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Coronavirus, ecco come lavorano
le Unità speciali di continuità assistenziale
Dal Gores, altri 25 decessi nelle Marche

EMERGENZA CORONAVIRUS - Come sono organizzate e qual è il loro ruolo nella gestione domiciliare dei pazienti Covid e sospetti. Le Usca sono coordinate da medici di medicina generale con oltre 10 anni di esperienza, 7 nel Distretto di Ascoli e 5 in quello di San Benedetto
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Sono attive dall’1 aprile le Unità Speciali di Continuità Assistenziale (Usca), nate dall’esigenza di dare una risposta sanitaria territoriale efficace ed efficiente alle persone affette da Covid-19 evitando il più possibile il ricorso alle cure ospedaliere e riducendo così l’afflusso ai reparti.

Le Usca, costituite da una equipe composta da un medico ed un infermiere con la funzione di prendere in carico e gestire il decorso clinico di un paziente positivo al Covid-19 che potrebbe averlo contratto, hanno sede per il Distretto di Ascoli nell’ex ospedale “Luciani”, per San Benedetto nel complesso ospedaliero).

Le Unità speciali sono operative sette giorni su sette (dalle ore 8 alle 20) direttamente presso il domicilio dei pazienti e si avvalgono, in un’ottica di collaborazione tra Servizi Ospedalieri e Territoriali dell’Area Vasta 5, anche degli operatori socio-sanitari del Servizio di Infettivologia, della Farmacia Ospedaliera, dell’Unità Cardiopolmonare e dell’Ambulatorio di Pneumologia Territoriale.

L’organizzazione delle Usca prevede una serie di attività che si svolgono secondo diversi livelli di intervento a seconda delle funzioni dei membri che ne fanno parte. Al medico di medicina generale “senior” (cioè, con all’attivo più di dieci anni di servizio), spetta il compito di gestire le segnalazioni di pazienti Covid o sospetti che pervengono dai medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e medici di continuità assistenziale. Ne sono stati individuati 7 per il Distretto di Ascoli  e 5 per quello di San Benedetto. l “senior” deve accertarsi dello stato di salute dei pazienti segnalati ed attivare una Usca che viene inviata presso il domicilio dell’assistito, ogni volta che lo si ritiene necessario, con tutte le dotazioni e protezioni atte a fornire la migliore assistenza. Il medico di medicina generale “senior” può avvalersi della consulenza di un pediatra di libera scelta per pazienti di età inferiore ai 6 anni.

L’attività del medico e dell’infermiere delle Usca è invece quella di effettuare un triage telefonico dei pazienti segnalati dal medico di medicina generale “senior” all’inizio di ogni nuovo turno di lavoro, avvalendosi della storia clinica del paziente, appresa dal medico “senior” e dal sistema delle Cure Primarie. Il medico e l’infermiere si recano, con equipaggiamento adeguato, a casa dei pazienti in base alle priorità stabilite sempre da “senior”, segnalando eventualmente al Distretto Sanitario la necessità di effettuare sul paziente una consulenza specialistica. Per ogni paziente compilano inoltre una scheda che riassume le sue condizioni di salute, da inviare al suo medico di medicina generale, e una scheda per la richiesta di farmaci relativi al trattamento dell’infezione da Covid-19 da inoltrare alla Farmacia Ospedaliera.

Per quanto riguarda l’aggiornamento di oggi, 4 aprile, relativo ai decessi a causa del Coronavirus nelle ultime 24 ore, il Gores annuncia altre 25 persone, di età compresa tra i 58 e i 95 anni. Nella regione, dall’inizio della Pandemia, i morti salgono a 599, 74 nella provincia di Macerata, 343 in quella di Pesaro, 121 ad Ancona, 48 a Fermo, 7 ad Ascoli. L’età media è di 79,6 anni, nel 94,5% dei casi avevano patologie pregresse.  

 

 



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