Fede lancia la corsa: «Coerenza prima di tutto». E piovono critiche al centrodestra

SAN BENEDETTO – Presentazione ufficiale con tanta partecipazione per il candidato sindaco del centrosinistra. Sorpresa: spunta anche l’ex primo cittadino Spazzafumo. Tra un’idea programmatica e l’altra, non sono mancate bordate agli avversari. Canducci: «Coalizione da film horror, l’ennesimo tentativo della destra ascolana di mettere entrambi i piedi nel nostro Comune». Mancini chiede le dimissioni di Mozzoni dall’assoalbergatori
...

 

di Marco Braccetti

 

«Abbiamo messo il Noi davanti all’Io». È il messaggio di compattezza del centrosinistra, lanciato dal candidato sindaco Giorgio Fede nel corso della sua prima presentazione ufficiale agli elettori, avvenuta presso la sala convegni dell’Hotel Progresso. Una sala strapiena, nella quale spiccava la presenza dell’ex sindaco Antonio Spazzafumo. «La sua è una presenza da rispettare», ha detto Fede, concedendo all’ex primo cittadino una sorta di “onore delle armi” e riconoscendone l’«attenzione messa a servizio della città».

 

Nel corso dell’incontro hanno preso la parola i rappresentanti di tutte le formazioni che appoggiano la candidatura del parlamentare pentastellato: Partito Democratico, ovviamente il Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra, Partito Socialista, Rifondazione Comunista, Dipende da Noi e Progetto Marche Vive.Nel suo intervento, Fede ha sottolineato che la coalizione è ancora aperta alla disponibilità di gruppi e singole persone che volessero mettersi in gioco, a patto di condividere la piattaforma valoriale del centrosinistra. «Non deve essere un ampliamento a tutti i costi: chiederò soprattutto coerenza e, personalmente, non ho mai sopportato i voltagabbana e negli ultimi giorni ne sto vedendo tanti», ha detto il candidato sindaco, facendo riferimento al campo del centrodestra, per poi passare a snocciolare alcuni temi cardine della campagna elettorale.

 

L’intervento del candidato sindaco Fede

Dal trasporto pubblico locale da potenziare a una continuità territoriale che San Benedetto dovrà avere dialogando con i Comuni vicini, in primis Grottammare. I temi toccati da Fede sono stati approfonditi dai rappresentanti delle altre formazioni politiche, come Giorgio Mancini di Sinistra Italiana, il quale ha evidenziato come il centrosinistra avrà massima attenzione per i cittadini “espulsi” da San Benedetto: giovani coppie che non riescono a comprare o affittare una casa in città. «Occorre lavorare molto per politiche abitative davvero concrete. E San Benedetto deve essere una città accogliente a 360 gradi, accogliente per tutti, non solo per i turisti, ma anche per le persone in difficoltà. Da questo punto di vista, la Caritas avrà sempre il nostro appoggio ed è ciò che è stato montato contro il dormitorio d’emergenza è una canea ingiustificabile e disgustosa».

 

Mancini ha elaborato uno degli interventi più forti del pomeriggio, chiamando in causa anche il costruttore Vittorio Massi: «Da 34 anni in via Da Buglione ci sono residenti che aspettano che realizzi un’area verde in una sua lottizzazione. Ma non lo ha mai fatto e nessuno gli dice nulla, perché è il presidente della Samb. Con noi queste cose finiranno. San Benedetto ha bisogno di più verde e meno cemento».

 

Una cosa che per Mancini deve finire subito è la presidenza di Nicola Mozzoni (aspirante sindaco del centrodestra) all’associazione albergatori di San Benedetto: «Aspetto le sue dimissioni, che sono il minimo che ci si può aspettare da un rappresentante di un’associazione di categoria che decide di candidarsi in politica». Proprio la scelta della candidatura Mozzoni è stata stigmatizzata da Orlando Ruggieri di Progetto Marche Vive: «Affidandosi ad un civico hanno certificato il fallimento della loro classe politica. Non sono riusciti a trovare una personalità spendibile all’interno dei loro partiti e non hanno neanche un programma. Noi, invece, abbiamo fatto un percorso inverso e ben chiaro». Il riferimento è al “Il Weekend delle idee”: ciclo di incontri con associazioni e realtà locali, svolto a gennaio e servito alla piattaforma di centrosinistra per imbastire le linee programmatiche elettorali.

 

La platea al completo

Mentre l’esponente dei Verdi, Paolo Canducci, ha rimarcato come l’esito del referendum e la grossa partecipazione alle manifestazioni di protesta “No King” abbiano fatto emergere che «la destra non è inevitabile per il nostro Paese». Poi l’affondo al team di Mozzoni: «Ho visto la loro foto e, più del ritratto dell’Ultima Cena, mi è sembrata la locandina di un film horror. Hanno scelto di fare all-in: tutti dentro, mettendo insieme tutto e il contrario di tutto col solo intento di vincere le elezioni. Ma vincere è solo la prima battaglia, poi occorre amministrare e, se dovessero vincere loro, si avvererà il sogno della destra di Ascoli che da 20 anni tenta di entrare con entrambi i piedi nel Comune di San Benedetto».

 

Ma l’ex assessore della giunta Gaspari parla anche di programmi: «È tempo di scelte difficili, dall’urbanistica ai rifiuti, fino all’illuminazione. La prossima amministrazione si troverà a dover gestire la scadenza dei contratti di servizio di PicenAmbiente e della Cpl-Concordia. Per non parlare della Bolkestein: le concessioni balneari dovranno essere riassegnate ma, dal mio punto di vista, un’amministrazione davvero solidale potrebbe ritoccare le concessioni, diminuendole tutte di un 10% per aumentare la portata delle spiagge libere, così da garantire nuovi posti al mare per le tante persone che, magari, non possono permettersi di affittare l’ombrellone in uno chalet».

 

Di forte impronta sociale anche gli interventi di Rachele Laversa (Psi) e Matteo Cicconi (Prc), mentre Fabrizio Leoni (Dipende da Noi) e Marco Giobbi del Partito Democratico hanno evidenziato come, stavolta, l’area del centrosinistra sia più compatta rispetto al passato.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




X