Tac fuori uso all’ospedale “Madonna del Soccorso” di San Benedetto, dove dal primo pomeriggio di oggi si è fermato il macchinario di ultima generazione, utilizzato dall’intera struttura ospedaliera, dai pazienti esterni e – da qualche giorno – anche dal Pronto Soccorso.

La nuova Tac del “Madonna del Soccorso” di San Benedetto
Da giorni, infatti, risultava già fuori uso la Tac del Pronto Soccorso, destinata al Dipartimento di Emergenza, anch’essa bloccata a causa di un guasto tecnico. Per far fronte all’emergenza, negli ultimi giorni era stata utilizzata proprio la Tac centrale dell’ospedale, ora però a sua volta inutilizzabile, lasciando il presidio sambenedettese temporaneamente privo di strumentazione diagnostica fondamentale.
I tecnici si sono messi immediatamente al lavoro per individuare l’origine del problema e tentare di ripristinare il macchinario nel più breve tempo possibile. Tuttavia, l’assenza contemporanea delle due apparecchiature rischia di avere conseguenze importanti soprattutto sulla gestione delle emergenze.
Nel frattempo l’Ast ha attivato un doppio percorso organizzativo.
I pazienti con patologie tempo-dipendenti, ovvero quei casi in cui ogni minuto può fare la differenza – come sospetti ictus, traumi cranici gravi o politraumi – vengono trasferiti direttamente all’ospedale “Mazzoni” di Ascoli Piceno oppure, se necessario, al “Murri” di Fermo, se la struttura ascolana è già impegnata in altre emergenze.
La scelta risponde alla necessità di garantire interventi tempestivi in ospedali abilitati ad affrontare situazioni ad alta complessità.
Per i pazienti che necessitano di un esame Tac in tempi rapidi ma si trovano in condizioni cliniche stabili, è invece stata attivata una convenzione con la struttura privata Villa Anna, dove potranno essere sottoposti all’esame diagnostico per poi rientrare al Pronto Soccorso del “Madonna del Soccorso” e proseguire il percorso di cura.
I trasferimenti vengono effettuati in ambulanza e, a seconda della gravità del caso, con la presenza a bordo di medico, infermiere o personale volontario.
Nonostante i reparti di emergenza di Ascoli e San Benedetto si siano riorganizzati per affrontare al meglio la situazione, appare inevitabile il rischio di rallentamenti, soprattutto per i codici meno gravi. Una criticità che pesa ancora di più considerando il periodo: il fine settimana, infatti, rappresenta tradizionalmente uno dei momenti di maggiore afflusso nei Pronto Soccorso del territorio.
L’auspicio è che il guasto possa essere risolto in tempi brevissimi. In caso contrario, oltre alle urgenze, potrebbero subire ripercussioni anche le attività diagnostiche programmate, con il possibile rinvio delle visite già calendarizzate.
m.n.g.
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