Le storie di Walter: i profumi di Filippo Cocci Grifoni

ASCOLI - Empatico e scanzonato, spirito libero e gaudente, innamorato della vita, dell’eleganza e della bellezza in ogni sua forma. Attraente, raffinato e affascinante come le tante essenze in invitante mostra sugli scaffali della sua leggendaria profumeria. Dalla nascita a Ripatransone al trasferimento ad Offida fino al negozio aperto nel 1962 in Corso Mazzini. Dalle cene da "Cefelò" agli incontri coi vip, Celentano e Ornella Muti su tutti, fino alle foto nei Gp di Formula 1
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I caratteristici baffoni di Filippo

 

di Walter Luzi

 

Bello e simpatico. Filippo Cocci Grifoni ha sempre avuto il dono dell’empatia sotto quei grandi baffoni, a cui non ha mai rinunciato e che lo rendono inconfondibile. Con le donne, ma anche con gli uomini. Dentro e lontano dalla sua città. Con clienti, e non, della sua leggendaria profumeria. Una delle prime di Ascoli, rimasta aperta per quarantotto anni filati, dal 1962 al 2010, alla fine di Corso Mazzini, proprio davanti alla chiesa del Carmine. Segnando un’epoca e gli anni più belli di un progresso, economico e sociale, generalizzato, e inebriante, come quelle sue essenze allineate sugli scaffali.

Filippo dietro il bancone della sua profumeria di Corso Mazzini con Mario Falsaperla

 

Profumeria emblema del bello e del buono che avanza, fucina di idee e progetti per riuscire a godersi, meritandoselo, il meglio dalla vita. Crogiolo di affetti, passioni, progetti comuni, interazioni e fermenti creativi. Crocevia di amici per la pelle e artisti famosi. A ottantasette anni Filippo Cocci Grifoni, pur con qualche acciacco fisico, di quell’epoca ormai lontana non ha perso lo smalto, la verve. E neppure i tanti ricordi.

 

Il ribelle

 

La Grifona è ricordata come una delle galee toscane dell’Ordine di Santo Stefano che presero parte alla storica battaglia di Lepanto il 7 ottobre 1571 abbordando l’ammiraglia ottomana. E proprio in Toscana, a San Miniato, portano i rami più remoti dell’albero genealogico dei Cocci Grifoni accomunati dalle nozze fra Carlo Cocci e Marta Grifoni.

 

Il giorno della prima comunione

Filippo nasce a San Savino di Ripatransone nel 1939. Il padre Mario amministra terreni agricoli, la mamma Livia è casalinga. Ha solo un fratello, Franco, più piccolo di sei anni, che nascerà ad Offida dove la famiglia presto si trasferisce, e dove Filippo frequenta le scuole elementari e medie.

 

La sua compagna di banco nei cinque anni di elementari, frequentati dalle suore del benemerito Istituto Bergalucci, fin da quel primo giorno di scuola del 1945, si chiama Domenica Maurizi. È carina. Lui ne è già innamorato. La ritroveremo più avanti. Dopo le medie i genitori, visto il suo spirito irrequieto, lo mandano a frequentare gli studi classici in collegio dei Salesiani, a Macerata. Lui soffre molto le regole e la ferrea disciplina imposta nell’Istituto.

 

«Anche per fumarmi una sigaretta informavano e si facevano autorizzare dai miei genitori – racconta – io non ne potevo proprio più. E poi mi obbligavano persino ad andare a Messa tutte le mattine. Furono per me quattro anni veramente duri. Alla fine mi ero proprio…abbottato! Per fortuna l’ultimo anno, quello della maturità, dovetti frequentarlo in una scuola pubblica, al Liceo Classico “Stabili”di Ascoli».

 

Una agognata libertà dalla clausura maceratese che lui si riprende per intero. Marina quasi regolarmente le lezioni per andarsene a zonzo nei bar del centro. I suoi insegnanti, i professori Cettoli e Massimi fra gli altri, non sanno più che inventarsi per tenerlo in classe, per tentare di fargli mettere la testa a posto. A giugno, per due anni consecutivi, non si presenta alle prove dell’esame di maturità. La scuola, con le sue regole rigide, non fa proprio per lui. Come non sarebbe da lui, a maggior ragione, la ferrea disciplina della vita militare.

