
Foto di gruppo al Picchio Village
Ieri mattina al Picchio Village, ad allenamento concluso e palloni riposti negli spogliatoi, il clima era ancora quello di una bella sorpresa. I componenti del neo-costituito Gruppo Picchio Village hanno atteso la fine dell’allenamento mattutino (erano le 12,30 passate) per fare entrare nel centro sportivo bianconero con un omaggio a mister Francesco Tomei e al suo staff che ha unito passato e presente in modo del tutto inaspettato.

Mister Tomei con la targa donata dai tifosi
Il dono principale è stato una targa: al suo interno, riprodotto fedelmente, un vecchio articolo di giornale che raccontava di un Chieti-Sambenedettese finito 1-1. Anno 1992, autore del gol del pareggio per i teatini: proprio Francesco Tomei, uno dei 13 centri della sua carriera da calciatore. Un numero modesto, come lui stesso non ha mai mancato di ricordare con autoironia, ma reso ancor più prezioso dal dettaglio che la rete era arrivata contro i “cugini” rossoblù, i rivali del derby del Piceno poi ritrovati in campo l’anno scorso, dopo quasi quarant’anni di assenza.
A fare il paio con la targa, la lettura di una pergamena consegnata al mister tra gli applausi dei presenti. «Stai lasciando un segno indelebile e qui sarai sempre e comunque come a casa», recitava il testo, prima di elencare, con tono affettuoso e di stima, le cose che i tifosi hanno imparato guardando Tomei lavorare giorno dopo giorno: «il tuo metodo di lavoro», «il migliorarsi giorno per giorno», «il tuo stare dentro al lavoro», l’umiltà, il rispetto delle regole, e anche «i tuoi silenzi, le tue passeggiate solitarie dopo le rifiniture». «Ci hai insegnato a goderci il percorso», concludeva la pergamena, «che in fondo è un po’ il segreto della vita».

Lo staff tecnico legge i vecchi articoli di giornale portati dai tifosi
Un tifoso ha arricchito ulteriormente la mattinata portando un album ricolmo di ritagli di giornale: pagine ingiallite che attraversano decenni di storia bianconera, un archivio affettivo che non si trova su nessun motore di ricerca.
Al termine della breve ma gradevole cerimonia, un aperitivo augurale in compagnia dello staff tecnico, prima della foto ricordo di rito. Piccoli gesti, ma anche la conferma che intorno all’Ascoli degli ultimi due anni si sta costruendo qualcosa che va ben oltre il campo.













