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Uffici comunali aperti
su appuntamento,
dipendenti a casa con il telelavoro

ASCOLI - Lo "smart working" diventa la modalità di lavoro ordinario ad eccezione dei servizi indifferibili da rendere in presenza e quelli legati all'emergenza come la Polizia Municipale e la Protezione Civile, la segreteria del sindaco, la registrazione di nascite e morti

di Renato Pierantozzi

Anche il Comune di Ascoli ha regolamentato lo “smart working” per i dipendenti alla luce del Coronavirus che ha contagiato purtroppo anche alcuni lavoratori dell’Arengo. Il dirigente Alessandra Cantalamessa ha firmato la determina che dà il via al telelavoro al pari di tantissimi altri enti a seguito del decreto del premier Conte dell’8 marzo scorso. In particolare il “lavoro agile” viene individuato come modalità ordinaria della prestazione lavorativa fino al 25 marzo 2020, salvo ulteriori disposizioni di proroga da parte delle autorità governative che prorogheranno automaticamente anche gli effetti della determinazione dirigenziale”.

Restano esclusi invece le attività strettamente funzionali alla gestione dell’emergenza e dei servizi definiti “indifferibili da rendere in presenza”. Si tratta dei servizi di Polizia Municipale e di Protezione Civile, servizi relativi ai “Rapporti con il cittadino, gestione documentale e comunicazione pubblica”; segreteria del Sindaco; servizi di custodia strutture esterne; servizi informatici (CED); servizi di front-office di carattere demografico, limitatamente alla registrazione delle nascite e delle morti. Inoltre è stato disposto che l’erogazione dei servizi al pubblico avverrà esclusivamente previo appuntamento telefonico ai numeri reperibili sul sito istituzionale, oppure tramite accesso ai servizi disponibili on line, consultabili sempre sul portale dell’Arengo .



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