Da ragazzo

 

Per scampare al servizio obbligatorio di leva se le inventa tutte. Qualcuno gli consiglia di ingerire un chicco di caffè dentro un maritozzo prima della radiografia. Si evidenzierà, in questo modo, gli garantiscono, una grave ulcera nella lastra. Ma non funziona. Il dottor Santeusanio, medico condotto di Offida, impazzisce a stare dietro a tutte le sue più svariate e millantate patologie, delle quali, asserisce, improvvisamente, di iniziare a soffrire. Dalla colite, all’abbassamento della vista, fino alla miracolosa comparsa di una piccola punta d’ernia, che, provvidenzialmente, finisce per fruttargli il tanto agognato foglio di congedo anticipato.

 

Il farmacista

 

Di fronte a casa sua, ad Offida, c’è la farmacia del suo grande amico Camillo Gatti, originario, come la moglie Viola, di Jesi. Quando il dottore, ottenuta una cattedra di Matematica, deve assentarsi per tenere le sue lezioni a scuola, lascia Filippo a sostituirlo dietro al bancone. Lui, come se niente fosse, distribuisce medicine e confeziona preparati galenici. «Una roba da galera – concorda oggi Filippo – un coraggio, quello di entrambi, che va ben oltre l’incoscienza. Una cosa da matti…».

 

Fortunatamente rinsaviscono presto, prima dell’arrivo di una denuncia per l’esercizio abusivo della professione medica. Nel 1960 inizia a rappresentare i prodotti della Panigal di Bologna, quella del sapone Sole, proprio quando i saponi a tavoletta iniziano a cedere il passo ai detersivi in polvere.

 

Viaggia su una utilitaria aziendale che sfoggia l’immagine del popolare sapone sulle portiere. Si appoggia al grossista di alimentari Pascali, che sta in Piazza Viola ad Ascoli, ma insieme ai prodotti per l’alimentazione piazza nei negozi che visita, dalle zone interne montane fino al vicino Abruzzo, anche i suoi articoli per il bucato e la pulizia. Registra un po’ dappertutto l’aumento della domanda di prodotti da bagno, igiene personale e profumeria. I costumi stanno cambiando, e le esigenze per la cura della persona aumentano di pari passo.

 

Il profumiere

 

“Capriccio”, “Mio sogno”, “Violetta di Parma”, “Atkinson”, sono i più noti dei pochi profumi sul mercato. Che non bastano più, come le saponette da bagno, a soddisfare la crescente richiesta. Filippo fiuta il business e grazie al grossista Bronzo di San Benedetto inizia a commercializzare questi prodotti. Il suo negozio apre nel 1962 alla fine di Corso Mazzini, proprio di fronte alla chiesa di Santa Maria del Carmine nei pressi del campo “Squarcia”. Prima che li occupasse lui quei locali avevano ospitato una pizzeria e il laboratorio di radio riparazioni di Gigi Meconi. Sceglie quella zona perché pare che i vicini giardini Colucci dovrebbero ospitare, di lì a poco, l’autostazione degli autobus. Una vicinanza comoda quella del capolinea per lui, perché molti pacchi li spedisce proprio per mezzo delle corriere. Ma quel progetto non sarà mai realizzato.

 

«In città c’erano già le rivendite di profumi di Rossi, in via Trieste, e Villi, in via dei Tibaldeschi – ricorda Filippo – io in più avevo anche la sanitaria, i prodotti per parrucchiere, barbieri ed estetiste».

 

Fra i suoi clienti annovera le cariche più in vista delle Istituzioni locali, e alti ufficiali delle forze dell’Ordine con le rispettive famiglie. Nascono amicizie che superano il semplice rapporto fra cliente e negoziante. Con alcuni di loro, con cui condivide la stessa passione della caccia, organizza battute in Puglia e serate conviviali. Uno dei clienti più assidui è un grande artista concittadino a cui piacciono moltissimo i profumi. Giuseppe Marinucci.

 

Diventeranno grandi amici, come con Sergio Zunica, Franco Pierantozzi, Lucio Cristofori, Peppe Di Micco, che ogni tanto gli dà una mano anche in negozio, Marco Sassini, Massimo Borgioni, Carlo Cupini, Adriano Botti, Fernando Malloni, Nazzareno Spinozzi, Fernando Mariani, Marco Fiori, Mario Del Prete, Gaetano Amici, Amedeo Lidio Benvignati, fra i più intimi di una lunga serie che si allunga anche fuori dai confini ascolani.

