Rincari fuori controllo per piccole e medie imprese

ASCOLI - La voce degli imprenditori CNA: «Nuovi aumenti ogni giorno, l’incertezza frena consumi e investimenti»
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Lo scoppio delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente ha determinato l’apertura di una fase estremamente complessa per le piccole e medie imprese del Piceno, costrette a fare i conti con una nuova ondata rincari che non sta risparmiando alcun settore. Dall’artigianato tradizionale ai servizi, senza dimenticare il comparto dei trasporti messo in ginocchio dal caro carburanti e le attività legate alla produzione e al costo dell’energia, l’intero sistema delle piccole e medie imprese sta fronteggiando costi in vertiginoso aumento, spesso abbinati a una notevole difficoltà del reperimento delle materie prime, che riportano alla mente le innumerevoli criticità emerse negli ultimi anni a scapito di imprese e cittadini.

Secondo le stime elaborate da Cna nazionale sulla base dei consumi tra marzo e maggio, per imprese e famiglie lo shock energetico causato dal conflitto nel Golfo si traduce in un aumento della spesa che supera i 7 miliardi di euro per carburanti, energia elettrica e gas, un extra costo da 100 milioni al giorno. Inoltre, secondo i dati Istat relativi ai prezzi al consumo rilevati a marzo 2026, l’inflazione si porta a +1,7% (dal +1,5% di febbraio), soprattutto per effetto della risalita dei prezzi degli energetici (-2,1% da -6,6% di febbraio) e della sensibile accelerazione di quelli degli alimentari non lavorati (+4,7% da +3,7%). Il ritmo di crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” sale al +2,2% (da +2,0%), in attesa dell’aggiornamento di aprile, che presumibilmente porterà a nuovi incrementi.

Di fronte all’ennesima ondata di rincari, la Cna di Ascoli Piceno ha scelto di dare voce ai propri imprenditori per comprendere le proporzioni di questa crisi ed evidenziare la necessità di nuove misure di sostegno che possano dare nuova linfa a prospettive economiche che continuano a indebolirsi.

Marco Tavoletti

«Da un paio di settimane abbiamo riscontrato degli aumenti, in particolare sul costo della componentistica – afferma Marco Tavoletti, presidente Cna Impianti Ascoli Piceno e titolare di Technological Systems – In questi giorni, poi, ci sono arrivate comunicazioni dai fornitori su un aumento di circa il 10%, soprattutto per materiale di produzione estera. L’impatto immediato dei rincari è stato ovviamente quello relativo al carburante e al costo del trasporto dei nostri mezzi.

L’altro effetto immediato riguarda la clientela. Per fare investimenti, le imprese devono avere tranquillità, specie quelle di piccole dimensioni. In un clima di incertezza generale, se frenano i consumi, c’è il rischio che molti progetti e investimenti che i clienti pensavano di fare vengano congelati in attesa di tempi migliori. Stiamo rilevando, in questo senso, una certa freddezza sui nuovi investimenti.

A novembre dello scorso anno avevamo elaborato il budget per il 2026, ma abbiamo dovuto correggerlo perché l’incidenza di questi costi prevede inevitabilmente uno scostamento di diverse decine di migliaia di euro. Purtroppo temo che, anche in caso di sviluppi positivi, l’inversione di tendenza e l’abbassamento dei prezzi non saranno rapidi tanto quanto l’aumento a cui abbiamo assistito in questi giorni».

«Riscontriamo aumenti di tutte le materie prime, e i rincari sono ormai all’ordine del giorno – conferma Tiberio Ramoni di T&P, azienda attiva nel campo dell’arredamento – Solitamente questa situazione si verifica all’inizio dell’anno, ma per via dei conflitti l’aumento del costo dei trasporti, abbinato alla difficoltà nel reperire alcuni materiali, porta a rincari generalizzati per il settore.

A mio avviso il problema più grande, anche in base all’esperienza purtroppo maturata dall’emergenza sanitaria in poi, è che non si tornerà indietro. Le piccole imprese, inoltre, hanno una difficoltà ulteriore perché hanno un potere contrattuale inferiore alle grandi imprese e non possono permettersi di aumentare i prezzi proporzionalmente ai rincari, perché rischierebbero di perdere clienti».

