Gianni Agostinelli (Territorio è Sviluppo):
«Voglio creare cooperative di comunità
per ridurre la distanza tra centro e periferia»

ASCOLI - Il capolista ha ricoperto anche incarichi dirigenziali nel Pd: «Mi sono trovato subito in sintonia con il programma di Pietro Frenquellucci. E' necessario costruire organismi in grado di creare centri di aggregazione»
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Giovanni Agostinelli, capolista di “Territorio è Sviluppo”, 58 anni, per tutti “Gianni l’elettrico”, tecnico imprenditore, laureato in Scienze politiche (a 48 anni) all’Università di Macerata, iscritto al Pd ricoprendo in passato anche incarichi dirigenziali, è da sempre impegnato in politica (prima Dc, poi Margherita, Popolari e Pd) e nel volontariato (Caritas, Unitalsi, Avis).

Gianni Agostinelli

Agostinelli, perché ha scelto la lista “Territorio è Sviluppo” a sostegno del candidato sindaco Pietro Frenquellucci?

«Mi sono trovato in sintonia fin da subito col suo programma dopo aver riscontrato la specifica volontà di ridurre le distanze centro-periferia. Mi considero un  conoscitore delle realtà periferiche, quartieri e frazioni, e, secondo me, è assolutamente necessario costituire le cooperative di comunità, ovvero organismi, con il sostegno naturalmente della pubblica Amministrazione, in grado di creare centri di aggregazioni, ludoteche, circoli per anziani, associazioni culturali, eccetera. Per far sentire questi cittadini parte integrante della comunità . E soprattutto per riqualificare zone suburbane con più decoro e più vivibilità. In questo modo le periferie diventano preziosi corpi intermedi per la vita sociale».

Qual è la sua “mission” se sarà eletto consigliere comunale?

«Proprio quella di avviare, anche ad Ascoli, il percorso per costituire queste Cooperative di comunità sulla base di esperienza già consolidate in altre regioni. L’esempio di tali organismi mi viene dalle positive esperienze nel mondo cattolico. Queste Comunità sono presenti soprattutto in Toscana e si sono sviluppate nel nord est d’Italia. Voglio mettere a disposizione la mia esperienza per gettare anche ad Ascoli questo seme che ritengo indispensabile per favorire lo spirito di partecipazione, di collaborazione e di solidarietà tra i cittadini della periferia. Oggi nelle periferie non esistono più spazi per l’aggregazione sociale».


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