La ricostruzione post‑sisma 2016 non è fatta soltanto di case, scuole e infrastrutture, ma di persone, lavoro e prospettive. È questo il filo che lega la Giornata nazionale del Made in Italy, celebrata il 15 aprile, e il bilancio del progetto “Ripartiamo Insieme – area del Cratere 2016”, che si avvia alla conclusione con l’ultimo appuntamento del Roadshow “Restare, Partire, Tornare”, in programma il 20 aprile nel Chiostro degli Zoccolanti di Montorio al Vomano.

Dalla ricostruzione opportunità per i giovani
«Il Governo Meloni, tre anni fa, istituendo la Giornata nazionale del Made in Italy ha voluto celebrare la creatività e l’eccellenza delle imprese e degli imprenditori italiani, promuovendo il valore e la qualità dei nostri prodotti – ha dichiarato Guido Castelli, commissario straordinario per la ricostruzione -. Questi stessi valori, questi prodotti, questi imprenditori sono quelli che stanno consentendo alle comunità colpite dal terremoto di tornare a vivere e a credere nella possibilità di restare e crescere nei propri territori».
La Giornata nazionale del Made in Italy è stata istituita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy attraverso la Legge quadro n. 206 del 2023 e fissata il 15 aprile, anniversario della nascita di Leonardo da Vinci. Un’iniziativa fortemente voluta dal ministro Adolfo Urso per promuovere il Made in Italy come simbolo di creatività, eccellenza e valore, riconoscendone il ruolo nello sviluppo economico e culturale del Paese e come leva per coinvolgere le nuove generazioni nelle professioni artigianali e creative.

Il teatro di Macerata
Un messaggio che trova una traduzione concreta proprio nell’Appennino centrale. «Questo territorio non è solo di grande bellezza e ricco di storia, arte e cultura – ha aggiunto Castelli – ma è caratterizzato da un tessuto imprenditoriale sano, vivace e tenace, capace di coniugare tradizione e innovazione. Imprenditori che non si arrendono e che continuano a tenere alto il vessillo del Made in Italy. A questa volontà di rilancio il Programma NextAppennino offre un supporto strategico, con risorse pensate per la riparazione economica e sociale di comunità che hanno attraversato anni difficili».
In questo contesto si inserisce il progetto “Ripartiamo Insieme”, che negli ultimi dodici mesi ha attraversato quattro regioni, coinvolto oltre 3.100 persone e prodotto un risultato significativo: nell’area del cratere i nuovi posti di lavoro sono cresciuti del 12,4 per cento tra il 2022 e il 2024. Un dato che racconta l’effetto di una scelta politica precisa: investire sui giovani e sul capitale umano dei territori, accanto alla ricostruzione materiale.

Castelli, Abodi e Zurlo
Il percorso è iniziato il 20 giugno 2025 a Colli del Tronto, con il Festival della Restanza e della Tornanza, e si è poi trasformato in un Roadshow che ha toccato teatri storici e borghi delle Marche, dell’Abruzzo e del Lazio, portando imprenditori, innovatori, creativi e sportivi a raccontare esperienze di lavoro e di vita costruite senza abbandonare l’Appennino. Da Macerata ad Ascoli Piceno, da Castignano ad Amatrice, fino alla tappa finale di Montorio al Vomano.
«Sapevamo che la ricostruzione non poteva fermarsi alle case e alle strade – ha sottolineato Castelli – ma doveva toccare qualcosa di più difficile da misurare: la voglia di restare, di tornare, di scommettere su questi luoghi. I numeri ci danno ragione, ma soprattutto contano i volti delle ragazze e dei ragazzi che hanno iniziato a vedere il proprio territorio come una risorsa, non come un luogo da cui fuggire. Questa non è una conclusione, è solo la fine della prima fase: la prossima inizia adesso».
Il progetto ha lavorato anche per rendere visibili e accessibili opportunità concrete come il Servizio Civile Universale, i bandi per l’autoimprenditorialità giovanile e i fondi del NextAppennino, svolgendo una funzione di raccordo istituzionale e di orientamento. Ne sono nate storie di imprese artigiane, progetti di comunicazione territoriale, attività legate al cibo, alla natura e allo sport, capaci di generare reddito e identità senza abbandonare i luoghi d’origine.
Un modello costruito attraverso una collaborazione tra la Struttura Commissariale, il Dipartimento per le Politiche Giovanili, il Ministero per lo Sport e i Giovani, il Ministero per la Famiglia e le Pari Opportunità, le Regioni e gli enti locali.
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