Donne oltre gli ostacoli: lavoro, diritti e inclusione al centro dell’incontro Inps 

ASCOLI - Il 18 marzo scorso istituzioni, esperti e testimonianze dirette a confronto su parità di genere, disabilità e nuove politiche di inclusione sociale e lavorativa
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La Sala Convegni dell’Inps di Ascoli

 

In concomitanza con la Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne, il 18 marzo 2026 si è svolto presso la Direzione Provinciale Inps di Ascoli Piceno l’incontro “Donne oltre gli ostacoli”, aperto dalla Direttrice Provinciale Lara Rampin.

 

L’evento si inserisce nel ciclo di attività avviato dalla sede, che dal 1° marzo è stata designata come provincia sperimentale della riforma nazionale sulla disabilità. La riforma è incentrata su una valutazione globale della persona, sulla semplificazione amministrativa e sulla definizione di progetti personalizzati.

 

Tra le autorità presenti, il prefetto di Ascoli Piceno, Sante Copponi, rappresentanti del Comune e il presidente del Consiglio Comunale, Alessandro Bono.

 

La direttrice Inps Marche, Emanuela Zambataro, ha illustrato i dati del Rendiconto di Genere 2025, evidenziando come le donne registrino ancora un tasso di occupazione inferiore rispetto agli uomini, un maggiore ricorso al part-time legato al carico di cura, retribuzioni più basse e, di conseguenza, pensioni significativamente inferiori.

 

Zambataro ha inoltre auspicato una maggiore adesione delle imprese marchigiane alla campagna Inps per la certificazione di parità, considerata un punto di partenza per promuovere politiche aziendali più eque. In questo ambito, ha presentato anche un progetto sviluppato in collaborazione con l’Università di Urbino – Dipartimento di Economia e Commercio: studenti del corso di marketing aziendale, dopo una formazione specifica curata dall’Inps, sono stati coinvolti nella realizzazione di una campagna comunicativa rivolta alle aziende. Il miglior progetto sarà premiato con tirocini formativi presso l’Istituto.

 

La consigliera di Parità, Paola Petrucci, ha richiamato l’attenzione sulla persistente sproporzione nel carico di cura, sottolineando come la maggior parte dei caregiver sia costituita da donne. Una realtà legata a stereotipi culturali ancora radicati, a differenze salariali e a un sistema di welfare familiare che continua a gravare in larga parte sulle donne.

 

Significativo anche l’intervento di Roberta D’Emidio, co-fondatrice del progetto sociale “Centimetro Zero”, che ha condiviso la propria esperienza nell’inclusione lavorativa e nel sostegno alle fragilità, evidenziando il valore delle comunità come spazi di crescita, autonomia e dignità.

 

Particolarmente toccanti le testimonianze delle donne con disabilità impegnate nella Locanda “Centimetro Zero”, che hanno raccontato come il lavoro rappresenti non solo indipendenza economica, ma anche riconoscimento personale, senso di appartenenza e prospettiva di futuro.

 

A queste voci si è aggiunta quella intensa di un’atleta di nuoto paralimpico, che ha condiviso il proprio percorso di resilienza fatto di disciplina, impegno costante e superamento quotidiano dei limiti, trasmettendo un forte messaggio di determinazione.

 

Profonda e significativa anche la testimonianza di una madre di una giovane con disabilità, che ha raccontato con sincerità il difficile equilibrio tra vita familiare e professionale, tra rinunce e ostacoli spesso invisibili. Nonostante le difficoltà, ha descritto la maternità come una fonte di gioia profonda, capace di trasformare ogni traguardo della figlia in una conquista condivisa.

 


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