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Dal 1978/79 al 1988/89:
il ritorno di Mazzone e la presidenza Zoboletti

VENTISEIESIMA puntata della rubrica di Cronache Picene "Ascoli e Sambenedettese, un secolo di rivalità". Storie di sport, ma non solo
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Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto. Oltre alla rivalità sportiva, talvolta becera, c’è di più. Ci sono realtà figlie di passati gloriosi, che ai due centri hanno conferito prestigio. Ci sono state persone, popoli, storie e culture diverse, di pari dignità, separate solo da una manciata di chilometri, da conoscere, raccontare e tramandare. Accomunate, tutte, da un “eroismo” straordinario, che nessun astio, fazioso e municipalistico, può e deve cancellare. Di cui andare, tutti insieme, indistintamente, orgogliosi. L’amore cieco e sordo per il proprio campanile, il fanatismo che, in ogni campo, tutto avvelena, rischiano di farci ignorare, sia sotto il Torrione che in Piazza del Popolo, il meglio che, su entrambe le sponde, nei più diversi campi, con valore, sacrificio e abnegazione, durante lo scorrere degli ultimi secoli le nostre genti sono riuscite a costruire. A puntate, su Cronache Picene, racconteremo senza presunzione la Storia dei due centri. Sportiva e non. Scritta dai grandi personaggi del passato, soprattutto quelli meno celebri, da tramandare ai più giovani, e ai posteri, spesso ignari. Attraverso le glorie e le infamie, i fasti e le tragedie. Le pagine più esaltanti e i giorni più neri. Senza partigianerie e autoincensamenti di sorta. Senza sconti, che la Storia non può concedere a nessuno. Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto. Non più cugine invidiose e malevoli. Ma sorelle unite. E regine, entrambe, del Piceno e delle Marche. Non solo sui campi di calcio.

 

Rozzi e mazzone fianco a fianco sulla panchina dell’Ascoli

PUNTATA n. 26

La seconda promozione dell’Ascoli in serie A al termine della stagione 77/78 lascia sola la Sambenedettese in serie B per due anni. Quando, nella stagione 79/80, si registra il migliore piazzamento di sempre nella massima divisione per i bianconeri, che chiudono una trionfale stagione al quarto posto, sotto la guida di Giovan Battista Fabbri, la Samb retrocede in serie C.

A Marino Bergamasco, che è subentrato alla guida tecnica della squadra dopo poche giornate al posto di Maroso, esonerato, non riesce il miracolo. La Samb, battuta a Pisa (0-1) nello scontro diretto con i toscani proprio all’ultima giornata, è condannata alla retrocessione per un solo punto. L’Ascoli invece vola, quarta, come detto, fra le primissime del massimo campionato. Nell’estate di due anni prima l’acquisto di Pietro Anastasi dalla Juventus le permette di stabilire il record di abbonamenti (8.050) che resiste ancora oggi. La Samb risalirà prontamente in serie B alla fine della stagione successiva dopo un solo anno in C1.

Nedo Sonetti firma l’ultima promozione in B della Samb

L’impresa la compie stavolta Nedo Sonetti con Walter Zenga, Speggiorin, Perrotta e Cagni fra gli elementi più determinanti. E’ già iniziata l’era della presidenza di Ferruccio Zoboletti, un altro galantuomo, nella vita e nello sport, che, trapiantato a San Benedetto fin dal 1953, vi opera con la sua azienda nel settore dell’ortofrutta. Classe 1931, emiliano di nascita, amato e stimato da tutti quelli che lo conoscono, trasla dal tennis al calcio la sua grande passione e la sua etica sportiva, assumendo, nel 1980, fino a 1989, la presidenza della Sambenedettese. Una delle più prestigiose e apprezzate di sempre. Ma il mondo del calcio è avviato ormai a diventare un sistema perverso, dove i signori veri, quelli d’animo, come lui, cominciano ad essere fuori posto.

Sul fronte ascolano intanto inizia il secondo, leggendario, ciclo di Carlo Mazzone in panchina dei primi anni Ottanta. Dopo il sesto posto conquistato nella stagione 81/82 alle spalle delle grandi, saranno salvezze sofferte ed esaltanti per l’Ascoli, che costruisce il suo mito in serie A fino alla retrocessione patita al termine della stagione 84/85. Vujadin Boskov, appena arrivato ad allenare in Italia, in tandem con Mario Colautti, non riesce a salvare infatti l’Ascoli, che retrocede dopo sette anni consecutivi di onorata militanza in serie A. Sette stagioni contrassegnate da una serie infinita di campioni divenuti beniamini del pubblico ascolano, da Moro a Novellino, da Nicolini a Iachini, da Scorsa a De Vecchi fra i tantissimi altri.

la tifoseria ascolana

Sonetti, Clagluna, Vitali e Domenghini sono invece fra i mister che caratterizzano quegli anni Ottanta alla Sambenedettese in serie B. Vi lasciano l’impronta in quegli anni giocatori come Cagni, Fiorini, Manfrin, Turrini, Di Fabio, primi nomi di una lista interminabile di beniamini del pubblico locale. Al termine di quella stagione 88/89 come detto, la Samb retrocede in C1. Sulla panchina si alternano inizialmente Domenghini e Persico, e, più a lungo, fino allo sfortunato finale, Enzo Riccomini, che vede naufragare tutte le residue speranze di salvezza dopo una drammatica sconfitta interna contro il Licata, alla penultima di campionato.

Lo stadio Riviera delle palme

Nell’agosto del 1985 su viale dello Sport è stato, frattanto, inaugurato il nuovo moderno, bellissimo stadio, il “Riviera delle Palme”. La Sambenedettese vi trasloca dunque, dal vecchio e glorioso “Ballarin”, dopo più di mezzo secolo. Sulla destinazione futura di quell’area e di quelle storiche gradinate che hanno scritto, come visto, la storia della città, si accenderanno dibattiti e polemiche negli anni successivi. Ma il malinconico addio a quello stadio è stato segnato, e accelerato, quattro anni prima, da uno degli avvenimenti più tragici vissuti dalla città.

(continua)

 

 

Il presidente della Samb Zoboletti (al centro) tra il vice presidente dell’Ascoli Iachino Pallotta e il presidente Costantino Rozzi

 

La grinta di Carlo Mazzone

La via che porta allo stadio di Ascoli diventa “Via del calcio spettacolo”

 

1982-83: Ascoli salvo all’ultima giornata

La Curva Nord del “Riviera delle Palme”




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