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Vaccini, poco Pfizer ma anticipate
le forniture di Moderna,
Astra Zeneca e Janssen

EMERGENZA CORONAVIRUS - Nell'Area Vasta 5 non preoccupa più di tanto il rallentamento della fornitura di dosi annunciata dall'assessore regionale Saltamartini. Picciotti: «E' possibile che rinvieremo di 48 ore i richiami. Ma se accadrà gli utenti saranno avvisati»
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Vaccini ad Ascoli e San Benedetto

Preoccupa un po’, anche in Area Vasta 5, il rallentamento delle forniture dei vaccini annunciato dall’assessore regionale delle Marche Filippo Saltamartini (leggi qui).

Già la scorsa settimana era accaduto che qualcuno, a cui era stato destinato il Pfizer, era stato rimandato a casa i primi giorni della settimana. Oppure lasciato in attesa, nei punti vaccinali di Ascoli e San Benedetto, di Astra Zeneca (leggi qui).

Mercoledì scorso, giorno di arrivo del Pfizer, sono arrivate 6.000 dosi. Altre arriveranno mercoledì prossimo.

Ma nel frattempo, venerdì 30 aprile, c’è stata una fornitura anticipata di Moderna, Astra Zeneca e il nuovo Janssen (Johnson & Johnson).

«Certo, se Pfizer fosse utilizzato secondo necessità, circa 1.500 dosi al giorno compresi gli accantonamenti per i richiami, non sarebbe sufficiente per coprire sette giorni», ha specificato la dottoressa Giovanna Picciotti, direttore del Distretto Sanitario di Ascoli.

«Per questo probabilmente rimoduleremo il criterio di somministrazione, ovviamente nel rispetto di ciò che è più adatto, di volta in volta, per l’utente. 

Intanto, se non ci saranno dosi sufficienti di Pfizer, tra lunedì e martedì, è più probabile che rinvieremo di 48 ore le seconde dosi piuttosto che mandare a casa chi è prenotato per le prime.

Non è un problema rinviare i richiami di qualche giorno. E certamente, se questo avverrà, telefoneremo alle persone che, eventualmente, non dovranno presentarsi».

Moderna, Astra Zeneca e Janssen (quest’ultimo va somministrato in una sola dose) quindi al momento ci sono in Area Vasta 5 e sarà inoculato a tutti i candidati ritenuti idonei, mentre Pfizer, che scarseggia, sarà tenuto da parte per casi di soggetti più fragili per i quali sono sconsigliati gli altri farmaci.

«Andiamo avanti. Utilizzeremo tutto quello che abbiamo, sempre rispettando le idoneità dell’utente ovviamente».

Nemmeno i medici di famiglia del Distretto Sanitario di Ascoli hanno subito battute d’arresto nella somministrazione dei vaccini.

«Non si sono fermati – ha precisato la dottoressa Picciotti – sto dando loro tutto quello di cui hanno bisogno per portare avanti la campagna vaccinale a domicilio, secondo l’ordine di priorità stabilito dal calendario regionale».

In attesa di essere chiamati, ma già iscritti nel portale della Regione Marche, i caregiver. 

m.n.g.



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