
Incidenti L’Aquila-Samb
di Pier Paolo Flammini
Rischia di pesare tantissimo, in tema di denunce e daspo, il dopogara tra L’Aquila e Samb, che ha visto affrontarsi all’interno del campo da gioco decine di sostenitori delle opposte tifoserie dopo che la partita si è conclusa sul risultato di 0-3 (clicca qui). Al momento sono in corso, da parte delle autorità aquilane predisposte, indagini per ricostruire l’origine dei tafferugli. Non ci sono però dichiarazioni da parte della Questura aquilana.
Gli elementi al vaglio risiedono soprattutto nei molti video che sono poi stati pubblicati sul web – da Youtube a Facebook – da parte di persone che erano presenti allo stadio. Molti, ancora non diffusi pubblicamente, circolano anche via Whatsapp.
Immagini in cui, armati di bastoni e cinghie, le due opposte fazioni si affrontano fisicamente, anche se non risulta che qualcuno si sia rivolto al pronto soccorso per cure a seguito degli incidenti. Tema di discussione la modalità di vendita dei biglietti ai tifosi della Samb, che erano presenti in qualche centinaio anche in tribuna laterale, settore previsto per i tifosi di casa: proprio il deflusso dalla tribuna alla curva, a fine gara, ha creato i presupposti per l’esecrabile scontro che nulla ha a che vedere col calcio.
L’Aquila Calcio, dopo la lettera inviata in mattinata alla Sambenedettese Calcio, Lega Nazionale Dilettanti e Questura de L’Aquila (clicca qui), ha diffuso in serata un comunicato stampa: «L’Aquila 1927 esprime il più fermo disappunto e la totale condanna per gli episodi di violenza che si sono verificati al termine dell’incontro disputato contro la Sambenedettese presso lo Stadio Gran Sasso d’Italia».
