 

Il testo continua dopo le immagini

 

 

 

Filippo davanti ad un opera del grande artista ed amico Giuseppe Marinucci

In negozio con l’amico Di Sante

Con Peppe Marinucci

 

Quando Sergio apre il night club “Sestilio” a Spinetoli, Filippo e Peppe Marinucci ne diventano frequentatori abituali dopo le cene di allo “Squalo” di Tortoreto, da Marino “Cefelò” nella campagna dopo pochi tornanti lungo la strada che sale verso Colle San Marco, o a “La Frontiera” dell’amico Gigi Gentili a Castel di Lama. Divideranno tutto. I successi e le inquietudini dell’artista, le tante serate di spensierata bisboccia, diversi viaggi e tanti Carnevale. Filippo è puntualmente in maschera, ma mai in concorso. Quasi sempre da solo, spesso con il suo amico Sergio Zunica. Memorabili loro due nei panni dei due celeberrimi bronzi di Riace, scolpiti da uno scultore vero, Peppe Marinucci appunto. O in quelli dei protagonisti coulored del serial televisivo “Radici”.

 

Filippo, un anno nel costume di un Sandokan tale e quale, è un perfezionista nell’approntamento delle sue maschere. I suoi travestimenti sono sempre molto accurati, spesso ispirati da idee e intuizioni vincenti del suo amico Peppe. Marinucci non sarà l’unico artista a varcare la soglia della profumeria di Filippo Cocci Grifoni. Lo farà anche il famoso tenore Mario Del Monaco con i suoi pantaloni da cavallerizzo, che Filippo ricorda ancora oggi. Oltre al talento ascolano Carlo Cava, un basso della lirica che si è esibito nei teatri di mezzo mondo, spesso in compagnia della moglie, Carla Piro, già legata sentimentalmente al grande pittore Renato Guttuso. O l’altro fenomeno ascolano della lirica, il tenore Antonio Galiè. Un altro dei grandi amici di Filippo che non ci sono più.

 

 

 

 

Il fotoreporter

 

È un amico, Giuseppe Paoletti, a presentargli Mario Falsaperla in occasione del suo matrimonio con Maddalena, una ragazza di Force. Sarà proprio lui, Mario, a introdurlo nel bel mondo delle star e starlette nazionali dello spettacolo, dello sport e dei motori. Fotografi di scena nel mondo del cinema, e fotoreporter di prestigiosi eventi sportivi, infatti, i fratelli Mario e Vincenzino Mancinelli Falsaperla hanno il loro studio in corso Buenos Aires a Milano, dove Filippo non manca mai per le grandi occasioni.

 

Con Adriano Celentano e Giuseppe Paoletti

Con Ornella Muti

Giuseppe Marinucci con Adriano Celentano

 

Fotografi, fra i tanti altri vip, di Ornella Muti e Adriano Celentano, Milly Carlucci e Claudia Mori, permettono a Filippo Cocci Grifoni di essere accreditato, per oltre un decennio, come fotografo ai box dei Gran Premi di Formula Uno a Monza e Imola. Sono gli anni di Mansell, Alboreto, Senna e Prost. Moto e motori nel sangue. Nel teramano acquista la sua moto Laverda e la minimoto che vediamo nella foto, restaurata di recente grazie all’intelligenza artificiale. È un modello fedele in scala della plurititolata MV Agusta di Giacomo Agostini.

 

 

Vive anche la grande epopea dell’Ascoli Calcio, ma la progressiva e inarrestabile degenerazione di questo mondo lo segna. «Il calcio mi piaceva – ricorda Filippo – avevo il mio abbonamento stagionale in tribuna centrale. Ho vissuto tutti gli anni d’oro dell’Ascoli, ma dopo il primo scandalo delle scommesse non sono più andato allo stadio».

 

In compenso quello di “donne e motori” sono un binomio inscindibile anche per Filippo Cocci Grifoni.

 

Attrici, miss e starlette

 

Filippo è sempre stato, oltre che grande estimatore, anche molto sensibile al fascino femminile, ma le donne più importanti della sua vita sono state solo loro tre. La moglie Domenica, ottantuno anni, fino ad oggi, di amore e vita condivisa da quel loro primo incontro, in prima elementare, a scuola, del 1945.

 

Filippo con Domenica da fidanzati

In luna di miele

Filippo al mare con le tre donne della sua famiglia

Con la figlia

 

E non è ancora finita. Si sono sposati nel 1965, e da quella unione sono nate due figlie. Roberta, oggi insegnante universitaria, nel 1966, che sposerà Mauro Mario Mariani, un medico poi assurto a ruolo di celebrità televisiva grazie a Massimiliano Ossini, e poi Alessandra, invece, nel 1969, oggi ingegnere chimico. La prima lo renderà nonno con l’arrivo di Alice e Matteo, la seconda, futura signora Di Felice, con quelli di Alessio e Ivan.

