Ricostruzione, l’Anci Marche
si appella al Parlamento:
«Accogliete le nostre richieste»

ASCOLI - L'appello dei sindaci: «L’Anci ha proposto questioni indispensabili a partire dal tema del personale dedicato alla ricostruzione che non può, proprio ora, essere sostituito e ridotto. Serve inoltre che gli amministratori dei piccoli comuni colpiti possano avere i necessari permessi per assentarsi dal lavoro e dedicarsi alle attività del comune in ricostruzione. Serve poter disporre delle anticipazioni di cassa e di tesoreria per poter pagare fornitori e contributi di autonoma sistemazione ai cittadini, nonché la proroga dei mutui contratti dai Comuni e le disposizioni per agevolare lo svolgimento del prossimo anno scolastico, che potrebbe essere a rischio»
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L’Anci Marche fa appello al parlamento perché emendi il testo del Decreto Sblocca-Cantieri, in esame al Senato dopo che «fino a questo momento il parlamento non ha accolto le richieste delle aree terremotate in tema personale, finanziamenti anticipati e Cas».  A scrivere è il sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi supportato anche dai sindaci di Albano Laziale Nicola Marini, di Arquata del Tronto Aleandro Petrucci, di Norcia Nicola Alemanno e di Teramo Gianguido D’Alberto.

Aleandro Petrucci (Foto Andrea Vagnoni)

«Nessun emendamento -affermano dall’Anci- proposto dai Comuni e da Anci sulla ricostruzione post sisma in Centro Italia è stato inserito nel decreto Sblocca-Cantieri, che tra oggi e la giornata di domani sarà licenziato dal Senato. Nonostante qualche misura in favore delle comunità colpite nell’area etnea, questi Comuni non hanno ricevuto l’attenzione che meritano. C’è profonda delusione e fortissima preoccupazione, per questo chiediamo al governo di intervenire per trovare una soluzione condivisa. L’Anci ha proposto questioni indispensabili a partire dal tema del personale dedicato alla ricostruzione che non può, proprio ora, essere sostituito e ridotto. Serve inoltre che gli amministratori dei piccoli comuni colpiti possano avere i necessari permessi per assentarsi dal lavoro e dedicarsi alle attività del comune in ricostruzione. Serve poter disporre delle anticipazioni di cassa e di tesoreria per poter pagare fornitori e contributi di autonoma sistemazione ai cittadini, nonché la proroga dei mutui contratti dai Comuni e le disposizioni per agevolare lo svolgimento del prossimo anno scolastico, che potrebbe essere a rischio. Questo è davvero il minimo se si vuole sbloccare il pantano della ricostruzione nel centro Italia. I sindaci delle comunità colpite sono tutti molto spaventati e delusi per quanto accaduto. Confidiamo -concludono- che entro oggi le nostre istanze possano essere accolte, perché lo Sbloccacantieri chiude con le ultime sedute del Senato, sapendo che alla Camera non si potrà modificare visti i tempi molto ristretti. Si tratta di richieste di buon senso che toccano da vicino cittadini e territori già duramente colpiti e indispensabili se si intende davvero recuperare il tempo perduto per la ricostruzione».


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