A oltre un anno dall’entrata in vigore del nuovo Accordo Stato-Regioni sulla formazione per la sicurezza sul lavoro (17 aprile 2025), abbiamo fatto il punto con Ezio Granchelli, CEO di Kattedra, piattaforma per la formazione certificata nata specificamente per il settore della sicurezza sul lavoro.

Partiamo dalle basi: cosa ha cambiato davvero questo Accordo rispetto al passato?

«L’Accordo interviene lungo tutto il percorso formativo, non solo sull’erogazione del corso. Si parte dall’analisi dei fabbisogni formativi — capire chi hai davanti, che competenze ha, in che contesto lavora — e si arriva a una progettazione scritta e strutturata, con obiettivi, moduli e tempistiche definiti. Durata e contenuti minimi sono stabiliti in base al livello di rischio. La verifica finale dell’apprendimento deve essere documentata con un verbale firmato. E poi c’è un punto su cui mi sono espresso pubblicamente fin dalla bozza: la definizione di chi è autorizzato a fare formazione. Oggi per erogare corsi validi bisogna essere soggetti riconosciuti — organismi paritetici, associazioni datoriali, enti accreditati — e i docenti devono avere titoli, esperienza triennale nel settore e competenza didattica documentata. Su questo punto restano criticità aperte, che rischiano di escludere soggetti formatori storici di riferimento per il settore».

 

Come si è tradotto tutto questo, un anno dopo, nel lavoro quotidiano dei formatori?

«In un carico importante, se lo si gestisce manualmente. Pensiamo solo alla documentazione: il fascicolo del corso deve contenere l’anagrafica dei partecipanti, il registro firme giornaliero, l’elenco dei docenti con le relative firme, il progetto formativo completo, il verbale della verifica finale — e va conservato per almeno dieci anni. Basta un errore, una firma mancante, un dato anagrafico sbagliato, e l’intero corso diventa contestabile. A questo si aggiunge il monitoraggio della qualità su tre livelli — gradimento, apprendimento ed efficacia nel tempo — e per i soggetti formatori la necessità di tenere sempre aggiornata e tracciabile la documentazione di ogni docente, interno o esterno. Sono adempimenti previsti dalla norma, ma che richiedono strumenti pensati per questo, non fogli excel o piattaforme generiche adattate alla bell’e meglio. Il rischio, per chi non si è attrezzato, è passare più tempo a inseguire la burocrazia che a fare il proprio lavoro: insegnare. Ed è qui che entriamo in gioco noi: non prendiamo posizione sul merito della norma, mettiamo a disposizione gli strumenti per gestirla senza che diventi un peso».

 

Al di là del giudizio che si può avere sull’Accordo, cosa può fare concretamente un formatore per non subire solo il carico di questi adempimenti?

«Il nostro approccio è pragmatico: a prescindere da cosa si pensi della norma, i dati che si è comunque tenuti a raccogliere si possono usare anche a proprio vantaggio. L’analisi dei fabbisogni, per esempio, è un obbligo, ma è anche materiale utile per costruire corsi più mirati invece che standardizzati. Lo stesso vale per il monitoraggio dell’efficacia: se lo si gestisce con gli strumenti giusti, non resta solo un costo, diventa un dato che il formatore può usare per migliorare i propri corsi. Non è un giudizio sull’Accordo, è semplicemente far rendere al massimo un lavoro che comunque va fatto».

 

In che modo Kattedra aiuta concretamente i formatori su questo fronte?

«Kattedra nasce da formatori, per formatori: non è un software generico a cui abbiamo aggiunto la sicurezza sul lavoro in un secondo momento. E infatti buona parte di quello che oggi chiede l’Accordo, noi lo mettevamo già a disposizione prima che diventasse un obbligo normativo — autenticazione tracciata, verbali automatici, fascicoli sempre aggiornati. La piattaforma è organizzata in tre funzioni, una per ogni modalità di formazione — aula, videoconferenza ed e-learning asincrono — così da coprire ogni esigenza formativa, che la si faccia in presenza, a distanza in diretta o online in autonomia. A questo aggiungiamo un catalogo di oltre 400 corsi e-learning, tra i migliori disponibili sul mercato, sempre aggiornati al nuovo Accordo. E anche se ci rivolgiamo primariamente a formatori ed enti di formazione sulla sicurezza sul lavoro, la piattaforma è uno strumento efficace anche per la formazione interna delle grandi aziende, dai 100 dipendenti in su: possono erogare i corsi di sicurezza già presenti nel nostro catalogo, ma anche caricare ed erogare i propri corsi interni. Il nostro compito non è avere un’opinione sull’Accordo, ma dare a chi fa formazione gli strumenti per applicarlo senza che gli tolga tempo al lavoro vero».

 

Guardando avanti, cosa si aspetta nei prossimi mesi?

«Che il settore continui a consolidarsi attorno a chi ha investito per tempo in strumenti adeguati. E mi aspetto anche che alcune delle criticità ancora aperte nell’Accordo — a partire da quella sui soggetti formatori — trovino una soluzione più equilibrata. Nel frattempo, il nostro compito resta lo stesso: dare ai formatori gli strumenti per gestire questi obblighi senza che diventino un ostacolo al loro lavoro».

 

Per approfondire come Kattedra supporta l’adeguamento al nuovo Accordo Stato-Regioni: kattedra.com/accordo-stato-regioni-2025/

 

(Articolo promoredazionale)

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