Estate da record quella 2026

 

Le analisi scientifiche mettono il timbro dell’ufficialità su una sensazione già diffusa in lungo e in largo tra le persone che stanno vivendo queste torride settimane: l’estate 2026 è la più calda degli ultimi decenni. Lo dice un report realizzato dal Servizio Agrometeo Amap della Regione Marche, realizzata sulla base delle rilevazioni di 14 stazioni di monitoraggio climatico, considerate rappresentative dell’intero territorio regionale, Piceno compreso.

 

Al 5 agosto, la temperatura media dall’avvio della stagione meteorologica (iniziata il 1° giugno) ha raggiunto i 25,1 gradi, superando già il precedente primato del 2003, quando nello stesso periodo si erano registrati 24,8 gradi.

 

Ancora più distante il dato del 2024, fermo a 24,5 gradi. Un confronto particolarmente significativo, visto che il 2003 e il 2024 rappresentano, rispettivamente, la prima e la seconda estate più calda mai registrata dal 1961.

 

A rendere ancora più evidente l’eccezionalità di questa stagione è il numero di giornate con temperature massime oltre i 35 gradi. Nel 2026 sono state 16, il doppio rispetto alle otto del 2003 e cinque in più delle 11 registrate nel 2024.

 

Anche le cosiddette “notti tropicali”, quelle durante le quali la temperatura minima non scende sotto i 20 gradi, sono state 15: una in meno rispetto al 2024, ma tre in più rispetto al 2003. Ma è soprattutto la continuità del caldo a distinguere il 2026 dalle altre due estati prese a confronto.

 

Quest’anno, infatti, si è verificata una sola vera fase fresca, alla fine di luglio, durata circa cinque giorni. Per il resto, una lunga parentesi di temperature sopra la norma è iniziata già intorno alla metà di giugno e si è protratta fino alla pausa di fine luglio. Poi, con l’arrivo di agosto, è partita una nuova intensa ondata di calore che, secondo le previsioni disponibili al momento dell’analisi, potrebbe proseguire almeno fino a Ferragosto. Anche il confronto con il 2003 racconta una storia differente.

 

Ventitré anni fa il caldo fu particolarmente persistente nella prima parte dell’estate, soprattutto a giugno, mentre la seconda fase torrida, sviluppatasi nella seconda metà di luglio, fu interrotta da almeno due periodi nei quali le temperature tornarono più vicine alla media.

 

Nel 2024, invece, si registrò una sola grande ondata di calore, concentrata soprattutto nel mese di luglio e spezzata soltanto da una breve pausa. Il dato forse più significativo è quindi quello relativo ai giorni complessivamente più caldi della norma climatica: sono stati 57 dall’inizio dell’estate nel 2026, contro i 53 del 2003 e i 50 del 2024.

 

Un ulteriore elemento che, a meno di un mese dalla conclusione dell’estate meteorologica, fotografa una stagione destinata a lasciare un segno nella storia.

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