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Ascoli, il diesse Marco Valentini:
«A staff tecnico e giocatori
ho chiesto la ferocia»

SERIE B - Operativo da dieci giorni, oggi la presentazione ufficiale del dirigente maceratese, per la terza volta alla corte del Picchio. «Questo terzo fidanzamento è stato semplice, io cercavo questo tipo di ambiente e l'Ascoli aveva bisogno di uno con le mie caratteristiche. Playoff e mercato? Per ora non ci pensiamo. Se dovessi proporre un giocatore over 30 la società è autorizzata ad esonerarmi»
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La responsabile della comunicazione Valeria Lolli, il dg Claudio Tanzi, il ds Marco Valentini, il presidente Andrea Neri

 

di Andrea Ferretti

 

Nell’Ascoli Ascoli era stato già due volte, sempre in B, nelle stagioni 2008-2009 e 2010-2011. E siccome non c’è due senza tre, rieccolo alla corte del Picchio, già operativo da una decina di giorni. Appena finita la quarantena del gruppo squadra (tre membri sono risultati positivi al covid) scocca l’ora della presentazione ufficiale. Eccolo nella sede di Corso Vittorio.

Lui è Marco Valentini, maceratese, 45 anni, vecchia conoscenza bianconera, nuovo direttore sportivo dell’Ascoli Calcio dopo il divorzio tra Fabio Lupo e il patron Massimo Pulcinelli.

«Non è solo una presentazione, ma motivo di crescita per la società dove proprietà e responsabilità sono condivise perchè – dice il presidente Andrea Neri – è una società grande che fa vincere i campionati, mentre una squadra grande fa vincere solo la partita. A Valentini, ma non solo a lui, ho chiesto di formare e avere giocatori di carattere, lo stesso lavoro che stiamo facendo in società con il dg Tanzi. Siamo tra le società più antiche d’Italia e del mondo, qui ad Ascoli si tifa per l’Ascoli e non per Juventus, Inter e Milan. C’è una forte identità. Servire l’Ascoli, io per primo, è un onore».

Tanzi, Valentini e Neri

Dopo Neri è la volta di Claudio Tanzi, il direttore generale, anche lui in sella da non molto.

«L’arrivo di Valentini va a riempire una casella importante e necessaria in una squadra di calcio. In questo caso, tornare in un posto dove si è stati non significa essere la stessa persona perchè Marco ora è una persona più arricchita. Conoscevo la sua carriera ma non lui personalmente, è una persona gradevole, che fa squadra. E questa armonia si riflette nel gruppo squadre e quindi in campo. Abbiamo fatto delle riunioni tecniche io, lui e il capo scout. Ha chiesto lui di farle e questo è un riflesso positivo».

Dulcis in fundo, ecco il personaggio del giorno proprio nella settimana in cui il campionato è fermo per l’ennesima sosta delle Nazionali.

«Il presidente e il direttore generale hanno speso belle parole sulla persona ed è quello che negli anni scorsi mi era mancato, perchè alla base del lavoro professionale ci deve essere il discorso umano. Con Pulcinelli – racconta Valentini – è stato feeling dopo cinque minuti, idem col presidente e gli altri dirigenti. Con staff tecnico, medico, i magazzinieri, i giocatori è scattato un feeling globale. Con l’Ascoli e con Ascoli già c’erano stima, amore e rispetto. Il metodo come mi pongo per me è naturale, conta il noi e non l’io, si perde con il noi e si vince con il noi. Questo terzo fidanzamento è stato semplice – scherza il diesse – perchè io cercavo questo tipo di ambiente e l’Ascoli aveva bisogno di uno con le mie caratteristiche. Conosco bene la Serie B e la differenza, a parte i buoni giocatori, per ottenere qualunque tipo di risultato è un gruppo persone sano, motivato, affamato, inferocito. Alla squadra, il primo giorno, ho detto che voglio vedere la ferocia. Diciamo che il mio arrivo magari ha riequilibrato una fiammella che a volte si può affievolire. Ho grandi motivazioni, anche personali, su questa stagione, e la ferocia e la responsabilità che sento le ho trasmesse allo staff tecnico e alla squadra».

IL RECENTE PASSATO – «Rispetto alle mie precedenti esperienze nell’Ascoli sono cambiate tante cose, la squadra, la proprietà. Questa è una situazione più confortevole, allora c’erano problemi anche extra campo come le penalizzazioni, fu un lavoro molto più complesso. In questi ultimi anni non sono stato ai margini, non ho fatto il diesse ma ho operato nel calcio facendo altro. Non fare il diesse per un periodo è stata anche un’occasione di miglioramento, ho infatti avuto possibilità di girare il mondo e scoprire altri modi di fare calcio, ho fatto da consulente per tante squadre di A e B ed ho portato giocatori, non mettendoci la faccia e non sbandierandolo. Ora sono più preparato di prima. E’ anche vero che ho fatto scelte sbagliate rifiutando di andare in alcuni posti e accettandone altri sbagliati».

IL PRIMO CONTATTO – «C’è stato dopo la partita col Frosinone, è stato tutto abbastanza veloce, poi ho firmato alla vigilia della gara col Pisa anche se da alcuni giorni eravamo già d’accordo su tutto. L’impatto con la squadra? Sono l’ultimo arrivato, sono entrato in punta di piedi e dopo il patron ho incontrato il mister con il quale è stata stima reciproca immediata».

IL MERCATO – «Ho messo le cose in chiaro anche con la squadra: fino a gennaio non se ne parla. Abbiamo un ottimo gruppo ed è inutile fare ora valutazioni. Ho detto loro: speriamo che farete benissimo, così a gennaio me ne sto bello tranquillo. Alla proprietà ho invece fatto una battuta: se un giorno dovessi mai proporre un giocatore over 30 siete autorizzati ad esonerarmi».

I PLAYOFF – «La Serie B è un campionato complicato e questo è ancora più equilibrato dei precedenti. I playoff? Non bisogna commettere l’errore di fare tabelle e previsioni, ma essere consapevoli che siamo un buon gruppo con alle spalle una società che mette tutti in condizioni di lavorare bene. Dobbiamo solo pensare a fare bene e dare il massimo settimana dopo settimana».

 




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