Le Marche confermano il proprio ruolo di primo piano nelle strategie europee di contrasto alla crisi climatica. La Giunta regionale ha approvato l’adesione ufficiale al “Manifesto per rafforzare la resilienza climatica e l’adattamento delle regioni marittime”, documento promosso nell’ambito di Ecomondo 2025 che invita le istituzioni europee e nazionali a mettere i territori costieri al centro delle politiche ambientali.
L’iniziativa assume un valore prioritario per la regione, che conta oltre 170 chilometri di litorale ed è esposta a rischi crescenti quali l’erosione, le mareggiate, l’innalzamento del livello del mare ed eventi meteorologici estremi. Un percorso in cui la Regione si presenta forte anche del proprio ruolo di coordinamento internazionale, ricoprendo la vicepresidenza del Gruppo di lavoro sul Clima della CPMR (Conferenza delle Regioni Periferiche Marittime d’Europa).
Sui contenuti dell’intesa e sulle prospettive per la fascia costiera marchigiana è intervenuto l’assessore regionale all’Ambiente, Tiziano Consoli: «L’adesione rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso che le Marche hanno intrapreso per rendere il territorio più resiliente agli effetti dei cambiamenti climatici. Le regioni costiere sono in prima linea di fronte a fenomeni che hanno conseguenze sempre più evidenti sull’ambiente, sull’economia e sulla sicurezza delle comunità. Per questo servono politiche coordinate, investimenti adeguati e una forte collaborazione tra istituzioni, mondo della ricerca e imprese. «È lo stesso approccio che abbiamo portato recentemente all’High-Level Political Forum delle Nazioni Unite a New York, dove abbiamo presentato il modello di sviluppo sostenibile delle Marche e il lavoro svolto sul Piano regionale di adattamento ai cambiamenti climatici. In quella sede abbiamo ribadito che sostenibilità, resilienza e adattamento devono tradursi in scelte concrete e misurabili. Con questa adesione vogliamo contribuire a rafforzare il ruolo delle regioni marittime nelle future politiche europee, affinché possano disporre degli strumenti necessari per affrontare le sfide climatiche dei prossimi anni.»















