
Mauro Semprini
Le sue doti da “Stregone” saranno necessarie a partite da domani sera: sabato alle 20,30 si gioca Samb-Livorno, con i rossoblù reduci da una fila record di negatività in casa che a questo punto non vale la pena ripetere (solo una: ultima vittoria casalinga 27 settembre, 4-2 sulla Juve Next Gen) e un solo obiettivo: tornare alla vittoria per iniziare la rincorsa verso una difficile ma non impossibile salvezza diretta. In un – ennesimo – passaggio importante della stagione rossoblù: annunciato il nuovo direttore sportivo Andrea Mussi in giornata, con lui stanno arrivando giocatori di Serie D, quindi già fisicamente pronti, per cercare di rimediare alle lacune della rosa soggetta a troppi mutamenti.
Il primo è l’attaccante Mattia Semprini, che ha rescisso dal Villa Valle, società di Serie D del Bergamasco. Classe 1998, romano, cresciuto nelle giovanili della Virtus Entella, per lui già 135 presenze in Serie C (Pontedera, Sudtirol, Taranto, Fermana) tra campionato e Coppa con 16 gol (il miglior anno 8 marcature col Pontedera). Al VillaValle fino ad ora 20 presenze, 8 gol e 2 assist.
Altro nome dato per imminente è quello del centrocampista Alessandro Maspero, classe 1997, alla Pro Sesto dove sta vivendo la sua migliore stagione: 26 presenze, 5 gol e 5 assist. Figlio d’arte (suo padre giocò nella Cremonese), andrebbe a rinforzare il reparto mediano. Non è escluso anche l’arrivo di altri giocatori sempre dalla Serie D.
«La fortuna e la sfortuna? Spesso ce le creiamo noi – afferma Boscaglia – speriamo soltanto che la tendenza ultima venga invertita e che da domani iniziamo a essere un po’ più fortunati, ma se siamo fermi la fortuna non ci verrà a cercare».
Per ora, afferma, ha parlato poco col nuovo direttore Andrea Mussi, nominato in giornata. Ma ha idee chiare: «Noi allenatori facciamo il possibile affinché la squadra sappia in ogni momento della partita quello che deve fare, ma gli episodi sono imprevedibili. Bisogna allenarsi sugli episodi e lo stiamo facendo, ma non sappiamo se si verificheranno quelli per i quali noi ci siamo preparati. Non si possono avere 95 minuti di attenzione assoluta, ma io voglio che i miei giocatori entrino decisi per prendere la palla, senza fare male all’avversario, ma la palla deve essere la nostra».
«Io non sto vivendo la situazione con pressione perché altrimenti farei fatica a fare questo mestiere. So cosa rappresenta la Samb per la città, i tifosi, la società, la stampa e so cosa significa mantenere la categoria. Noi dobbiamo dare le armi alla squadra, sappiate che gli allenatori in tutto il mondo non sono determinanti. Noi facciamo un mestiere difficile, noi ci prendiamo le responsabilità e le critiche e loro è giusto che si prendano i meriti quando si vince» ha aggiunto.
«Se dovesse arrivare qualche nuovo calciatore bene, ma non so neanche se sarà disponibile. Parigini e Stoppa sono due giocatori esperti e di qualità, quindi è bene che giochino insieme, non c’è nessun contrasto tra di loro. Uno è esterno uno trequartista. Qui c’è solo un attaccante, Eusepi, e poi Lonardo che è un giovanissimo e in un campo con 10 mila spettatori può soffrire la pressione. Quelli che sono dietro non sono attaccanti veri e propri, noi dobbiamo fare in modo di arrivare davanti con gli esterni, che però sono esterni non centravanti da 20 gol al campionato, Stoppa è un trequartista o una seconda punta. Dobbiamo arrivare là davanti anche con i difensori, ma occorre prendere le punizioni, battere i calci d’angolo. Altrimenti passano messaggi sbagliati» afferma l’allenatore ex Ancona e Trapani, «Lonardo è un giocatore come gli altri, è un giovane di prospettiva, ma noi abbiamo bisogno di giovani che siano sul pezzo, non di esperimenti, perché questi andavano fatti prima. Servono giovani o giocatori esperti che mi devono dimostrare di entrare sempre con la gamba giusta. Se lo faranno, giocheranno, altrimenti non giocheranno».
«Tante squadre si allenano sul sintetico e poi giocano sul naturale, questo adesso non ci interessa. La squadra sta rispondendo molto bene, stiamo fissando alcuni concetti, non tantissimi perché non abbiamo troppo tempo da perdere e dare troppe informazioni è rischioso. Determinante è entrare con la testa giusta, il cuore giusto e le gambe giuste. Che partita mi aspetto col Livorno? Non lo so, noi abbiamo studiato il Livorno ma hanno alcune defezioni e quindi è difficile prevederli, poi magari cercano di fare qualcosa di nuovo. Il nostro concetto base è di fare più partite nella stessa, dobbiamo saperla leggere. Noi vogliamo vincere la partita e dobbiamo fare qualcosa di più. A Ravenna abbiamo fatto un buon secondo tempo ma anche un buon primo tempo, non siamo mai andati in difficoltà».
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