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Vaccinare 1.500 persone
al giorno nel Piceno,
Angelini: «Obiettivo possibile»

EMERGENZA CORONAVIRUS - Il direttore del Sisp fa il punto sulla campagna vaccinale in Area Vasta 5. Stop nazionale per il personale scolastico: ma nella provincia di Ascoli nessun prenotato è rimasto senza. Non sarà invece più possibile prendere nuovi appuntamenti per questa categoria

Il dottor Claudio Angelini

di Maria Nerina Galiè

L’obiettivo per l’Area Vasta 5 è di vaccinare 1.500 persone al giorno. E ieri, 14 aprile, è stato raggiunto, sommando le persone a cui è stato somministrato il farmaco anti Covid tra le sedi di Ascoli (palazzetto di Monticelli), di San Benedetto (palasport “Speca) e medici di medicina generale.

Lo afferma il dottor Claudio Angelini, direttore del Servizio Igiene e Sanità pubblica dell’Area Vasta 5 che fa il punto sull’andamento della campagna di vaccinazione nel Piceno.

Ma anche sui contagi: «La curva sta scendendo, ma molto lentamente ancora».

Nella provincia di Ascoli sono state somministrate fino ad ora 35.000 prime dosi di vaccino, più della metà delle quali è stata seguita dalla la seconda, per completare il ciclo.

Angelini: «Della categoria over 80 sono rimaste circa 130 persone. Abbiamo quindi terminato. E si va avanti spediti con gli estremamente fragili. Quelli presi in carico dalla direzione medico ospedaliera vengono vaccinati in un’apposita linea nei punti vaccinali di Ascoli e San Benedetto. Coloro invece che si sono segnalati su portale cominciano ad essere chiamati».

E’ notizia di stamattina che dal 19 aprile, lunedì prossimo, possono prenotarsi i caregiver ed i familiari dei disabili (leggi qui).

Dovranno invece attendere i primi di maggio gli over 60.

Stop invece alle vaccinazioni per il personale scolastico, docente e non docente, ma non in Area Vasta 5.

«Si, è arrivata una circolare del commissario per l’emergenza sanitaria. Ma nella provincia di Ascoli questa settimana ultimiamo tutti i prenotati. Non si potrà invece procedere con nuovi appuntamenti perché gli slot sono stati chiusi appunto».

Con il direttore del Sisp è anche tempo di numeri.

«Negli ultimi 4 giorni abbiamo vaccinato una media di 1.250 persone al giorno. In linea con il target nazionale assegnato alle Marche, che è di 12.500 somministrazioni. Un po’ al di sotto dell’obiettivo della Regione che auspica di arrivare a 15.000».

Cosa manca per raggiungere il target?

«In parte dipende dal sistema di prenotazione. Vengono aperti per ogni giorno slot separati per ciascuna categoria che però non sempre vengono riempiti».

Nella prenotazione infatti capita che l’avente diritto può scegliere tra più date e orari. Quindi è facile che alcuni “buchi” restino vuoti.

«Si dovrebbero poi aumentare le postazioni e per questo serve più personale.

Nelle sedi picene al momento sono operative 4 postazioni su due turni (mattina e pomeriggio) più 1 dedicata ai fragili in carico alla Dmo e che opera con personale proprio.

Solo per le 4 linee a disposizione della popolazione servono ora 16 medici al giorno, cioè quattro per ogni turno nelle due sedi.

Nella campagna vaccinale sono impegnati tutti i medici del Sisp, i colleghi delle Usca e quelli assunti con contratti interinali che hanno aderito al bando della Protezione Civile. Poi ci sono i medici volontari, che mettono a disposizione gratuitamente parte del loro tempo libero. I volontari della Croce Verde, che pure operano gratuitamente, per lo più lavorano nella linea dei pazienti presi in carico dagli ospedali (leggi qui).

Ora sembrerebbe sia possibile avere 12 specializzandi medici, su un elenco di 150 individuati dalla Regione Marche. Sarebbero assunti con contratti al compenso di 40 euro lordi l’ora».

Il Palasport di San Benedetto, con le seggiole tricolore e le 10 postazioni vaccinali

Sulla tabella di marcia infine persiste il rischio di rallentamenti per chi ancora non “digerisce” il Vaxzevria, ex AstraZeneca (leggi qui).

«Il programma – spiega il dottor Angelini – prevede circa 15 somministrazioni ogni ora. Ma i rallentamenti ci sono a volte quando viene proposto AstraZeneca.

Non perché dobbiamo strappare il consenso ad inoculare quel vaccino, ci mancherebbe. Ma per far capire, per spiegare, per ascoltare e rispondere alle tante obiezioni». 

E alla fine c’è pure chi si alza e se ne va a mani vuote.

«Noi proponiamo il vaccino che abbiamo a disposizione, naturalmente tenendo conto delle direttive ministeriali e delle eventuali condizioni del cittadino.

Adesso sembra che le forniture di AstraZeneca stiano diminuendo, mentre abbiamo più Pfizer.

Ad Ancona sono arrivate 4.000 dosi di Johnson & Johnson. Aspettiamo indicazioni».



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