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Casi Covid a “Villa Anna”,
il presidente Simone Ferraioli:
«Ecco com’è andata»

SAN BENEDETTO - Il responsabile della struttura privata riepiloga i fatti che hanno portato al verificarsi dei contagi. «Per ragioni precauzionali abbiamo ridotto le attività chirurgiche per una decina di giorni. Restano invece regolarmente operativi i servizi ambulatoriali»

Tre pazienti positivi al Covid nella clinica privata “Villa Anna” di San Benedetto (leggi qui l’articolo di Cronache Picene).
Ecco quello che è accaduto e le misure adottate dalla struttura, nelle parole del presidente Simone Ferraioli:
«Con riferimento all’articolo uscito in data odierna, preciso quanto segue.
Il 9 febbraio è stata inviata presso il reparto di Medicina della Casa di Cura Villa Anna, dalla Neurologia dell’ospedale “Madonna del Soccorso” di San Benedetto, una paziente con tampone molecolare negativo (è di prassi sottoporre a tampone i pazienti che vengono spostati da una struttura all’altra, ndr).
L’11 febbraio è stato effettuato dalla nostra struttura il tampone antigenico di controllo sulla stessa paziente: ancora negativo.
Lo stesso giorno però, la Neurologia del “Madonna del Soccorso” ha contattato il nostro reparto per comunicare un caso di positività della compagna di stanza della paziente a noi inviata il 9 febbraio.
Alla luce di ciò, abbiamo provveduto immediatamente ad isolare in via precauzionale la paziente in area depressurizzata e ripetuto il test antigenico.
Il 13 febbraio la donna è risultata positiva.
A questo punto, purtroppo, il contagio era avvenuto anche sulle compagne di stanza, per cui, dopo averle isolate tutte, abbiamo provveduto all’invio presso gli ospedali di Ascoli e San Benedetto nei reparti Covid di competenza.
I test effettuati ad oggi su tutti gli altri pazienti e sul personale della struttura, già vaccinato nel mese scorso, sono risultati negativi.
Per ragioni precauzionali abbiamo sospeso, di concerto con gli ospedali della provincia, gli invii di ulteriori pazienti, e proceduto ad una riduzione delle attività chirurgiche per lasciare libero un intero piano della struttura, con camere depressurizzate, per isolare eventuali altri casi.
Restano regolarmente operativi i servizi ambulatoriali, contiamo di riprendere a pieno regime anche le attività chirurgiche da lunedì 1 marzo, ovvero decorsi più di dieci giorni dalla rilevazione del primo caso di positività».


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