
Il Cda della Banca del Piceno. Da sinistra: Francesco Balloni, Mariano Cesari, Romano Speca, Katia Marocchi, Sandro Donati, Elsa Melchiorre, Luigi Silvestri, Gianluigi Acciarri
Un bilancio che parla di crescita, solidità e radicamento nel territorio. La Banca del Piceno si prepara a presentare ai soci, domani, domenica 26 aprile, presso la sala convegni di Castignano, i risultati dell’esercizio 2025, chiuso con numeri in deciso miglioramento.
Il prodotto bancario lordo supera i 2,3 miliardi di euro, segnando un incremento del +5,7% e confermando il rafforzamento delle quote di mercato dell’istituto.

Il direttore generale Gabriele Illuminati
L’analisi del direttore generale Gabriele Illuminati evidenzia una banca in salute, capace di affrontare le sfide del mercato grazie alla fiducia dei risparmiatori.
La raccolta diretta si attesta infatti a 1,09 miliardi di euro. «La Banca dispone di una liquidità strutturale solida, ben oltre i parametri regolamentari. Questo ci ha permesso di iniettare risorse fresche nel sistema locale», sottolinea Illuminati, evidenziando anche la crescita delle masse amministrate, con il risparmio gestito e le polizze assicurative che sfiorano i 310 milioni (+15,22%).
Sul fronte del credito, gli impieghi verso la clientela raggiungono i 721 milioni di euro, con 142 milioni di nuove erogazioni, di cui 26 milioni destinati alla ricostruzione post sisma. «Grande attenzione al tessuto sociale dei nostri territori – prosegue Illuminati – senza dimenticare le zone dell’entroterra in difficoltà dopo gli eventi calamitosi del 2016».
Uno sguardo anche al futuro del sistema bancario: «In un’epoca di grandi trasformazioni per il sistema creditizio, dove la digitalizzazione spesso rischia di allontanare i centri decisionali dalle realtà locali, la Banca del Piceno sceglie un modello in controtendenza, riaffermando il valore della prossimità e la scelta sta pagando», conclude il direttore generale.
La particolarità dell’istituto risiede nella destinazione dei prestiti, rivolti in larga parte a famiglie e micro-imprese, realtà con meno di 20 addetti che rappresentano il cuore dell’economia locale.

Il presidente Sandro Donati
«La ricchezza che creiamo resta qui – afferma il presidente Sandro Donati – I nostri investimenti sono rivolti alle comunità locali perché il patrimonio dell’azienda è, a tutti gli effetti, un bene comune della collettività».
Questa vicinanza si traduce anche in condizioni agevolate per i soci, con mutui per la prima casa e finanziamenti per la riqualificazione energetica a condizioni vantaggiose.
Tra gli aspetti più innovativi dell’anno, il ricambio generazionale. Il 2025 è stato infatti il primo anno di attività del Comitato Giovani Soci, nato a fine 2024, che ha promosso iniziative tra formazione e networking: dal convegno sui cambiamenti climatici “Il lato complesso del green” ai tavoli tecnici per giovani imprenditori, fino a eventi come “Vini in Maschera” in collaborazione con le realtà vitivinicole locali.
L’obiettivo è formare la classe dirigente di domani attraverso la cultura cooperativa, come dimostrano anche i progetti dedicati alle scuole, tra cui “Crescere nella Cooperazione”, i Campionati di Giornalismo e il percorso di educazione finanziaria “Finanza Epica”.
Importante anche il sostegno al territorio. La prima edizione di “Territorio & Sapori” ha favorito il networking tra produttori e consumatori, mentre il bilancio sociale evidenzia interventi concreti a favore delle Caritas diocesane di Ascoli, Fermo e San Benedetto del Tronto e il supporto agli ospedali dell’Ast locale con l’acquisto di attrezzature sanitarie.
Forte il legame con la tradizione, ribadito attraverso il sostegno a eventi come il Templaria Festival di Castignano e Sponsalia ad Acquaviva Picena, oltre alla collaborazione con Cna Ascoli Piceno per la sfilata Fashion Mood e i riconoscimenti “Premi Studio 2025” e “Talenti e Imprese”.
Con un patrimonio netto superiore ai 102 milioni di euro, la Banca del Piceno entra nel ristretto gruppo delle 26 Bcc italiane sopra i 100 milioni. La gestione prudente dei crediti deteriorati, scesi a 6,5 milioni netti, conferma una strategia equilibrata tra sviluppo e solidità.
«Il merito di questi risultati va ai nostri 200 collaboratori – conclude il presidente Donati – In un mondo che corre verso l’impersonale, la Banca del Piceno scommette ancora una volta sul volto umano del credito e sulla forza della cooperazione».
L’appuntamento per i soci è dunque fissato per domani, domenica mattina: un momento di confronto per scrivere il prossimo capitolo di una storia costruita nel e per il territorio.
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