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Le ripercussioni del Coronavirus
sull’economia delle aree interne:
le preoccupazioni
del sindaco Alvaro Cesaroni

COMUNANZA - Il primo cittadino non azzarda previsioni ma si chiede quante, tra strutture ricettive e aziende che si stavano rialzando dopo il terremoto, sopravviveranno dopo un fermo prolungato. Controlli in paese fuori e dentro i supermercati: «Ora quello che conta è la salute. Non si può uscire per comprare una carota o un panetto di burro. La spesa si deve fare per tutta la settimana»
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Il sindaco di Comunanza Alvaro Cesaroni, durante il minuto di silenzio in memoria delle vittime del Coronavirus e per rendere omaggio agli operatori sanitari

di Maria Nerina Galiè

Il grido di allarme per le grave crisi a cui sta andando incontro la stagione turistica è ormai lanciato da tutti. Va ancora peggio per le aree interne del Piceno che puntavano su questo settore per rilanciare la propria economia dopo la batosta del terremoto del 2016. Per la prima volta appare scoraggiato su questo fronte anche Alvaro Cesaroni, sindaco di Comunanza, uno dei promotori, nel post sisma, delle iniziative per ridare uno slancio alle zone montane. «Diverse strutture ricettive e ristoranti non lavoreranno a Pasqua, durante i ponti di aprile e maggio e probabilmente nemmeno questa estate – ammette Cesaroni – e non so quante ne sopravviveranno. Sono poche quelle hanno avuto il tempo di riprendersi e capitalizzare dalle difficoltà dovute al terremoto». Così le aziende: «Lo stabilimento Whrilpool è fermo per le restrizioni imposte e pure tutto l’indotto. In questo caso il lavoro dipende dagli scenari internazionali. E’ presto dire cosa accadrà dopo la Pandemia. Certo però che anche in questo caso, le attività non capitalizzate potrebbero soccombere per un fermo prolungato».

I sindaci dell’entroterra piceno e fermano al Mise

Cesaroni si era battuto per lo stabilimento Piceno della Whrilpool quando le cose potevano mettersi male, fino a creare un gruppo compatto di sindaci del circondario e presenziare ad importanti incontri al Ministero dello sviluppo economico al fianco delle organizzazioni sindacali. Stava portando avanti, con la nuova Giunta, programmi ideati nel suo primo mandato e che hanno visto lavorare insieme enti e aziende (il Mercato della Terra, la cooperativa di Comunità, la Festa delle Pro Loco, il consorzio per il lago di Georosa, per citarne alcuni) per creare un’alternativa, o meglio ulteriori opportunità di lavoro. Era stato capofila, coinvolgendo diversi Comuni del Piceno e del Fermano, del piano di ammodernamento della Valdaso, con i 5 milioni di euro degli sms solidali. Per l’importanza delle infrastrutture nel percorso di rivitalizzazione di territori che hanno tanto da offrire e che per questo meritano di essere raggiunti senza troppi disagi. E’ di pochi giorni fa la notizia dell’approvazione da parte della Regione Marche dello schema della convenzione con l’Anas per l’avvio della progettazione dei lavori nel tratto tra la frazione San Biagio Vignola di Montefalcone Appennino e Ponte Maglio di Santa Vittoria in Matenano. La strada, di proprietà dell’Anas, si estende per oltre 42 chilometri, dall’innesto della Statale 16 a Pedaso  all’innesto della 78 a Comunanza. Il tratto da adeguare prevede il miglioramento del tracciato, della piattaforma stradale, opere di contenimento e di raccolta delle acque meteoriche. Il progetto verrà predisposto in tre lotti per consentire il completamento con le risorse assegnate, economie ed, eventualmente, con quelle delle manutenzioni programmate.

Alvaro Cesaroni non azzarda ancora previsioni. E non è tipo da restare a braccia conserte in attesa di misure assistenziali. Però certo c’era rimasto male di fronte al voltafaccia dell’Unione Europea, poi tornata sui suoi passi, quando sembrava propensa a volersi tirare indietro di fronte allo scopo per cui è nata, ed in cui il sindaco di Comunanza ha sempre creduto, quello della solidarietà tra Stati.

A Comunanza nel frattempo tra distanziamento sociale e regole da rispettare si va avanti tutto sommato abbastanza bene e senza contagi per ora, secondo il primo cittadino che non si fa problemi ad ammonire i suoi concittadini se ne vede troppi in giro. Perché ritiene che al momento l’unica cosa che conta è la salute.

L’assessore Francesca Perugini con i volontari della Croce Rossa, pronti alla consegna delle mascherine

«L’emergenza non è terminata – tuona Cesaroni – ho visto un aumento del numero di persone in giro. Non va bene! Dobbiamo seguitare a stare in casa per non vanificare ciò che abbiamo fatto fino ad oggi.

Abbiamo disposto il controllo all’uscita dei supermercati, non più all’ingresso, perché non si può uscire di casa per comprare una carota o un panetto di burro. La spesa si deve fare per tutta la settimana».

I controlli nei supermercati, svolti dai due vigili urbani del paese e dai carabinieri della locale stazione, sono anche volti al controllo delle persone che arrivano da fuori Comune. «Lo possono fare – spiega Cesaroni- perchè in molti paesi limitrofi non ci sono negozi di alimentari. Però controlliamo che non si tratti di cittadini sottoposti a quarantena o addirittura positivi, con l’autodichiarazione che poi verifichiamo con le autorità dei Comuni di residenza».

Da questa settimana è anche partita la consegna agli over 65 anni, avvalendosi dei volontari anche i temporanei della Croce Rossa coordinati dall’assessore Francesca Perugini, delle mascherine che l’amministrazione comunale ha acquistato dall’azienda comunanzese Kiro.  Sono inoltre state avviate le modalità di assegnazione dei buoni spesa che in totale ammontano a 20.000 euro.

 



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