Il Sestiere di Sant’Emidio vince l’edizione 2025 del concorso dei ponti dipinti, aggiudicandosi il XIX Trofeo “Ivan Paolini – Dipingi il tuo Ponte”, dedicato alla memoria dello storico sbandieratore rossoverde, figura indimenticabile della tradizione quintanara e promotore dell’iniziativa.

 

A realizzare l’opera giudicata dalla commissione la più bella è stato proprio il gruppo dei rossoverdi, che ha saputo distinguersi per creatività, impegno e passione, conquistando il riconoscimento in occasione delle celebrazioni dedicate al patrono Sant’Emidio.

 

Ivan Paolini è stato uno degli ideatori del rituale diventato, nel corso del tempo, una vera e propria tradizione: era lui, infatti, a preparare su carta i disegni destinati poi a prendere vita sull’asfalto.

 

Un momento della premiazione

La sua scomparsa, avvenuta il 18 dicembre 2004, ha lasciato un vuoto profondo nella comunità quintanara. Da allora, gli amici più cari hanno voluto ricordarlo attraverso questo trofeo. Con la premiazione dei disegni dei ponti si chiude ufficialmente la diciannovesima edizione del concorso ma, allo stesso tempo, prende il via il cammino verso l’edizione 2026. La giuria del concorso è composta da un rappresentante per ogni sestiere, con votazioni da 1 a 5, ad eccezione del proprio lavoro, che non può essere valutato. A questi si aggiungono “Gli Amici di Ivan”, che dispongono di voti da 1 a 6 e possono esprimere la propria preferenza per tutte le opere in gara.

 

Il regolamento prevede l’uso esclusivo di vernici lavabili: è vietato l’utilizzo di bombolette spray e non sono ammessi spirografi, nemmeno per la sola tracciatura. La speranza degli organizzatori è che questi lavori vengano rispettati e preservati, evitando atti di inciviltà che possano rovinare i capolavori realizzati dai giovani artisti e privare i cittadini e i turisti che vengono a visitare la nostra città della possibilità di ammirarli.

 

Un sentito ringraziamento è stato rivolto al Consiglio degli Anziani, nella persona di Alberto Forlini, per la partecipazione e la vicinanza dimostrata al mondo quintanaro, così come a tutti coloro che hanno voluto essere presenti all’evento, in particolare ai ragazzi della Piazzarola, sempre partecipi e vicini alla manifestazione.

 

Il Trofeo “Ivan Paolini” continua così a vivere nel segno della memoria e della passione. Appuntamento al prossimo ponte: buon Ponte 2026 a tutti. La composizione, concepita come una maestosa vetrata verticale alta circa 42 metri, si sviluppa in una struttura affusolata che rimanda alle bifore delle cattedrali gotiche, scandita da una cornice cordonata che guida l’occhio lungo l’asse della rappresentazione.

 

Il disegno si configura come un raffinato esempio di arte devozionale ispirata al gotico internazionale, con richiami alla spiritualità medievale e alla tradizione iconografica cristiana, rielaborati con moderna perizia e coerenza estetica. L’opera si distingue per profondità simbolica, rigore formale e potenza evocativa.

 

 

Il ponte di Sant’Emidio

Al centro è raffigurata la Madonna con il Bambino, con la scritta “Regina Pacis”. Il volto della Vergine è raccolto e assorto, espressione di una maternità sacra, mentre il Bambino benedice con la mano destra ed è avvolto in un mantello che reca il grifone rampante del sestiere, segno dell’investitura celeste che avvolge il popolo rossoverde. La scelta della “Regina della Pace” sottolinea il bisogno universale e comunitario di serenità, armonia e protezione divina. Nel cuore della rappresentazione si snoda un raffinato tralcio di racemi stilizzati, che si intrecciano con scudi araldici e simboli: una metafora visiva del legame tra identità del sestiere, della città e della tradizione cristiana.

 

Alla base domina la figura austera di Sant’Emidio, raffigurato frontalmente con mitria e pastorale, icona e protettore della città di Ascoli. Il suo sguardo penetrante richiama alla responsabilità e alla fermezza spirituale. Il libro che tiene tra le mani è simbolo di sapienza e custodia della fede, mentre il motto “Grifus Domini”, scolpito in calce, riassume l’identità del sestiere come strumento del divino volere.

 

Non è solo una rappresentazione artistica, ma una vera e propria narrazione per immagini, un inno alla protezione, alla tradizione e alla continuità spirituale: ogni elemento, dalla Regina Pacis a Sant’Emidio, è pensato per evocare uno stato d’animo collettivo e rinsaldare il legame con il sacro, con la città e con l’eredità del sestiere.

 

Il disegno è una dichiarazione di appartenenza, memoria e visione: un ponte tra terra e cielo, tra passato e futuro, tra devozione e creatività. È un atto di fede nel valore della bellezza come veicolo di identità e comunione.

 

Il ponte di Porta Tufilla

 

Il ponte di Porta Romana

 

Il ponte della Piazzarola

 

Il ponte di Porta Maggiore

 

Il ponte di Solestà

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