Valentina Damiani

«Per il settore edile, l’aumento dei costi dell’energia e dei materiali da costruzione è una delle principali emergenze per imprese e cantieri – precisa Valentina Damiani dell’azienda Damiani Valter, presidente Cna Costruzioni Ascoli Piceno – Le tensioni internazionali e l’instabilità dei mercati stanno producendo effetti immediati sui prezzi di carburanti, trasporti, acciaio, bitume, plastiche, membrane, tubazioni e altri materiali essenziali per l’attività quotidiana. In particolare, il rincaro del bitume e dei conglomerati bituminosi sta incidendo pesantemente sulle opere stradali e infrastrutturali, mentre gli aumenti del ferro e dei prodotti derivati dall’energia stanno rendendo sempre più difficile programmare forniture, preventivi e tempi.

Per le imprese edili, soprattutto artigiane e piccole aziende, il problema non è soltanto l’aumento dei prezzi, ma l’impossibilità di trasferire automaticamente questi rincari su contratti già firmati, lavori avviati e preventivi formulati in condizioni completamente diverse. Questo rischia di comprimere i margini fino a rendere alcuni cantieri economicamente insostenibili».

Antonio Scipioni

«Sono molto preoccupato perché stiamo assistendo ad aumenti importanti sulle utenze, che chiaramente non possono essere interamente recuperati sul listino prezzi – afferma Antonio Scipioni, presidente nazionale Cna Ristorazione e titolare dell’hotel ristorante DonnaRosa – I margini di guadagno, già diminuiti dallo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina, sono stati ulteriormente ridotti e molte imprese, oltre a essere più prudenti su investimenti e assunzioni, sono costrette a valutare un’eventuale chiusura. Oggi, rispetto al 2022, le imprese sono economicamente più fragili, e di conseguenza i rincari risultano più impattanti. I costi dell’energia molto più alti rispetto ai competitor esteri ci penalizzano anche in chiave turistica. Abbiamo bisogno di interventi che abbattano strutturalmente gli oneri di sistema e che aiutino il settore a investire in strutture e formazione, dando seguito al riconoscimento della cucina italiana nel patrimonio culturale immateriale dell’Unesco».

Doriana Marini

«I rincari su carburante ed energia elettrica rappresentano gli aspetti più deleteri per il settoreDoriana Marini, presidente nazionale Cna Federmoda e amministratore unico di Dienpi Srl – Gli aumenti sui trasporti si ripercuotono a catena sulle imprese del settore, in un contesto di crisi in cui vendere è già molto complesso per via dei conflitti in atto. Anche il caro energia preoccupa molto, in quanto incide notevolmente sulla marginalità dei prezzi».

«Da oltre due mesi le nostre imprese stanno facendo i conti con rincari ormai insostenibili che hanno assunto i contorni di una vera e propria emergenza, paragonabile per intensità a quella vissuta durante la pandemia – concludono la presidente Arianna Trillini e il direttore Francesco BalloniC’è, tuttavia, una differenza sostanziale: oggi il sistema produttivo non può contare su una serie di strumenti straordinari, dal fondo centrale di garanzia alle moratorie, fino ai bonus e a misure emergenziali, che tra il 2020 e il 2022 avevano consentito di reggere l’urto.

Francesco Balloni e Arianna Trillini

A questo si aggiunge un evidente rallentamento dei consumi, con famiglie che hanno visto ridursi in maniera significativa la propria capacità di spesa. È un quadro molto complesso, che coinvolge trasversalmente l’intero tessuto economico e che mette in difficoltà anche realtà storicamente solide. È indispensabile un intervento tempestivo da parte delle istituzioni. Servono misure chiare, efficaci e rapidamente applicabili, in grado di sostenere le imprese e rilanciare la domanda interna. Senza un segnale forte si rischia di compromettere in modo strutturale la tenuta del sistema economico locale».


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