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Delitto Cianfrone,
riaperta la pista ciclabile

SPINETOLI - Il tratto tra Pagliare a Stella di Monsampolo, sul lungofiume, era chiuso dal 3 giugno, subito dopo l’omicidio del carabiniere. Tante le persone tornate a praticare attività. La rassicurazioni del sindaco Luciani: «La gente è scossa ma non siamo nel Far West»

In tanti sono tornati sulla ciclabile

E’ stato finalmente riaperto il tratto di pista ciclopedonale da Pagliare a Stella di Monsampolo, sul lungofiume, i cui accessi erano stati transennati subito dopo l’omicidio di Antonio Cianfrone, il carabiniere di 50 anni ucciso da quattro proiettili la mattina del 3 giugno scorso mentre passeggiava.

Il punto dove è stato ucciso Cianfrone

Tante le persone che sono tornate a praticare l’attività sportiva, o semplicemente a passeggiare con il proprio cane, lungo la pista. Un ritorno alla normalità, dopo quasi un mese di stop forzato. Per la verità, durante la chiusura molti hanno continuato a passeggiare e correre nel percorso parallelo ma più distante dalla sponda del Tronto. Sul luogo dell’agguato è rimasto solo un pezzo di nastro biancorosso utilizzato per delimitare la scena del crimine, per il resto nessun segno della spietata esecuzione.

Ora la ciclopedonale è di nuovo affollatissima, come sempre durante la stagione estiva. «Tutto tranquillo, nessuna paura – raccontano alcuni paseggiatori– anche se sembra incredibile che qualcuno sia stato ammazzato in questo posto dedicato allo sport e al relax».

L’anfratto dove si sarebbero nascosti i killer

Tranquillizza tutti il sindaco di Spinetoli, Alessandro Luciani. «Non c’è nessun allarme per la pista ciclabile, certo la gente è ancora scossa da questo terribile fatto di sangue, ma non siamo nel Far West -spiega-. Invito la comunità a stare tranquilla perché si tratta di un caso isolato. Resta per ora il bruttissimo ricordo di quanto accaduto, ma col tempo passerà. I vigili ci sono, faranno ogni tanto un giro nella zona, chiederemo più controlli, ma fin da adesso tutti possono stare tranquilli e praticare l’attività motoria senza paura. Ora quello che chiedono i cittadini è di conoscere la verità il prima possibile -conclude il primo cittadini-. Ci auguriamo che la magistratura possa individuare al più presto i colpevoli, in modo che la comunità possa sentirsi più sicura».

C.F.

Uno degli ingressi alla pista




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