 

Tornando alle star Filippo Cocci Grifoni conserva ancora le foto con affettuose dediche ricordo di molti personaggi dello spettacolo, come Sandra Milo, Sylva Koscina, Carmen Russo, fra le altre. Ma anche di professioniste del filone hard, come Lilli Carati e Ilona Staller, universalmente meglio conosciuta come “Cicciolina”. Da grande conoscitore ed estimatore della bellezza femminile, Filippo figura spesso fra i componenti delle giurie dei concorsi di bellezza più prestigiosi.

 

In giuria ai concorsi di bellezza

Miss anni 80 con Barbara Capponi nel gruppo

Filippo sempre circondato da belle ragazze

 

Frequenta le discoteche e i ritrovi più in della zona di quegli anni, come, fra gli altri, il Silver Moon di Martinsicuro. Con l’etichetta, suggerita certamente dal suo charme e savoir faire, ma mai sbandierata, di potenziale e irresistibile conquistatore. Ma Filippo si impegnerà anche in cose più serie. Nella Protezione Civile ad esempio, frequentando i corsi di volontario e di cucina in emergenza, e conseguendo i relativi attestati.

 

Gli aneddoti

 

Gli operatori nelle attività commerciali al pianterreno di quell’enorme, moderno palazzone sorto appena oltre il ponte di Porta Maggiore, comporranno, idealmente, a cavallo fra gli anni Sessanta e Ottanta una grande famiglia. A fianco della profumeria di Filippo c’è la piccola edicola di Ninuccio gestita dalla moglie Vincenzina e dalla nipote Giulietta. Svoltato l’angolo Giuliano Cittadini e la sorella Pina, con suo marito Franco Pierantozzi, animano la loro

 

Gli amici della Pavimenti Modern Franco Pierantozzi e Pina Cittadini

Gino Peroni al volante di uno dei suoi bolidi da gara

Romeo il meccanico

 

“Pavimenti Moderni”, azienda per decenni leader a livello interregionale nel settore delle nuove pavimentazioni resilienti. Gli stessi locali avevano ospitato in precedenza la rivendita di generi alimentari di Cipollini e un piccolo autosalone, con Alfredo Mancini prima, e Gino Peroni poi. Quindi la barbieria di Piero Cicconi, e poi il bar Europa dei fratelli Bastià e Celestì, cioè Edoardo e Celestino Sciamanna. Il portiere dello stabile è il mitico “Toro”, al secolo Domenico Cataldi, un altro personaggio sempre dalla battuta pronta, ciarliero, dinoccolato e un po’ filosofo.

 

Pochi metri prima, lungo Corso Mazzini, aperto a lungo al traffico automobilistico nel doppio senso di marcia, con tutto il relativo inquinamento acustico e dell’aria causato dagli scarichi e dai rumori delle auto, c’erano altre attività affacciate su quell’ultimo tratto dell’antico decumano massimo della Asculum romana. Romeo Lazzarini, il meccanico ciclista, un ramaio, o, meglio, nu callarà, di Force, e persino un calzolaio che riparava, come ancora si usava fare allora, le vecchie scarpe.

Con il maestro Marinelli

Con Roberto Capocasa

 

Tanti gli aneddoti di una vita da profumiere. Come quella volta che una distinta signora della Ascoli bene gli chiede se avesse anche il profumo Saint Honorè, equivocando il nome del rinomato dolce con la prestigiosa griffe della moda francese Saint Laurent. Con il negozio pieno di clienti Filippo non può esimersi dalla pronta e risposta alla comica richiesta: «No signora. Io, purtroppo, non ce l’ho… ma può provare a chiedere se l’avessero, magari, da Meletti…».

Con Claudio Speranza

 

O come quell’altra, quando un timido e sempliciotto aspirante acquirente di profilattici ne chiedesse a bassa voce una scatolina, definendoli castamente «…ombrelletti». Con Filippo che, paraculo come sempre, finge di non capire, chiedendo al malcapitato più dettagliate spiegazioni sulla natura e sulle funzioni dei misteriosi dispositivi desiderati.

 

Come in ogni giorno della sua vita, Filippo Cocci Grifoni, ha saputo profumare, con una battuta e una risata, anche la quotidianità di tutti quelli che varcavano la soglia della sua profumeria. Con arguzia e profondità, con umanità soprattutto, strizzando, comunque, sempre l’occhio alla vita. E con quel sorriso sornione, che non ha mai perso, stampato sotto i baffoni.

 

 

 

 


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