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Il punto vaccini torna al palazzetto
di Monticelli: ipotesi di alternative
per le Società sportive

ASCOLI - Lo spostamento dovrebbe essere per un mese. La Casa della Gioventù troppo piccola per contenere la fila di persone che devono restare fuori ed in piedi in Piazza Strulli. Resta la criticità della mancanza di medici per aumentare le linee. Possibile apertura al medici di medicina generale 
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Si sposta a giorni, probabilmente dal 10 gennaio, il punto vaccinale per la popolazione di Ascoli: non più la Casa della Gioventù in Piazza Roberto Strulli a Pennile di Sotto, ma di nuovo, e per circa un mese, il palazzetto dello sport di Monticelli, più grande e già rodato per ospitare il gran numero di cittadini che vuole ricevere il farmaco anti Covid.

La conferma arriva dal sindaco di Ascoli, Marco Fioravanti: «Come Amministrazione, non potevamo non accogliere la richiesta dell’Area Vasta 5, visto l’elevato numero di persone che ogni, giorno, si reca al punto vaccini.

Per quanto riguarda le Società sportive, ci stiamo adoperando per non lasciarle senza una sede dove svolgere le attività. Tra le ipotesi ci sono il palazzetto di Monterocco, ma anche la palestra delle Industriali». Naturalmente, tutto questo comporterà un’onere per il Comune, poiché dovrà provvedere ogni volta alla sanificazione degli ambienti, dove saranno ospitati studenti e atleti esterni. «Daremo priorità alla sicurezza pubblica, non ai soldi», il commento del sindaco.

Il pvp del Pennile di Sotto, negli ultimi tempi, si sta dimostrando inadeguato a sostenere il carico di cittadini che vanno per sottoporsi al vaccino, quasi 1.000 giorno, per il 90% si tratta di terze dosi, quindi dal 29 dicembre con prenotazione. Il principale problema è rappresentato dal fatto che la struttura è troppo piccola per contenere i cittadini in attesa del loro turno che, pertanto, sono costretti a restare fuori, al freddo ed in piedi anche per ore.

Non si risolve però, pur cambiando sede, un’altra criticità legata al momento di particolare affluenza al punto vaccini è la carenza di medici vaccinatori. Al momento alla Casa della Gioventù funzionano soltanto 3 linee, quindi 6 medici su due turni. Non ci sono ancora i presupposti per poter aumentare il personale.

E’ possibile che si apriranno linee da affidare ai medici di medicina generale, se vorranno potranno vaccinare lì i loro pazienti. Non si esclude nemmeno che agli stesso medici possa restare a disposizione la Casa della Gioventù.

m.n.g.



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