di Pier Paolo Flammini
Ha 41 anni, è più giovane del (fino ad ora) più giovane sindaco della storia recente di San Benedetto, quel Paolo Perazzoli che nel 1993 ne aveva 41… e mezzo. Anche per questo il mandato di Nicola Mozzoni sindaco promette di essere una occasione quasi unica per la città. Tante le differenze rispetto ai suoi due predecessori, ma anche al secondo mandato Gaspari, oltre che a quello di Martinelli. Le uniche somiglianze sembrano, in partenza, con l’elezione al primo turno di Gaspari (2006) e quella di Perazzoli proprio nel 1993 (ma allora dopo il ballottaggio). Tutti e tre sotto i 50 anni e come Gaspari con una maggioranza non solo di seggi ma anche della cittadinanza: il 57,3% è ben diverso dal 19 e qualcosa a favore di Spazzafumo o il 30,5% di Piunti nel 2016.
Non sono sottigliezze in politichese: un conto è avere la maggioranza in Consiglio Comunale ma non averla in città, un conto avere il supporto della popolazione. Certo, se si fanno i conti con gli astenuti, Mozzoni ha ottenuto circa il 33% reale dei consensi, mentre il 40% dei sambenedettesi non si è espresso. Ma è un dato ben diverso, ad esempio, dal 12% di Spazzafumo (19% per 60% di votanti).
Mozzoni è stata una figura viva nella società sambenedettese, grazie al suo lavoro e al ruolo di presidente dell’Assoalbergatori, che lo ha coinvolto nel dibattito cittadino sul turismo e quindi sul commercio e gli eventi. Ora lo farà da un ruolo diverso. Mozzoni è stato relativamente fortunato anche per la composizione del voto: facile assegnare 2 assessorati a Fratelli d’Italia, partito leader, e uno agli altri 5 entrati in Consiglio, con la posizione di presidente del Consiglio alla Lega di Pasqualino Piunti, figura che sarebbe ingombrante in giunta e che così invece farà valere la sua trentennale esperienza. Bene anche per il connubio di assessori e consiglieri esperti e volti nuovi: la fidata Agnese Capecci della lista del sindaco “Insieme” verso Cultura e Turismo, il duo di Fdi Andrea Traini (vicesindaco e Bilancio o Lavori Pubblici) e Simona Alfonsi (stesse deleghe), Stefano Muzi di Forza Italia (per lui un ritorno ai Servizi Sociali assaggiati per due mesi nel 2025), Luigi Anelli di Voce Nuova (Urbanistica per l’architetto sambenedettese?), un esterno per Noi Moderati, Cinzia Campanelli per Centro Civico Popolare che andrebbe a completare il pacchetto di tre donne.
Si saprà presto la composizione della giunta, il primo Consiglio Comunale si svolgerà entro metà giugno, il 21 c’è da mettersi in moto con l’organizzazione del concerto di Ricky Martin al San Park con circa 25 mila spettatori. Poi arriverà il resto. La speranza è che il giovane sindaco non si faccia irretire dai tempi lenti della politica e della burocrazia ma il fatto che in questa fase anche la politica sovra-ordinata non ha interesse a vederlo in difficoltà (essendo civico e non del partito principale, Fratelli d’Italia, la sua buona amministrazione non sarà mai vista come un elemento di rivalità da Castelli e Fioravanti o da altri contendenti regionali in ottica elezioni politiche 2027) è per lui un altro elemento positivo.
Non sarà tutto rose e fiori, già domani scriveremo di un primo banco di prova imminente per il nuovo sindaco.
Insomma, buon lavoro.
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