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Vaccini anti Covid, ora si fa sul serio:
si parte con i sanitari a rischio
negli ospedali del Piceno

EMERGENZA CORONAVIRUS - Al "Mazzoni" e al "Madonna del Soccorso" vengono somministrate 60 dosi il 2 gennaio e altrettante il 3. Prima al personale a stretto contatto con i malati Covid, compresi gli operatori del 118. Poi ce ne sarà per tutti gli altri. Con ogni fiala della Pfizer (da scongelare poiché viene conservato a -80°) si ricavano 6 dosi, da ripetere dopo tre settimane prima che faccia effetto

 

Il dottor Mauro Turano mentre si vaccina a San Benedetto. La dose è somministrata dall’assistente sanitaria Lorenza Plevano

di Epifanio Pierantozzi
Appena 60, ma tutti inoculati ai sanitari sulla linea di fuoco del Covid-19.
«Ne vaccineremo altrettanti domani – anticipa Claudio Angelini, primario del Servizio Igiene e Sanità pubblica dell’Area Vasta 5 – e poi andremo avanti tenendo conto dell’età».
Parliamo delle “seconde” vere vaccinazioni che vanno ad inaugurare il 2021 dopo quelle del 27 dicembre scorso.

Al terzo piano, reparto Oculistica, c’è attesa da parte dei sanitari chiamati a farsi vaccinare. Precedenza a chi opera nei reparti Covid, soprattutto Pronto Soccorso.

Alle 10 e un quarto arrivano i vigilantes della Fi.Fa. con uno scatolone di polistirolo dove le dieci fiale di vaccino sono state scongelate. Ci sono tre postazioni pronte, con tanto di dottori e infermieri.
«Quando si parla del vaccino della Pfizer si deve moltiplicare sempre per sei, poiché da ogni fiala se ne ricavano appunto sei – spiega il dottor Angelini, citando i ’44 gatti’ -. Fra tre settimane si dovrà fare il richiamo. Abbiamo iniziato con i sanitari nati prima del 1961, ma ora dovremo vaccinarli tutti. Si parte dai sanitari che lavorano nei reparti Covid di intensiva e semi intensiva, per poi finire con gli operatori della degenza.

Saranno vaccinato anche gli operatori del 118 poiché sono i primi a entrare in contatto con eventuali malati. Stanno vaccinando – sempre 60 oggi e domani, poi in base alle fiale che ci verranno consegnate – anche all’ospedale “Mazzoni” di Ascoli», conclude Angelini.

Poi arrivano le fiale “scongelate” e il primario ci accompagna fuori dal reparto.

Si inizia a fare sul serio e preferiscono non avere estranei – ovvero non sanitari e non vaccinabili, per ora – a intralciare il lavoro.
Va bene così. Tanto, prima o poi, toccherà a tutti… a scalare secondo l’età. Per una volta, anziano è meglio.



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