
Enzo La Marca in una scena in teatro
La città di Ascoli Piceno piange Vincenzo “Enzo” La Marca, attore e scrittore di 68 anni, scomparso improvvisamente nei giorni scorsi. I funerali saranno celebrati questa mattina alle ore 10 nella chiesa di San Giacomo della Marca, nel quartiere di Porta Cappuccina.
La Marca, nipote dei celebri Aldo Carlo Giuffrè, è stato trovato senza vita nell’abitazione in cui viveva da qualche tempo. A fare la scoperta è stato un amico, che lo ha rinvenuto sul letto accanto al suo inseparabile cane, “Picchio”. Le cause del decesso non sono ancora state ufficialmente accertate, ma si ipotizza un arresto cardiaco.
La sua scomparsa arriva a poche settimane da quella del fratello Emilio Fabrizio, con il quale aveva condiviso un lungo percorso artistico e umano. Un dolore profondo che lo aveva segnato duramente anche sul piano personale, in un periodo già complicato da problemi di salute e da un progressivo allontanamento dalle scene.
Per oltre trent’anni, Enzo ed Emilio La Marca hanno rappresentato un punto di riferimento per il teatro brillante, portando in scena spettacoli ispirati alla grande tradizione partenopea di autori come Scarpetta e i De Filippo. Insieme avevano fondato e animato compagnie e laboratori teatrali, tra cui la “Maschere Vive”, contribuendo alla crescita culturale del territorio.
Fin da giovane, Enzo aveva avuto l’opportunità di lavorare accanto agli zii, prendendo parte anche a produzioni importanti come “La fortuna con la effe maiuscola” di Eduardo De Filippo e Armando Curcio, portata in tournée per centinaia di repliche e successivamente trasmessa su Raidue.
Accanto al teatro, coltivava la passione per la scrittura. Nel 1987 aveva pubblicato “Caffè e sigarette”, premiato al concorso “Città di Alanno”, mentre nel 2010 aveva firmato il romanzo “Lucia metteva diamanti nel caffè”, riconosciuto con il premio letterario nazionale “La fonte-città” di Caserta.
Negli ultimi anni aveva scelto di rimanere ad Ascoli, collaborando con realtà culturali locali come il Centro Poesia Marche e la Fidapa, dove era spesso protagonista di letture e interpretazioni.
Numerosi i messaggi di cordoglio. «Nel suo campo è stato davvero straordinario. Insieme al fratello Emilio un degno erede di una famiglia unica per qualità artistiche e umane», ha dichiarato la giornalista Pina Traini. «Un grande professionista, disponibile e colto», il ricordo della poetessa Franca Maroni, che sottolinea come avrebbe meritato maggiore riconoscimento nel corso della sua carriera.
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