, almeno accendi i fornelli, almeno… La dura, triste realtà del maschio alfa mutato in minchiotauro. E ancora il vademecum di sopravvivenza per le risposte pronte alle loro domande più insidiose e ricorrenti. Una per tutte: ma tu mi trovi ingrassata?… Quindi ce n’è anche per i vip che mettono nomi ridicoli ai propri figli: da Nathan Falco Briatore ad Apache Larussa. E vogliamo parlare di Angelina Jolie? Questa Patata-women che adotta figli perchè, confessa, con Brad a letto non siamo così presi!?…Ma vi rendete conto!?… Il bis è d’obbligo. La solidarietà, dicono, contagiosa. Sarebbe bello. Come l’idea che uno spettacolo misogino che ha divertito tutti serva anche a finanziare progetti come “Pentesilea”. Riservato a sole donne.


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