Prima di prendersela con il “dirigente del quarto piano” l’ex sindaco Antonio Spazzafumo sapeva che era stato lui a scegliere il dirigente tanto biasimato nella fase finale e alla caduta della giunta. Ma non solo: il sindaco-imprenditore ha addossato alla macchina comunale l’impossibilità di agire con la velocità che lui avrebbe voluto. Ma nei primi mesi di mandato Spazzafumo aveva piazzato le basi del suo mandato: oltre alla coppia picena, proveniente da Ascoli (per questo certe chiacchiere sul campanilismo fanno soltanto sorridere) del dirigente ai Lavori Pubblici Mauro Bellucci e il dirigente all’Urbanistica Giorgio Giantomassi, Spazzafumo aveva nominato anche l’attuale segretario comunale, Stefano Zanieri.
Come dire: se la giunta in qualche modo viene decisa dal voto dei cittadini che indica al sindaco i consiglieri con più seguito, le tessere dell’apparato amministrativo in parte sono date, in parte possono essere assemblate con gli spostamenti, in parte sono scelte dal sindaco. Spazzafumo ha ammesso, implicitamente, di aver commesso qualche errore.
Quando l’ex sindaco approdò in Viale De Gasperi, si rese conto che la sua giunta scontava una doppia debolezza: una, cittadina, perché era stato votato solo dal 19% al primo turno, e una politica. Spazzafumo tentò di tenersi buono il centrodestra, che in quegli anni iniziava a scalare Roma e Ancona. Difficile pensare che le nomine ascolane siano state uno schiaffo in faccia al sindaco di Ascoli Fioravanti, piuttosto è facile immaginare che fossero tentativi di creare un canale che nei primi anni di mandato Spazzafumo furono esplicitati in selfie sorridenti piuttosto frequenti tra i due (poi tutto deflagrò quando Spazzafumo volle incassare Perosa alla Ciip, ma questa è un’altra storia).
Le due nomine dirigenziali di Spazzafumo hanno concluso il loro percorso amministrativo, mentre resta in carica il segretario comunale Stefano Zanieri, il quale deve seguire l’Amministrazione per non lasciare un vuoto gestionale. Zanieri sarà in carica anche nelle prime settimane di mandato, in regime di prorogatio, e a quel punto Mozzoni dovrà compiere la prima vera scelta del suo mandato. Certo, eventi, l’organizzazione del concerto di Ricky Martin e dichiarazioni programmatiche avranno più presa mediatica e tra i cittadini, ma la decisione sul segretario comunale sarà quella in grado di dare una indicazione più chiara.
Insomma: conservazione o cambiamento? La giunta Mozzoni, almeno formalmente, è frutto di tre combinazioni. Da una parte amministratori della giunta Piunti, dall’altra amministratori della giunta Spazzafumo, l’ultimo terzo i nuovi entrati (ad esempio la fedelissima Agnese Capecci, i nuovi ingressi di Noi Moderati). Quale sarà la direzione di Mozzoni? Certo, l’imprenditore turistico ha ribadito di essere un pragmatico. Qui dovrà decidere: premiare una scelta di Spazzafumo o cambiare?
Il nuovo sindaco ha meno libertà di scelta rispetto al suo predecessore anche in virtù di una contestata scelta proprio di Zanieri, che nei mesi scorsi ha deciso di indire un concorso a tempo indeterminato per dirigente (per Lavori Pubblici o Urbanistica, non si è capito). Tutto deciso in assenza di Amministrazione Comunale anzi proprio qualche settimana dopo la caduta dell’Amministrazione Comunale. Una sorta di auto-organizzazione in assenza di politica che implicherà che il prossimo 1° luglio Mozzoni si ritroverà una delle due figure cardine dell’Amministrazione già decisa da altri, senza che possa muoversi con la libertà dei sindaci precedenti.
Zanieri, tra l’altro, fu oggetto di una interrogazione dell’allora centrodestra (Fdi, Forza Italia, Lega) per la delega al Personale a lui assegnata dal sindaco Spazzafumo: i tre partiti di opposizione vedevano in questa decisione un eccesso di potere assegnato a una figura, tra l’altro strategica.
Insomma, con Zanieri per prolungare la coda del mandato Spazzafumo, o senza, per dare un segnale di cambiamento. Attendendo le decisioni nel ruolo dirigenziale rimasto. L’unico.
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